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Regione LOMBARDIA

Capoluogo: Milano

Scheda

 
Stemma della regione Lombardia
  • Superficie: 23.865,58 Kmq
  • Abitanti: 9.742.676
  • Densità: 408,23 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 03
  • Numero province: 12
  • Numero comuni: 1.546
   

Regione Lombardia - Descrizione

Regione  più  ricca  d'Italia, ha la forma di un quadrilatero e si estende nell'Italia settentrionale, tra la Svizzera, il Trentino-Alto Adige, il Veneto, l'Emilia-Romagna e il  Piemonte.  La  crescita  economica  che  l'ha  interessata  negli  anni  Cinquanta  e Sessanta del XX secolo è stata particolarmente sensibile nelle province nord-occidentali, verso le quali si è diretta larga parte del flusso migratorio proveniente dalle regioni orientali e centro-meridionali della penisola: le aree industriali pertanto si sono  considerevolmente  estese  fino  a  conferire  all'area  centrale  della  regione l'aspetto  di  una  megalopoli,  all'interno  della  quale  insediamenti  residenziali  e industriali si susseguono senza soluzione di continuità. I caratteri naturalistici originari dell'area metropolitana centrale, percorsa da una rete viaria estremamente articolata,  sono  stati  quasi  del  tutto  cancellati  e  sostituiti  da  un  paesaggio  fortemente improntato dall'uomo. L'istituzione di numerosi parchi e riserve naturali ha tuttavia promosso la riqualificazione delle aree alterate dai processi di industrializzazione e urbanizzazione  nonché  la  tutela  e  la  salvaguardia  degli  ambienti  naturali  non degradati dall'antropizzazione. È tra le regioni più densamente popolate d'Italia.  

Collegamenti. Ha un eccellente sistema stradale e ferroviario, quasi interamente convergente su Milano, che viene così a essere ottimamente collegata con l'Europa centro-occidentale e con il resto dell'Italia. Nella regione, che è il cuore dell'Italia continentale, convergono le grandi vie di comunicazione della pianura padana e fanno capo le ferrovie del Gottardo e del Sempione nonché le strade che valicano le Alpi; da essa partono le grandi arterie che raggiungono il mar Ligure, l'Adriatico e le aree peninsulari. Il sistema delle comunicazioni conta su sette  autostrade (A1 Milano-Napoli, A4 Torino-Trieste, A7 Milano-Genova, A8 Milano-Varese, A9 Lainate-Como-Chiasso, A21 Torino-Brescia, A22 Brennero-Modena) e su una rete capillare di  strade  statali. Le linee  ferroviarie Milano-Torino, Milano-Venezia, Milano-Genova, Milano-Como-Chiasso, Milano-Bologna attraversano il territorio con numerosi scali e collegamenti rapidi; a queste si aggiunge una serie di linee interne, gestite, in parte, dalle Ferrovie Nord Milano. Il quadro delle infrastrutture di  trasporto è  completato  dagli   aeroporti,  tra  cui  spiccano  i  due  milanesi  di  Linate  e  della Malpensa e quello di Bergamo/Orio al Serio. Il Po è navigabile da Pavia con naviglio fino a 300 tonnellate di stazza mentre per il traffico marittimo la Lombardia si serve di porti extraregionali, come Venezia e Genova. Intensa è la navigazione  lacustre,  che assolve in gran parte a compiti turistici. La qualità dei trasporti e dei collegamenti è generalmente buona, salvo inconvenienti nei mesi invernali sui valichi alpini -in caso di abbondanti nevicate- e in pianura in caso di nebbie fitte e persistenti.  

