Necropoli di Centocamere

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La necropoli di “Centocamere” (Casale Centocamere) deve la sua suggestiva denominazione alla presenza di numerose tombe collegate tra di loro da un intricato sistema di fori e di cunicoli aperti nelle pareti delle camere funerarie dagli scavatori abusivi per passare più agevolmente dall’una all’altra struttura funeraria. Tutta la collina di Centocamere risulta interessata dalla presenza di strutture funerarie scavate nella roccia tufacea, che appaiono disposte almeno su tre ordini, per un totale di oltre cinquanta tombe con deposizioni plurime. Le tombe fino ad ora indagate mostrano un arco cronologico compreso nel VII sec. a.C., ponendosi in una fase più antica rispetto alla necropoli di Pianezze, utilizzata per tutto il VI sec. a.C. Completamente diversa da quest'ultima appare anche l'architettura funeraria. A Centocamere le tombe si sviluppano principalmente lungo un asse perpendicolare all'ingresso, ma è frequente anche la realizzazione di camere laterali più piccole. La tomba più imponente finora riportata alla luce (CC4) si sviluppa per una lunghezza di sedici metri e comprende cinque camere coassiali e tre camere laterali. Complessivamente vi furono deposti diciannove inumati: sedici in fossa e tre in loculi praticati nelle pareti. In età medievale alcune tombe etrusche furono riutilizzate per ricavarne ambienti adibiti all’allevamento di volatili: i cosiddetti “colombai”.

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