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Provincia di PERUGIA

Capoluogo: Perùgia

Scheda

 
Stemma della provincia Perugia
   

Provincia di Perugia - Ambiti

DEFINIZIONE Sita in posizione strategica su un colle, alla confluenza della Valle Umbra con la Val Tiberina, la città di Perugia rappresenta il cuore della circoscrizione provinciale: è infatti il centro di una moderna conurbazione, densa di agglomerati residenziali e industriali, che si espande in direzione nord-ovest, verso il lago Trasimeno, seguendo il tracciato del raccordo autostradale Perugia-Bettolle dell'A1. La pianta del centro storico, dal caratteristico schema a stella, i cui raggi coincidono con cinque fondamentali tracciati viari, fa ben intendere come il territorio circostante sia stato sempre subordinato alla città; attualmente quest'ultima rappresenta un importante polo industriale, commerciale, finanziario e culturale, nonché un luogo di transito obbligato per gli scambi fra nord e sud della penisola. Attorno a questo "cuore" ideale della provincia si collocano tre ambiti sub-provinciali assai diversi fra di loro, ciascuno dotato di una precisa identità storica, socio-economica e culturale: a occidente la vasta e fertile depressione del lago Trasimeno; a meridione i due ampi solchi della Valle Umbra e della Val Tiberina quest'ultima si estende anche a nord del capoluogo di provincia, separati dalla catena dei monti Martani; a oriente la dorsale dell'Appennino umbro-marchigiano.

Lago Trasimeno : Castiglione del Lago, Città della Pieve, Corciano, Magione, Paciano, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Piegaro, Tuoro sul Trasimeno.

Val Tiberina e Valle Umbra : Assisi, Bastia Umbra, Bettona, Bevagna, Campello sul Clitunno, Cannara, Castel Ritaldi, Citerna, Città di Castello, Collazzone, Deruta, Foligno (area di transizione), Fratta Todina, Giano dell'Umbria, Gualdo Cattaneo, Lisciano Niccone, Marsciano, Massa Martana, Monte Castello di Vibio, Montefalco, Monte Santa Maria Tiberina, Montone, San Giustino, Spello, Spoleto, Todi, Torgiano, Trevi, Umbertide.

Appennino umbro-marchigiano : Cascia, Cerreto di Spoleto, Costacciaro, Fossato di Vico, Gualdo Tadino, Gubbio (area di transizione), Monteleone di Spoleto, Nocera Umbra, Norcia, Pietralunga, Poggiodomo, Preci, Sant'Anatolia di Narco, Scheggia e Pascelupo, Scheggino, Sellano, Sigillo, Valfabbrica (area di transizione), Vallo di Nera, Valtopina.

LAGO TRASIMENO

Territorio. " il quarto lago d'Italia, con una profondità media di appena 6 m, e rappresenta una sorta di "mare interno" dell'Umbria, di cui occupa la porzione nord-occidentale, incuneandosi tra il Lazio e la Toscana. Lo specchio d'acqua, di origine alluvionale e tettonica, viene alimentato da piccoli torrenti e polle subacquee ma è privo di emissari naturali, motivo per cui le oscillazioni di livello, causate anche dalle esigenze della moderna agricoltura intensiva, sono assai frequenti. La sua piatta e opalescente superficie è interrotta dalle isole Maggiore e Polvese la prima è occupata da un piccolo borgo di pescatori, la seconda è adibita ad oasi di protezione faunistica. Sulle sponde del bacino lacustre si affaccia un territorio pianeggiante e ubertoso, intensamente antropizzato, mentre i morbidi e sinuosi colli che, come quinte naturali, si dispongono scenograficamente a una certa distanza dal lago, sono occupati da castelli, torri, mura merlate e borghi di pietra chiara. Il paesaggio rurale delle zone pianeggianti è dominato da multicolori appezzamenti coltivati, tra i quali spiccano case coloniche dalla tipica scala esterna, vere icone della cultura contadina di questa terra; sui declivi collinari rivolti verso lo specchio d'acqua dilagano invece campi gialli e verdi di girasoli e mais, nonché ordinati filari di vite e olivi secolari. Delicate ed eleganti ninfee bianche occhieggiano tra i canneti che bordano le rive del lago, luogo di rifugio e sosta per molte specie di uccelli acquatici.

