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Regione TRENTINO-ALTO ADIGE

Capoluogo: Trento

Scheda

 
Stemma della regione Trentino-Alto Adige
  • Superficie: 13.606,87 Kmq
  • Abitanti: 1.018.657
  • Densità: 74,86 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 04
  • Numero province: 2
  • Numero comuni: 339
   

Regione Trentino-Alto Adige - Descrizione

La “Terra tra i monti”, nel cuore delle Alpi, è una delle cinque regioni a statuto speciale. Il suo Statuto di autonomia garantisce la parità tra le lingue (italiano, tedesco, ladino) e la tutela delle minoranze per salvaguardarne “il carattere etnico e lo sviluppo culturale ed economico”. Una serie di norme particolari le riserva, inoltre, un’adeguata rappresentanza nel parlamento nazionale nonché in quello europeo e nel Comitato delle Regioni dell’Unione Europea.

Collegamenti. L’autostrada A22 Brennero-Modena, attraversando tutta la regione, mette in comunicazione l’Italia con l’Austria. Tra le strade statali, la n. 12 dell’Abetone e del Brennero, attraversando anch’essa tutta la regione, dal confine austriaco raggiunge addirittura la Toscana. Stesso ruolo svolge la linea ferroviaria Verona-Brennero, che pure va dall’estremo nord all’estremo sud della regione, costituendo una sorta di ponte tra il Veneto, da una parte, e Austria e Germania, dall’altra. Nella regione mancano aeroporti e porti marittimi con servizi di linea.

Territorio. Occupa l’estremo nord della Repubblica dal confine svizzero di Tubre e da quello austriaco di Resia, a occidente, fino al versante opposto di San Candido, nell’alta Val Pusteria. A ovest e a sud confina con la Lombardia, mentre a sud e a est con il Veneto. Per la morfologia, l’idrografia, la flora, la fauna e il sottosuolo si rinvia alle specifiche trattazioni delle singole due Province autonome.

Clima. Ha un carattere montano, con forti variazioni della temperatura, sia stagionali che diurne (circa 8° C); la media giornaliera di 0°C durante il mese più caldo si rileva all’incirca alla quota di tremila metri, mentre oltre tale altezza la media giornaliera è sempre inferiore a zero gradi, cosicché le precipitazioni sono sempre a carattere nevoso e della neve che si accumula al suolo solo parte si scioglie ed evapora. Sulle precipitazioni i rilievi esercitano un notevole influsso, determinando la condensazione del vapor d’acqua quando le masse d’aria sono spinte a sorpassare i rilievi. Così si spiega la quasi regolare distribuzione delle piogge con quantitativi annui di oltre 1.000 mm nella porzione meridionale e in corrispondenza delle catene dello spartiacque, che sono le più elevate. In alcune valli interne le precipitazioni si riducono a 800 mm annui, fino a scendere a 500 millimetri in Val Venosta. È ovvio che una parte delle precipitazioni cade sotto forma di neve e la loro quantità è valutata in genere come acqua di fusione. La durata continuativa della neve al suolo va da pochi giorni a Trento fino a 60÷70 giorni sui 1.000 m, arrivando a circa sei mesi poco sopra i 2.000 m e ancora più sopra i 2.500 metri. I venti dominanti nella regione, a parte quelli generati dalle configurazioni bariche a grande scala, sono rappresentati dalle brezze di monte e di valle, conseguenza del riscaldamento diurno e notturno tra le cime dei monti e le valli. Lo stesso meccanismo presenta il vento determinato da differenze termiche sulla zona del Garda (brezza di lago).

Attività produttive. Anche per l’economia si rinvia alle singole due Province.

Analisi statistica. Area sociale. Benché occupi il quinto posto nella graduatoria delle regioni per diffusione di periodici per abitante, è solo undicesima per grado di istruzione (206,7 laureati e diplomati per mille abitanti contro i 211,1 della media nazionale) e per spesa pro-capite per spettacoli, manifestazioni sportive e trattenimenti vari. Per quanto riguarda le statistiche sanitarie occupa il quinto posto sul versante pubblico con 6,3 posti-letto per mille abitanti mentre si colloca lievemente al di sotto della media nazionale sul versante privato (1,3 posti-letto per 1000 abitanti contro 1,5 della media italiana). Area economica. L’apporto più consistente all’economia regionale è dato dal terziario con una percentuale lievemente superiore alla media italiana. Superiore al valore medio nazionale è la percentuale relativa al valore aggiunto del settore agricolo mentre di poco inferiore è quella relativa al settore industriale. Nella graduatoria dei conti economici pro-capite la regione si colloca su posizioni nettamente superiori alle medie nazionali con il secondo posto per quanto riguarda i consumi e il terzo posto per Prodotto Interno Lordo. Per quanto riguarda la graduatoria degli occupati per mille abitanti occupa il quarto posto con 416,5 occupati contro 346,5 della media italiana. Area demografica. Oltre l’84% dei comuni ha una popolazione non superiore ai 3.000 abitanti e la classe di ampiezza demografica che va dai 1.000 ai 2.000 abitanti è quella che comprende il maggior numero dei comuni (89). La città più popolosa è il capoluogo regionale con oltre 100.000 abitanti. Nella graduatoria della vita media occupa il terzo posto per le donne con 80,7 anni mentre per gli uomini occupa il diciottesimo posto con 72,8 anni. È quattordicesima per indice di vecchiaia con un valore lievemente superiore alla media italiana. Area ambientale. Con un’estensione territoriale pari a 13.613 km2 interamente occupata da montagna, si colloca al diciottesimo posto nella graduatoria delle regioni per densità di popolazione, con un valore pari a 66 abitanti per km2 contro i 192 della media italiana.

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