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Regione LOMBARDIA

Capoluogo: Milano

Scheda

 
Stemma della regione Lombardia
  • Superficie: 23.865,58 Kmq
  • Abitanti: 9.742.676
  • Densità: 408,23 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 03
  • Numero province: 12
  • Numero comuni: 1.546
   

Regione Lombardia - Storia

Se la  più  antica  presenza  dell'uomo  in  questa  regione  è  documentata  solo episodicamente, relativamente agevole è invece tracciare le grandi linee dello sviluppo storico e culturale delle comunità che vi si insediarono a partire dal V  millennio a.C. Il processo di "neolitizzazione", attraverso il quale le popolazioni locali acquisirono le tecniche dell'economia produttiva, appare definitivamente compiuto  solo  a  partire  dal  IV  millennio,  nel  corso  del  quale  la  Lombardia divenne parte integrante di una più vasta e omogenea area culturale padano-alpina. Molto diversificati economicamente, gli insediamenti di questa cultura sfruttarono nel modo più idoneo ambienti geografici diversi. Con le culture finali del  Neolitico  (cultura di Lagozza;  fase  finale  della  cultura  dei  vasi  a  bocca quadrata) divennero stabili i rapporti con popolazioni lontane, con cui, attraverso lo scambio di materie prime non reperibili nell'area padana, circolarono anche  nuove  idee  ed  esperienze  culturali.  La cultura di Remedello  diede l'impronta alla Lombardia all'inizio del II millennio a.C., quando si conobbe il rame per i rapporti stabilitisi con le civiltà iberiche e con quella di Creta minoica. Durante l'età del Bronzo si sviluppò la cultura terramaricola: si intensificarono notevolmente i rapporti commerciali con le civiltà dell'Europa centrale, dalla quale si importava metallo. L'età del Ferro assunse una sua particolare fisionomia  con  la cultura di Golasecca,  localizzata  nella  parte  settentrionale  della regione, mentre in quella meridionale continuarono quegli aspetti di cultura terramaricola  che  incontreranno  i  romani. Nel  IV secolo  a.C. alla cultura di Golasecca si sostituì un nuovo assetto culturale: il nuovo panorama che si creò in Lombardia è da collegare alla grande ondata migratoria celtica, che portò in Italia nuovi gruppi etnici. Il popolamento della regione durante il IV e il III secolo fu estremamente complesso e solo in parte illuminato dalle fonti storiche: gli insubri occuparono la zona tra Ticino, Adda e Po e fondarono Mediolanum; i cenomani si stanziarono nell'area compresa tra Brescia, Cremona e Mantova. Quando, nel 222 a.C., gli insubri dovettero cedere alla conquista dei romani, questi si impadronirono della pianura ma dovettero arrestarsi ai piedi delle Alpi. Nel I secolo a.C. la storia della Lombardia si confuse con quella della Gallia Cisalpina e la stessa suddivisione augustea la divise tra la regione TRANSPADANA (XI) e la VENETIA (X). Lo sviluppo dei centri gallici dovette essere favorito dalla situazione di calma forzata imposta dai romani, dall'assimilazione progressiva da parte delle élite locali di modelli urbani o, comunque, di modelli di vita associata di tipo romano e italico e dalla penetrazione pacifica di romani e italici per i motivi più disparati, primi fra tutti quelli mercantili e commerciali. Poco alla volta i centri principali si evolvevano in città vere e proprie e la realizzazione di nuovi assi stradali ebbe un ruolo rilevante nell'accelerare questo processo. La regione acquistò importanza storica quando Milano, nel IV e nel V  secolo d.C., fu uno dei centri di diffusione del cristianesimo, ma solo dopo le invasioni barbariche ebbe una sua propria unità politica, con i longobardi, dai quali derivò il nome. La conquista longobarda fu rapida e seguì gli itinerari delle vie romane. Ilongobardi si insediarono secondo uno schema già collaudato: il controllo delle località di importanza strategica fu affidato a gruppi di famiglie, che adottarono un modello di occupazione tipicamente militare e riorganizzarono il territorio conquistato dividendolo in ducati, che, dopo la morte di Alboino, si  trasformarono in tanti piccoli regni autonomi. La pressione dei bizantini e dei franchi favorì, in seguito, la costituzione di un regno unitario, che nel corso del VI secolo si consolidò nell'estensione territoriale. Con la conquista dei franchi, lo sviluppo