Comunicazioni. Questo ambito sub-provinciale, che funge da cerniera tra il Perugino, l'Aretino e il Senese, è collegato alle due provincie toscane dalla statale n. 71 Umbro-casentinese-romagnola e all'autostrada A1 del Sole (Milano-Roma-Napoli) dal raccordo autostradale Perugia-Betolle, che si snoda sulla sponda settentrionale del lago Trasimeno. Per la mobilità interna al comprensorio, lambito dalla linea ferroviaria Roma-Firenze-Bologna, sono inoltre di grande importanza le statali n. 220 Pievaiola, che collega Città della Pieve al capoluogo provinciale, e n. 599 del Trasimeno Inferiore. Sul lago è attivo un servizio di navigazione che collega Passignano sul Trasimeno, Tuoro sul Trasimeno, San Feliciano (Magione) e Castiglione del Lago alle isole Maggiore e Polvese.

Storia. La presenza dell'uomo nella zona è antichissima, come testimoniano reperti archeologici risalenti al paleolitico. Gli etruschi, tra i più antichi abitatori delle sponde del Trasimeno, lasciarono un'impronta assai forte sulla cultura locale e compirono il primo tentativo di regolare le acque del lago. Sul versante settentrionale di quest'ultimo ebbe luogo la disfatta delle legioni romane ad opera di Annibale, al tempo della seconda guerra punica (maggio 217 a. C.). Il territorio, compreso in epoca augustea nella REGIO VI (UMBRIA), conobbe durante l'alto Medioevo le devastazioni della guerra greco-gotica, prima di essere conquistato dai longobardi e successivamente dai franchi. La dissoluzione della compagine statale carolingia favorì" quindi l'ascesa della piccola nobiltà locale e lo sviluppo dell'istituto comunale. Durante il basso Medioevo la zona fu a lungo contesa tra il papa, l'imperatore e le nobili famiglie dei Raspanti, dei Baglioni e dei Fortebraccio fra questi ultimi merita di essere ricordato il famoso capitano di ventura Andrea Fortebraccio, soprannominato Braccio da Montone. Definitivamente assoggettato allo Stato Pontificio nel corso della prima metà del XVI secolo, il territorio conobbe lunghi secoli di marginalità, conclusisi con l'occupazione da parte delle truppe piemontesi durante la seconda guerra d'indipendenza e con la successiva annessione al regno d'Italia.

Struttura socio-economica. I radicali mutamenti socio-economici degli ultimi due decenni hanno ridimensionato la spiccata vocazione agricola del territorio: alle attività legate al settore primario sono andati sempre più affiancandosi l'industria e soprattutto il turismo. Le coltivazioni dell'olivo, del mais e del girasole, insieme a quella della vite, rappresentano le voci più importanti dell'agricoltura mentre, per ciò che concerne la zootecnia, diffusi sono gli allevamenti di suini; la pesca d'acqua dolce, inoltre, rappresenta una risorsa economica tutt'altro che marginale per molti comuni del comprensorio. Il settore secondario, assai dinamico e in espansione, seppure con aziende di piccole dimensioni e a scarso impatto ambientale, si fonda sui comparti alimentare, tessile, delle confezioni, della lavorazione dei metalli e del legno; l'artigianato locale, assai fiorente, produce manufatti di altissimo pregio, come i famosi merletti dell'Isola Maggiore, i ricami a mano su tulle e gli oggetti in ferro battuto. Il turismo, particolarmente intenso durante la bella stagione, determina un cospicuo indotto commerciale e fa da traino allo sviluppo dei servizi, sempre più moderni e qualificati. Perugia è per tutti i comuni del comprensorio punto di riferimento per i rapporti con le istituzioni e, insieme con Città della Pieve, Orvieto (TR) e i centri toscani di Chiusi (SI) e Chianciano Terme (SI), svolge un ruolo fondamentale in materia di consumi.

