Descrizione

Comune agricolo montano di origine medievale. I montaganesi, caratterizzati da un indice di vecchiaia particolarmente alto, sono concentrati nell'unico centro abitato che sorge su un colle e si affaccia sulla pianura sottostante. Il centro storico è caratterizzato da abitazioni più vecchie, costruite in pietra e prevalentemente unifamiliari; nella zona di nuovo insediamento si trovano fabbricati più moderni e, in parte, condominiali. Il profilo del territorio è vario e ondulato: montuoso e accidentato nella zona orientale, per il resto generalmente pianeggiante. Il paesaggio, ampio e vario, da un lato guarda la vallata del Biferno, dagli altri è dominato dalle colline ricche di vegetazione. Il clima è caratterizzato da estati fresche e inverni generalmente miti. Lo stemma, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, è costituito da uno scudo azzurro in cui campeggiano tre monti all'italiana, verdi; il monte centrale sostiene una croce dorata.  

Storia

Numerose iscrizioni lapidee ritrovate nel territorio fanno supporre che sia stata fondata nel luogo in cui sorgeva la sannitica "Fagifulae", menzionata da Plinio. Durante la dominazione longobarda fu capoluogo di una delle 34 contee in cui era diviso il ducato di Benevento; in epoca normanna fu sotto la giurisdizione di Castropignano e nel periodo svevo fu chiusa nella contea di Molise. Nel 1239 Simone di Santangelo fu il primo feudatario; i suoi eredi vi esercitarono i diritti fino al 1477, anno in cui la famiglia si estinse. Da quell'anno in poi, in seguito ad alterne vicende, passò sotto la signoria di varie famiglie feudali, tra cui di Capua, i Pignatelli, i Capece e in ultimo i Viespoli, che mantennero il dominio delle terre fino all'eversione feudale. L'etimologia del toponimo non è certa: nel secolo XII era "Montem Ogeanum" e nel secolo XV "Montis agani" come risulta in un diploma del 1496 di re Federico d'Aragona. Nel 1456 e nel 1805 fu gravemente danneggiata dal terremoto. Il patrimonio storico-architettonico è ricco ed annovera in primo luogo i resti di Santa Maria in Faìfula, antica abbazia benedettina che sorgeva nel luogo dell'antica Fagifuli sannitica e che fu retta per qualche anno da frate Pietro Angelerio da Morrone, poi papa Celestino V; l'architettura sacra comprende la chiesetta della Madonna del Carmine e le chiese dell'Immacolata e di Sant'Antonio di Padova; del patrimonio storico fanno parte anche le lapidi con iscrizioni ritrovate nell'agro ed il castello di Collerotondo, situato su uno sperone di roccia a 5 km dall'abitato, ristrutturato e trasformato in abitazione rurale. L'andamento demografico fa registrare una tendenza al decremento dalla fine del XIX secolo: nel 1881 contava infatti 3.925 abitanti.  

Economia

Appartengono al sistema degli uffici e servizi pubblici, oltre ai consueti uffici municipali e postale, una stazione dei carabinieri ed una del corpo forestale dello Stato e una sede dell'Ente per le risorse idriche del Molise. Il servizio sanitario mette a disposizione dei cittadini la farmacia ed il presidio sanitario di base; nelle strutture scolastiche locali si possono frequentare le classi dell'obbligo. Le strutture ricettive non consentono il soggiorno; negli impianti sportivi si gioca al calcio (anche in notturna) e a bocce e si pratica il karate. La popolazione, che conduce una vita legata alle tradizioni e poco aperta al nuovo, vive dello sfruttamento delle risorse della terra: dall'utilizzazione dei boschi si ricava legname; lungo le pendici dei morbidi rilievi collinari o nella pianura si coltivano cereali, olivo, vite e frutta (soprattutto mele); i prodotti della terra vengono venduti o lavorati per la produzione di olio e vino. L'industria, poco rilevante, è presente nel settore dei materiali da costruzione; il terziario consta della rete commerciale di medie dimensioni, adeguata al soddisfacimento dei bisogni della comunità. Il reddito prodotto da questo sistema economico non è comunque particolarmente elevato, come attesta l'assenza di sportelli bancari.  

Relazioni

Attirano visitatori le risorse ambientali, il patrimonio archeologico e le manifestazioni folcloristiche. Tra queste ultime si segnalano le "masquarate", rappresentazioni del periodo di carnevale improvvisate con l'aiuto di strumenti tradizionali, i riti pasquali, la processione della Madonna di Faìfoli in aprile, i giochi e tornei estivi, tra cui anche tornei nazionali di tennis tavolo. Il Patrono Sant'Alessandro si festeggia il 10 luglio.

Località

Fondi europei 2021-2027

Nella nuova Programmazione 2007-2013 della politica di coesione economica e sociale dell'Unione Europea il comune di Montagano rientra nell'Obiettivo "Competitività regionale e occupazione". A partire dal 1 0 gennaio 2007 nelle aree rientranti in tale obiettivo l'impiego dei "fondi strutturali" europei punta a rafforzare la competitività, l'occupazione e l'attrattiva delle regioni, ad anticipare i cambiamenti socioeconomici, a promuovere l'innovazione, l'imprenditorialità, la tutela dell'ambiente, l'accessibilità, l'adattabilità dei lavoratori e lo sviluppo dei mercati. Cfr. Regolamento (CE) n. 1083/2006 dell’11 luglio 2006 recante disposizioni generali sul Fondo Europeo di sviluppo regionale, sul Fondo Sociale Europeo e sul Fondo di Coesione.

INFO
  • Popolazione 1.086
  • Lat 41° 38' 44,94'' 41.64581667
  • Long 14° 40' 23,44'' 14.67317778
  • CAP 86023
  • Prefisso 0874
  • Codice ISTAT 070041
  • Codice Catasto F391
  • Altitudine slm 801 mt
  • zona clim./gradi giorno
    Riscaldamento: dal 15/10 al 15/04 per 14 ore/giorno
    E/2586
  • Superficie 26.52 Km2
  • Densità 40,95 ab/Km2
  • Sismicità Zona 2
  • Alba 06:32
  • Tramonto 17:52
Contatti
ODV
NomeIndirizzo
T.M.?TRADIZIONI MONTAGANESIVIA ALDO MORO 4
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