delle istituzioni feudali e il sorgere dei comuni, la fisionomia territoriale e politica della regione diventarono frammentarie. Vi fiorirono i comuni di Milano, Como, Lodi, Cremona, Pavia e come tale sviluppo fu precoce rispetto alle restanti parti dell'Italia  centrosettentrionale,  così  fu  precoce  il  passaggio  dal comune  alla signoria. La lotta tra impero e papato, facendo sì che entrambi i contendenti largheggiassero in concessioni per ottenere appoggi e alleanze, contribuì a sua volta a rafforzare l'autonomia delle città. Tutte le maggiori città lombarde si diedero un ordinamento comunale, con il consiglio e i consoli e altre autorità: al nuovo ordinamento corrisposero un'accentuata supremazia del centro urbano  sul  contado  e  contrasti  tra  centro  e  centro  per  la  supremazia  regionale: quando Federico Barbarossa scese in Italia a più riprese per cercare di sottomettere i comuni, Lodi e Pavia si schierarono al suo fianco contro Milano e i suoi alleati. La sottomissione delle città lombarde ebbe tuttavia breve durata e, nel 1167, alla sua quarta discesa in Italia, il Barbarossa si trovò di fronte la lega lombarda, in cui si erano uniti i comuni padani, appoggiati dal papa. La battaglia di Legnano del 1176, vinta dalle truppe comunali, e la pace di Costanza del 1183, con cui l'imperatore riconobbe l'autonomia comunale, segnarono la fine della contesa. Con i Visconti la Lombardia visse una fase decisiva per la sua storia: il governo visconteo portò Milano alla supremazia su tutte le vicine città e affermò anche il primato economico della città su tutte le altre; anzi, lo stato di Milano abbracciò nel secolo XIV confini assai più vasti di quelli della regione e giunse, con Gian Galeazzo Visconti, a un dominio sull'Italia settentrionale. Questo predominio ebbe tuttavia la vita effimera di tutti i piani espansionistici legati all'ambizione di un solo uomo: nelle successive lotte con gli stati vicini i Visconti persero i confini prima raggiunti e solo con Francesco Sforza fu attuata una politica di saggio equilibrio. All'inizio del XVI secolo il ducato di Milano divenne oggetto di contesa tra Francia e Spagna: dopo l'effimera conquista di Luigi XII prima e di Francesco I poi, con Carlo V passò definitivamente agli spagnoli, che lo governarono fino al XVIII secolo  quando,  in  seguito  alla  guerra  di  successione  spagnola,  passò  agli austriaci. La conquista da parte di Napoleone Bonaparte portò alla formazione della repubblica cisalpina e del regno d'Italia, di cui Milano divenne la capitale. Il  ritorno  degli  austriaci,  che  istituirono  il  regno lombardo-veneto,  i  moti risorgimentali, le prime due guerre d'indipendenza furono gli ultimi avvenimenti che precedettero l'ingresso della Lombardia nel nuovo stato unitario italiano. Negli anni compresi tra l'unità d'Italia e la prima guerra mondiale il volto della Lombardia cambiò radicalmente: da regione essenzialmente agricola divenne la regione più industrializzata d'Italia. Lo stesso andamento della popolazione rispecchiò  questo  processo  di  sviluppo  -le aree industrializzate conobbero un  forte incremento demografico- e si moltiplicarono le scuole e le istituzioni culturali a sostegno del progresso economico. Lo sviluppo di quegli anni fu accompagnato dalle lotte delle classi lavoratrici per assicurarsi migliori condizioni di vita: nel 1882 nacque a Milano il Partito operaio italiano e, nei decenni successivi, furono fondate le Camere del lavoro in numerosi centri della regione. Durante gli anni del fascismo la Lombardia ribadì il proprio ruolo d'avanguardia in campo economico: tuttavia, ai  primi  segni  di  cedimento  del  regime  fascista,  le  classi  lavoratrici  lombarde manifestarono apertamente il proprio dissenso. Gli anni del dopoguerra furono gli anni della ricostruzione e del boom economico, nel corso dei quali le città lombarde divennero meta di un consistente flusso migratorio proveniente dalle zone meno sviluppate d'Italia. Seguirono i conflitti sociali, le lotte sindacali e le manifestazioni studentesche degli anni Sessanta del XX secolo. Oggi la storia delle città lombarde è caratterizzata dalla difficile ricerca di una nuova identità all'interno di una società evolutasi in direzione postindustriale.  

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