VAL TIBERINA E VALLE UMBRA

Territorio. La Valle Umbra, solcata dai fiumi Topino, Chiascio e Clitunno, disegna sul territorio provinciale un lungo arco, le cui estremità toccano Spoleto a meridione e Perugia a settentrione, dove si innesta nella Val Tiberina. Questa, proprio dalla città di Perugia, è idealmente divisa in due parti: l'Alto Tevere umbro a nord e la media valle del fiume Tevere a sud. Nella loro sezione più meridionale i due grandi solchi della Val Tiberina e della Valle Umbra sono divisi dalla catena calcarea dei monti Martani, ricca di sorgenti minerali e con cime per lo più tondeggianti che raggiungono comunque i 1.300 m. Il paesaggio di questo vasto territorio è caratterizzato da ampie pianure di fondovalle, intensamente coltivate e urbanizzate, e da dolci rilievi collinari, che ospitano estesi e pregiati vigneti e oliveti, tra i quali occhieggiano torri, campanili, castelli e grigi borghi fortificati, strategicamente disposti su terrazze naturali e declivi soleggiati; qua e là sparuti gruppi di olmi, qualche maestosa e secolare quercia isolata nonché aceri campestri interrompono l'ordine e la geometricità delle forme e delle specie vegetali introdotte dall'uomo. Nelle zone più acclivi, ai campi coltivati si sostituiscono boschi di roverella, orniello e carpino nero, con un ricco sottobosco erbaceo e arbustivo; anche il leccio, al quale fa quasi da ornamento il delicato corbezzolo dalle bacche rosse, ha trovato in questo territorio ideali condizioni di vita. I rilievi posti sul versante occidentale della Val Tiberina, soprattutto nell'Alto Tevere umbro, ospitano, invece, vasti castagneti, all'ombra dei quali prosperano la felce aquilina, la ginestra e l'erica da scope. Salici e ontani si schierano lungo le rive del Tevere che, nelle sue anse di acque calme e stagnanti, ospita canne palustri, giunchi, capelveneri, delicate viole di palude e sgargianti HELIANTHI TUBEROSI, piccoli girasoli perenni.

Comunicazioni. Queste due ampie vallate e le pianure che si dispongono su entrambi i loro versanti sono state sfruttate fin dai tempi più antichi per le comunicazioni. Lungo il corso del Tevere si snodano la strada statale n. 3 bis Tiberina (E45) e le linee ferroviarie in concessione Perugia-Sansepolcro e Perugia-Terni, mentre sulla piatta estensione della Valle Umbra si sviluppano il tracciato dell'antica via consolare Flaminia, l'attuale strada statale n. 3, nonché quello della linea ferroviaria Orte-Falconara Marittima. La statale n. 75 Centrale Umbra, parallela e contigua alla linea ferroviaria Terontola-Perugia-Foligno, funge da cerniera fra i due imponenti assi della Flaminia e della Tiberina; un compito analogo viene svolto, nella porzione più meridionale della provincia, dalla statale n. 448 di Baschi, che fa da ponte fra l'autostrada A1 del Sole (Milano-Roma-Napoli), all'altezza del casello di Orvieto, e la statale Tiberina.

Storia. Le due vallate furono dimora di etruschi e umbri fino alla definitiva sottomissione a Roma; la Val Tiberina, in particolare, rappresentò fin dall'antichità un'importante via di comunicazione e il tramite di vivaci scambi commerciali, come è attestato da Dionigi di Alicarnasso (60-7 a. C.), Strabone (63 a. C. ca.- 19 d. C. ca.) e Plinio il Giovane (61 o 62 d. C.-113 o 114 d. C.). L'intera zona fu violentemente investita dalla campagna militare bizantina per la riconquista della penisola dopo le invasioni dei goti (guerra greco-gotica, 535-553 d. C.); la Valle Umbra, inoltre, rappresentò il cuore del ducato longobardo di Spoleto. Percorse e devastate dai saraceni (881) e dai ben più terribili ungari (915-16 e 924), durante il basso Medioevo le due imponenti valli fluviali furono culla dell'istituzione comunale, insieme alla vicina Toscana. Oltre alla città di Perugia diverse nobili famiglie (Vitelli, Baglioni, Atti, Campello e Fortebraccio) si contesero il possesso di città e lembi di questo territorio, che, definitivamente inglobato nello Stato della Chiesa nel corso del XVI secolo, visse lunghi secoli di marginalità politica e culturale prima di essere annesso al regno d'Italia, all'indomani della seconda guerra d'indipendenza (1861).

