Paolo Iacovino

Abbazia di Faifoli

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Risalente la periodo sannita, Fagifulae era un villaggio fortificato del Sannio Pentro. Da quanto attestato dallo studioso G. De Benedittis Faifoli divenne municipio romano dopo il 49 a.C. Sito archeologico molto importante, nel Medioevo ospita i benedettini i quali vi edificarono il loro convento e l'Abbazia di Santa Maria della quale non si conosce l'anno di costruzione ma sicuramente nel 1260 esisteva già, come dimostra un'incisione sul portale gotico nel capitello a sinistra di chi entra che reca scolpita tale data e il nome dello scultore Buonomo. La data più importante di questa chiesa è il 1230, quando vi giunse il giovane Pietro Angelerio per prendervi i voti e che diventerà Papa Celestino V e sarà santificato dopo la morte il quale ebbe il compito di restaurare le strutture di quella chiesa e del convento adiacente. A causa di numerosi terremoti, a cominciare dal XV secolo il monastero fu completamente demolito, mentre la chiesa resistette anche se in pessime condizioni. Dal 1456 fino al 1700 dell'abbazia non si hanno notizie, fu il cardinale Vincenzo Maria Orsini, arcivescovo di Benevento e futuro Papa Benedetto XIII, a restaurare la chiesa e a riconsacrarla il 5 Luglio 1705. Nel 1811 il nobiluomo montaganese Quintiliano Petrone comprò alcuni terreni tra cui la chiesa di santa Maria di Faifoli e riparò i danni causati dal disastroso terremoto che colpì il Molise nel 1805. Dopo la sua morte Faifoli passò alla famiglia Janigro che nel 1971 consentì che la chiesa fosse destinata ad uso pubblico e che potesse essere restaurata, affidandone la cura ai sindaci di Montagano e Limosano. Il 13 Febbraio 1998 la chiesa con una parte del territorio circostante è stata acquistata dal comune di Montagano e nel 2000 sono iniziati i lavori di restauro per conto della Soprintendenza ai beni culturali archeologici ed ambientali del Molise. L'evento più importante dedicato alla Chiesa si svolge ogni anno l'ultima domenica di Aprile con la Festa della Madonna della Transumanza che coinvolge tutta la popolazione femminile Montaganese con le sue portatrici che conducono in spalla la Madonnina nei dintorni del territorio di Faifoli.

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