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I GROTESQUES

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1195
La porta a destra in fondo al porticato conduce alla prima stanza che si visita all'entrata del castello, essa porta il nome del pitture che ne ha affrescato le pareti, ovvero l'artista bolognese Cesare Baglione. Vissuto nel secolo XVI, Cesare Baglione ha lavorato nel palazzo Ducale di Parma ma anche in molte ville del Parmense compresi i castelli di Torrechiara e Montechiarugolo e naturalmente anche nella Rocca Di Soragna. La particolarità di tale pittore è il genere di ornati detti "Grottesche" ispirati all'ornamentazione pompeiana riprendendo anche lo stile Raffaelliano. Tale dipinto del 1588 si presume che includesse un autoritratto del pittore (in basso a destra) con l'arrotino con cui sta lavorando, simbolo di laboriosità che schizza le scintille le quali schizzano simbolicamente dal nostro cervello, quindi significato di riflessione e di memoria. Il tema predominante è l'acqua che bagna la testa delle fanciulle, cosi come la fonte battesimale e i nastri rossi, simbolo della nascita di una nuova vita. La figura del cacciatore che spara all'oca è l'emblema dell'uomo che spesso distrugge le energie vitali. Nella seconda foto vediamo Afrodite che trionfa nella grotta nell'antico e nel nuovo Testamento composto appunto dall'anfora rotta e dall'anfora nuova. Fonte: "La Rocca di Soragna, itinerario e cenni storici" di Manuela Quaranta. Foto a cura dell'ufficio turistico di Soragna

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