Struttura socio-economica. Fittamente popolate, le due principali vallate umbre dispongono della maggior parte delle risorse economiche dell'intera regione e vantano la più elevata densità produttiva. Nonostante la relativa esiguità delle superfici pianeggianti, la fertilità dei suoli ha favorito un intenso sfruttamento agricolo: tra le coltivazioni trainanti spicca, da circa un secolo, quella del tabacco, particolarmente diffusa nella sezione settentrionale della valle del Tevere, tra San Giustino e Umbertide, e affiancata da quelle del girasole e del mais; l'olivo e la vite, inoltre, sono l'espressione più autentica della vocazione rurale del territorio, che offre prodotti di assoluta eccellenza, come il famoso tartufo nero di Spoleto. Il comparto zootecnico ha fatto registrare negli ultimi anni un pronunciato incremento dell'allevamento di suini, legato alla produzione di insaccati, a discapito di quello di bovini e ovini. L'apparato industriale si concentra soprattutto alla periferia di Bastia Umbra, Città di Castello, Deruta, Foligno, Marsciano, Todi e Umbertide, con imprese attive nei comparti alimentare, dell'abbigliamento, tessile, del legno, cartario, editoriale, metallurgico e meccanico; forte è inoltre la presenza dell'artigianato: giustamente famose sono, ad esempio, le ceramiche artistiche prodotte a Deruta. Il settore terziario, dinamico e in continua espansione, è trainato dalla crescita del movimento turistico, oltre che dalle necessità dell'industria: le sorgenti minerali di cui il territorio dei monti Martani è ricco, ad esempio, determinano sia un cospicuo flusso di turisti sia un importante indotto di imbottigliamento di acque minerali. Poli di aggregazione dell'area sono Città di Castello, Foligno, Marsciano, Spoleto e Todi, nonché Perugia, cuore amministrativo, produttivo, finanziario e culturale dell'intera circoscrizione provinciale; una discreta forza di attrazione commerciale è esercitata sui comuni del comprensorio anche da Arezzo e San Sepolcro (AR), in Toscana.

APPENNINO UMBRO-MARCHIGIANO

Territorio. Orientato in direzione nord-ovest-sud-est, questo tratto della dorsale appenninica rappresenta l'estremo lembo orientale della provincia e funge da spartiacque tra l'Umbria e le Marche. I rilievi sono incisi e separati da un complesso sistema di valli fluviali parallele, che formano il sistema idrografico degli affluenti di sinistra del fiume Tevere e che fin da epoche remote hanno facilitato l'attraversamento della catena appenninica in direzione delle Marche, condizionando al tempo stesso lo sviluppo degli insediamenti umani questi sono sorti per lo più lungo l'antica via consolare Flaminia. In netto contrasto con il prevalente assetto geomorfologico del territorio è l'ampio e fertilissimo bacino intermontano della conca eugubina, la cui origine lacustre, dovuta agli intensi fenomeni tettonici verificatisi durante le fasi orogeniche e post-orogeniche, risale a circa 10 milioni di anni fa. La dorsale appenninica, costituita perlopiù da rocce calcaree e calcareo-marnose, disegna un paesaggio spesso aspro e severo, fatto di versanti scoscesi e profonde forre in cui si incanalano brevi corsi d'acqua; ai piedi della cortina dei rilievi appenninici veri e propri si dispone una teoria di morbide colline dalle cime arrotondate e dai fianchi a volte incisi da bianchi calanchi. Le quote più elevate sono il regno del maestoso faggio e delle praterie, ravvivate dalle fioriture dei narcisi e dei gigli martagoni e di San Giovanni nei luoghi più umidi e riparati è possibile ammirare anche diversi esemplari di orchidee; a mezza costa hanno invece il sopravvento i boschi di cerri, roverelle, carpini neri, ornielli e diversi tipi di conifere introdotte a scopo di rimboschimento; non mancano inoltre estesi castagneti, strettamente legati alla tipica economia della montagna.

