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Provincia di SONDRIO

Capoluogo: Sondrio

Scheda

 
Stemma della provincia Sondrio
   

Provincia di Sondrio - Descrizione

Territorio. Con una superficie di circa 3.200 chilometri quadrati, la provincia si distende nella parte settentrionale della regione, comprendendo 78 comuni. La presenza dell'arco alpino ne caratterizza il profilo geometrico, estremamente irregolare, con variazioni altimetriche decisamente notevoli e quote comprese tra i 200 e i 4.000 metri. La parte meridionale della provincia è interessata da un'ampia vallata ad andamento trasversale attraversata dal corso del fiume Adda; il fiume Mera è l'altro principale corso d'acqua del territorio. Tutto l'arco alpino è interessato inoltre dalla presenza dei ghiacciai: in questa provincia, oltre ad essere particolarmente numerosi, si trovano quelli posti alle quote maggiori. Le valli che intersecano la pianura dell'Adda dirigendosi verso i passi alpini (tra i quali l'Aprica, lo Stelvio e lo Spluga) completano le caratteristiche orografiche. Lo stemma, concesso con Regio Decreto, racchiude le insegne dei comuni di Sondrio, Tirano, bormio, Chiavenna e Morbegno. Il castello di pietra sormontato da un'aquila imperiale in volo abbassato (stemma di tirano) è quello di Ludovico il moro; lo stemma di Bormio (una croce d'argento su fondo rosso), uguale a quello di Milano, ricorda che Bormiofu dominio del Duca di Milano; due chiavi decussate su fondo rosso costituiscono l'elemento comune agli stemmi di Chiavenna e Morbegno (nel primo, le chiavi rappresentano i passi montani mentre l'aquila evoca l'imperatore Federico Barbarossa; nelle chiavi attraversate dalla spada si rappresentano, invece, il passo di san Marco e la famosa battaglia di Delebio contro gli invasori veneziani; al centro dello scudo composito si pone, infine, lo stemma di Sondrio, in cui le spade incrociate e le palme assumono un significato religioso, essendo soldati (spade) e martiri (palme) i Patroni della città. Si presume che il giglio d'oro evochi il casato Masegra.

Comunicazioni. La provincia non è interessata da alcun tracciato autostradale; la viabilità ordinaria ha nelle strade statali n. 36 e 38 gli assi principali, dai quali si dipartono tracciati minori che raggiungono le località poste alle quote più elevate. La rete ferroviaria conta quasi esclusivamente sulla linea a binario unico Milano-Tirano. Non vi sono aeroporti raggiunti dalle rotte nazionali. Lungo l'arco alpino, in corrispondenza degli storici valichi, è stata progettata la realizzazione di trafori che potrebbero forse in parte restituire alle valli il loro antico ruolo di vie di transito; il traforo ferroviario dello Spluga e quello dello Stelvio non sono stati tuttavia mai realizzati. L?orografia della zona ostacola non poco il collegamento col resto della regione: in queste condizioni si accentua l'isolamento di tutta l'area, alla quale si accede con comodità solo ad ovest (lago di Como).

Storia. Abitata da civiltà antichissime, fin dal Paleolitico, come dimostrano i reperti custoditi in preziosi giacimenti culturali, l'area risentì a lungo del dominio dei grigioni prima di accomunarsi nelle vicende storiche alle altre province lombarde ed essere soggetta ai Visconti e agli Sforza. Le civiltà alpine in particolare hanno lasciato tracce profonde nei costumi locali che richiamano qui più che altrove una radicata tradizione. Da sempre terra di passaggio per chi valicava le Alpi, ha conosciuto la dominazione austriaca nel XIX secolo. Provincia dal 1814, è stata interessata da un consistente flusso emigratorio nel secondo dopoguerra, diretto verso gli Stati Uniti d'America, la vicina Svizzera e l'Australia.

Struttura socio-economica. La voce di gran lunga preponderante nel panorama economico è costituita dal terziario, cui si devono oltre i due terzi del reddito, e in particolare dal commercio e dai servizi privati. Meno significativo è l'apporto dell'industria manifatturiera, limitata anche dall'orografia e dalle caratteristiche delle infrastrutture di comunicazione; è invece molto sviluppata l'attività di produzione dell'energia elettrica: i numerosi impianti, sparsi su una buona parte del territorio provinciale, sono in grado di soddisfare quasi la metà del fabbisogno regionale. Di consistenza decisamente modesta l'agricoltura, cui va tuttavia il non trascurabile merito di contribuire alla conservazione dell'ambiente, che in questa parte della regione assume un rilievo particolarmente importante. Il turismo, favorito dalla ricchezza di attrattive ambientali e paesaggistiche, rappresenta una risorsa di primo piano ormai da decenni e mantiene sostanzialmente inalterata la sua capacità di reddito. L'isolamento e la storica difficoltà di comunicazione hanno determinato sensibili disomogeneità culturali, particolarmente evidenti nelle valli meno accessibili; tutta la provincia risente in generale della vicinanza della svizzera. Il progressivo abbandono della montagna a vantaggio dei centri vallivi ha caratterizzato lo sviluppo sociale degli ultimi decenni.

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