Territorio. È formata da una  zona  montuosa, che comprende il settore centrale dell'arco alpino, ricco di ghiacciai -con le estreme propaggini delle Alpi Lepontine e i gruppi maggiori delle Alpi Retiche (Bernina, Disgrazia, Ortles-Cevedale, Adamello)-, e la corrispondente fascia calcarea prealpina, nonché da una zona pianeggiante che si estende fino al Po, fertile e fittamente irrigata da canali e da fiumi, tutti tributari del Po  e  in  gran  parte  emissari  dei  laghi  prealpini.  Le Alpi  si  estendono  su  una superficie  vastissima:  una linea netta divide  le Alpi Lepontine, comprese solo in minima parte nel territorio lombardo, dalle Alpi Retiche, con cime elevate, che, dopo lo Stelvio, si aprono a ventaglio a formare i massicci del Cevedale e dell'Adamello. Un terzo gruppo alpino si eleva a sud delle Alpi Retiche: le Alpi Orobie, che si estendono in una fascia continua e quasi priva di valichi, per circa 80 chilometri. La regione alpina è molto ricca di acque e numerose sono le sorgenti e i laghetti che punteggiano i fondovalle, sfruttati fin dal secolo XIX per la produzione di energia idroelettrica. La zona montana comunica con la parte pianeggiante attraverso l'area prealpina,  solcata  da  profonde  spaccature  occupate  da  laghi  pittoreschi  (lago Maggiore o Verbano, lago di Lugano, lago di Como o Lario, lago d'Iseo o Sebino, lago di Garda), che agiscono come serbatoi regolatori per i principali fiumi alpini. I laghi di questa regione, lunghi e stretti, occupano un insieme di valli parallele, che dalla pianura si addentrano nella zona montana; le loro conche sono scavate nella viva roccia e modificate dall'azione dei ghiacciai mentre la loro estremità meridionale è circondata da anfiteatri morenici. I rilievi collinari e montani sono coperti da una vegetazione, che segue, per zone altimetriche, il variare degli elementi climatici: gli ampi specchi d'acqua della fascia prealpina mitigano il clima, facendo prosperare sulle loro rive una florida vegetazione mediterranea e subtropicale, ricca di azalee, magnolie, palme, cedri, olivi e agrumi. Nella zona montana alla fascia delle colture e dei boschi di latifoglie segue, più in alto, quella delle foreste di aghifoglie, dove predominano  l'abete  rosso  e  il  larice;  ancora  più  in  alto  crescono  ginepri  e rododendri, che, a maggiori altitudini, lasciano il posto ai verdi pascoli alpini. Le acque dell'arco alpino e prealpino scorrono in gran parte fino al fondo meridionale di  esso  e,  filtrate  attraverso  i  terreni  sabbiosi  e  ghiaiosi  della  pianura  asciutta, riaffiorano in sorgenti spontanee (i fontanili, detti anche risorgive) a contatto con il suolo argilloso e impermeabile della "bassa", delimitata a sud dal Po e solcata da una fitta  rete  di  canali  e  rogge.  Riunito  al ducato di Milano fin  dal  tempo delle signorie, l'Oltrepò pavese appartiene alla Lombardia più per ragioni storiche che per caratteri  morfologico-strutturali:  a  sud  della  pianura  padana  domina  infatti  un paesaggio di colline, che progressivamente si elevano fin quasi a raggiungere il crinale appenninico. Anche la natura del  sottosuolo contribuisce a fare della Lombardia una regione ricca e interessante: il territorio è disseminato di stazioni idrominerali e le risorse minerarie hanno dato luogo a un'industria estrattiva molto sviluppata in passato. L'idrografia della regione è varia e ricca. I maggiori bacini fluviali sono quelli dell'Adda, dell'Oglio, del Ticino, del Serio, del Brembo, del Mella, del Chiese e del Mincio, tutti tributari del Po. La Lombardia possiede, inoltre, un complesso sistema di canali, dei quali uno dei più noti, il Naviglio Grande, lungo circa 50 km, porta l'acqua del Ticino a Milano.  

Clima. Presenta nella zona di pianura caratteri che spiccano anzitutto per  l'assenza di eccessi sia termici che pluviometrici; in particolare, quello della pianura padana si suole definire in breve come clima continentale. Si tratta, però, di una continentalità singolare: la pianura padana, protetta dalle Alpi dai rigori nordici e, d'altra parte, preclusa dai tepori  mediterranei dagli Appennini, è caratterizzata da condizioni climatiche che possono considerarsi di transizione tra l'area mediterranea e quella continentale. In estate la pianura è caratterizzata da caldo afoso, circa 24°C in luglio ed umidità tra 98÷100%, saltuariamente  mitigato  da  temporali;  l'inverno è  freddo  e  nebbioso,  con  circa  1 grado centigrado di temperatura media in gennaio, con rare nevicate. La primavera e l'autunno sono miti e piovosi. Nettamente differenziato da quello della pianura è il clima della montagna che, attraverso un graduale modificarsi nella fascia prealpina, manifesta verso i margini settentrionali della regione i tipici caratteri alpini, con estati brevi, fresche e piovose, inverni lunghi, rigidi ed asciutti. Le aree immediatamente circostanti i laghi alpini costituiscono, sotto l'aspetto termico, delle oasi di mitezza. I venti dominanti nella regione, a parte quelli generati dalle configurazioni bariche a grande scala in cui si inseriscono anche venti eccezionali come il föhn, sono rappresentati dalle brezze di monte e di valle, che sono generate dal differente riscaldamento diurno e notturno tra le cime dei monti e le valli. Lo stesso meccanismo presenta il vento determinato da differenze termiche sulla zona dei laghi (brezza di lago).  