Comunicazioni. La principale arteria del comprensorio è la strada statale n. 3 Flaminia che, dopo aver lasciato la Valle Umbra all'altezza di Foligno, si insinua dapprima nella Valtopina, per poi lambire le pendici del Monte Cucco e sfociare in territorio marchigiano; parallela a questa importante arteria è la linea ferroviaria Orte-Falconara Marittima. Di rilievo comprensoriale ma di grande importanza turistica sono le statali n. 298 Eugubina, n. 444 del Subasio e n. 209 Valnerina, mentre la n. 77 della Val di Chienti, scavalcando l'Appennino, mette in collegamento Foligno con il litorale maceratese, nelle Marche.

Storia. A cavallo tra l'età del rame e la prima età del bronzo la dorsale appenninica umbra conobbe la diffusione della cultura di Rinaldone e fu notevolmente influenzata dalle genti picene; quindi, con l'inizio dell'età del ferro, fu stabilmente occupata da popolazioni appenniniche. Spinti dall'avanzata dei celti, gli umbri, originariamente stanziati al di là dell'Appennino, cominciarono a penetrarvi intorno al IV secolo a. C., estendendo il loro dominio sul territorio a oriente del corso del Tevere e lungo il crinale appenninico; qui fissarono la loro dimora, fra le altre, le tribù umbre dei TREBANI, dei FULGINATES, dei PLESTINI, dei NUCERINI e dei TADINATES. All'indomani delle prime invasioni barbariche e dopo la sanguinosa guerra greco-gotica (535-553), che ebbe il suo epilogo presso l'odierna Gualdo Tadino, la penetrazione longobarda determinò la nascita del ducato di Spoleto. Assoggettate poi dai franchi, queste terre vissero oltre un secolo di anarchia in seguito allo sfaldamento dell'impero carolingio. Dopo lunghe, complesse e alterne vicende, che per tutto il Medioevo videro protagonisti papi, imperatori, nobili famiglie (Gabrielli e Montefeltro) e liberi comuni, sorti a partire dall'XI secolo, l'Appennino umbro, come il resto della regione, venne definitivamente annesso ai domini temporali della Chiesa.

Struttura socio-economica. Si tratta di un territorio marginale dal punto di vista delle attività economiche, con evidenti squilibri fra le aree pianeggianti e bassocollinari e quelle altocollinari e montane. La maggior parte dei comuni dell'area vivono principalmente delle attività zootecniche e agricole, in genere poco meccanizzate e specializzate, fatta eccezione per le poche aree pianeggianti e di bassa collina, dove attecchiscono il girasole, il mais e il tabacco; non molto diffuse, inoltre, risultano la viticoltura e l'olivicoltura. Unico polo industriale di un certo rilievo è Gualdo Tadino, rinomato, fra l'altro, per la produzione artigianale di ceramiche. Per il suo alto valore storico e ambientale, tuttavia, il territorio possiede notevoli potenzialità turistiche, anche al di fuori dei classici circuiti che interessano i centri storici più famosi, come Gubbio, già da tempo meta di turismo internazionale. Oltre ai due poli di aggregazione dell'area (Gualdo Tadino e Gubbio) e ad alcuni dei principali punti di riferimento burocratico-amministrativo e commerciale dell'intera regione (Perugia, Foligno, Spoleto e Terni), esercita la sua capacità di attrazione sui comuni dell'area anche la cittadina marchigiana di Fabriano (AN).

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