Attività produttive. È la regione più industrializzata d'Italia e in un certo senso, dal punto di vista dell'organizzazione tecnica ed economica, la più europea. L'indice di distribuzione del reddito pro capite è, inoltre, tra i più elevati in Italia e molto vicino all'indice dei più progrediti paesi europei occidentali. Anche i dati sul numero dei vani d'abitazione, automobili, radio, televisioni, consumo della carne, istruzione sono molto alti e superano i dati riscontrabili nell'Italia peninsulare e nelle isole. Malgrado i tratti di territorio improduttivi o boscosi, l'agricoltura, che è sostenuta da un complesso sistema di irrigazione, rappresenta una parte importantissima nell'economia della regione. I prodotti principali sono il foraggio, il grano, il granturco, il riso, l'orzo, la patata, la barbabietola, gli ortaggi, la frutta, il vino. Diffuse sono in tutta  la pianura,  specie nella  "bassa",  le aziende agricole  a carattere  industriale. L'allevamento può valersi della forte produzione di foraggio e della grande estensione dei pascoli alpini. Particolarmente importante è l'allevamento dei bovini, che alimenta l'industria lattiero-casearia (Melzo, Lodi, Gorgonzola). I residui della lavorazione del latte sono, inoltre, utilizzati per l'allevamento dei suini, che a sua volta alimenta l'industria  delle carni insaccate.  L'industria tessile ha in Lombardia una lunga  tradizione  storica  e,  per  quanto  in  questi  ultimi  tempi  essa  abbia  dovuto affrontare una certa flessione di mercato, conserva ancora un deciso primato: da sole, le aziende lombarde assorbono oltre il 40% degli addetti al comparto tessile italiano. Vi sono in Lombardia oltre 3.000 impianti cotonieri, distribuiti tra Milano, Busto Arsizio, Monza, Gallarate, Como, Lecco. In decadenza è la gloriosa e antica industria della seta, alimentata un tempo dalla gelsicoltura,  mentre un fortissimo sviluppo ha avuto l'industria delle fibre artificiali. Diffusi, ma in complesso di minore importanza,  sono  i  canapifici  e  i  linifici  (Monza,  Desio,  Gandino).  L'industria siderurgica,  concentrata  in  alcune  aree  (Sesto  San  Giovanni,  Milano,  Dalmine, Bergamo, Valtellina), ha da sola validamente contribuito al grande aumento della produzione  dell'acciaio  in  Italia.  Le  industrie  meccaniche,  situate  nella  fascia industriale delle colline e dell'alta pianura, impegnano circa 500.000 addetti, il 36% circa di quelli del settore in Italia. Tra i grandi complessi meccanici vanno segnalate le industrie che producono autoveicoli, armi, radio e materiale elettrico, macchine da cucire. L'editoria, concentrata a Milano, è per impiego di capitali e diffusione al primo posto assoluto in Italia. Numerosi sono anche i cementifici, i mulini, le cartiere, le concerie, le industrie chimiche e della ceramica. Fiorente è anche il comparto dell'abbigliamento (Milano) e dei cappelli di feltro (Monza, Como). L'industria del legno è articolata in piccole fabbriche e laboratori diffusi in Brianza (Cantù, Lissone, Meda), dove si producono mobili largamente esportati. Un elemento importante per l'industria lombarda è l'alta produzione di energia elettrica, che raggiunge il 30% del totale nazionale. Gli impianti si trovano in gran parte lungo l'Adda, l'Oglio e il Ticino. Larga diffusione ha inoltre avuto l'uso del metano, per cui esiste un'estesa rete di distribuzione. Lo sviluppo economico ha favorito la crescita del terziario in tutti  i suoi  comparti:  dal  credito  al commercio,  dalle  assicurazioni ai  servizi  alla produzione. La distribuzione spaziale dei servizi alla produzione evidenzia il ruolo  di Milano nel "quaternario" o terziario avanzato.  

Analisi statistica. Area sociale.  Le  statistiche  sociali  e  culturali  varie  vedono  la Lombardia collocarsi, nel complesso, al di sopra delle medie nazionali: è la seconda regione per diffusione di periodici (98 copie per abitante contro le 66 della media italiana) e la quinta per grado di istruzione. Superiore ai valori medi sono anche le spese per spettacoli, manifestazioni sportive e intrattenimenti vari. È la terza regione per percentuale di furti e la quarta rispetto al totale dei delitti.  Area  economica. È la regione che vanta il Prodotto Interno Lordo più elevato sia in termini assoluti che in termini relativi; è la terza regione per percentuale di occupati e superiori ai valori medi sono anche i consumi pro-capite. L'apporto più consistente al Prodotto Interno Lordo è dato dal terziario con una percentuale del 60,1%, di poco inferiore alla media italiana (66,5%); superiore ai valori medi si colloca, invece, il valore aggiunto rilevato nell'industria (38% contro il 29,8% dell'Italia). Area demografica. È la quarta regione per estensione territoriale ma la prima per numero di abitanti; la città più popolosa è il capoluogo regionale con oltre un milione e trecentomila abitanti mentre oltre il 76% dei comuni non supera i 5.000 abitanti. La classe di ampiezza demografica che va dai 1.000  ai  2.000  abitanti  comprende  il  maggior  numero  di  comuni  (342).  Nella graduatoria della vita media le donne raggiungono la media nazionale di ottant'anni mentre gli uomini occupano solo il diciannovesimo posto con 72,5 anni rispetto alla media di 73,4. L'indice di vecchiaia (114,1) è superiore alla media (96,57).  Area ambientale. La percentuale di superficie pianeggiante (47,1%) supera notevolmente la media nazionale (23,2%); superiore alla media è anche la percentuale di superficie montuosa mentre quella collinare raggiunge appena il 12,4%.

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