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Provincia di MANTOVA

Capoluogo: Màntova

Scheda

 
Stemma della provincia Mantova
   

Provincia di Mantova - Descrizione

Territorio. Provincia dell'estrema propaggine sud-orientale della regione, incuneata tra la zona occidentale del Veneto e quella settentrionale dell'Emilia-Romagna. Con una forma che ricorda un triangolo rettangolo, il territorio -esteso fra le province di Brescia e Cremona, quelle emiliano-romagnole di Parma, Reggio nell'Emilia, Modena e Ferrara e quelle venete di Rovigo e Verona- è disegnato dai fiumi Mincio (che lo bagna da nord), Oglio (proveniente da ovest) e Po (che ne delinea la zona meridionale); ad esclusione della zona settentrionale occupata dai rilievi morenici del Garda (che interessa soltanto 6 comuni, costituenti l'8% del territorio complessivo), è prevalentemente pianeggiante, con variazioni altimetriche che oscillano tra gli 11 metri di Felonica e i 124 di Solferino. Il patrimonio idrico è costituito anche dalle acque dei fiumi Chiese, Secchia, Tione e Tartaro, da quelle dei tre laghi che circondano il capoluogo provinciale (Superiore, di Mezzo e Inferiore), formati dal Mincio, e dai numerosi colatori, canali per l'irrigazione e fossi (oltre il 90 per cento della sua estensione è classificato territorio di bonifica). Fra i numerosi parchi (regionali o locali d'interesse sovracomunale) e le riserve naturali che lo interessano, i più importanti sono senz'altro quelli del Mincio e dell'Oglio Sud. La zona prospiciente il Po è circondata da una vegetazione costituita in prevalenza da pioppi; in quella dell'anfiteatro morenico collinare dell'alto mantovano, invece, si trovano le coltivazioni di essenze miste e quelle di vite, oltre agli olivi, la cui crescita è favorita dal clima più mite, dovuto alla vicinanza del lago di Garda. Il clima della bassa mantovana è quello tipico della pianura "continental-padana", con inverni rigidi e nebbiosi ed estati calde (in cui compaiono anche le zanzare) e particolarmente umide, afose. La popolazione, distribuita in 70 comuni e con un indice di vecchiaia elevato, si concentra soprattutto nella zona circostante il capoluogo di provincia, con punte estreme a nord (nel comune di Castiglione delle Stiviere) e a sud-ovest (nei comuni di Viadana e Suzzara). Lo stemma provinciale, concesso con Decreto Reale, è uno scudo troncato e semipartito e reca gli emblemi dei comuni di Mantova (in alto), Bozzolo e Castiglione delle Stiviere (in basso). La prima sezione (Mantova), a sfondo argenteo e bordata di rosso, si compone di una croce rossa "accantonata" alla destra del capo di Virgilio; nella seconda sezione (Bozzolo), a sfondo azzurro, campeggia una quercia posta sulla verde campagna; nella terza (Castiglione delle Stiviere), infine, si raffigura, su fondo rosso, un cane rampante d'argento posto tra due staffe dello stesso colore.

Comunicazioni. L'articolato sistema viario è dato da due classi di direttrici: quelle che attraversano la provincia e quelle che da essa traggono origine. Alla prima classe appartengono le statali, che garantiscono il collegamento nord-sud: n. 343 Asolana (a ovest), n. 236 Goitese, n. 249 Gardesana orientale (a est) -che si incrocia con la n. 62 della Cisa- e n. 12 Abetone Brennero; il collegamento est-ovest è garantito dalla statale n. 10 Padana Inferiore. Alla seconda classe appartengono le statali che portano alle province dell'Emilia-Romagna: la n. 420 Sabbionetana e la n. 413 Romana, su cui si innesta la n. 496 Virgiliana, di collegamento con la provincia di Ferrara. Un unico tracciato autostradale attraversa il territorio provinciale, in direzione nord-sud: quello dell'A22 Brennero-Modena, lungo la quale il traffico su gomma accede alla rete delle comunicazioni internazionali. Nel capoluogo provinciale convergono le linee ferroviarie provinciali: la Brescia-Parma, la Codogno-Mantova, la Bologna-Verona, la Verona-Modena, la Suzzara-Ferrara e quella che collega Mantova a Monselice (nella regione Veneto), dove si innesta sulla Padova-Bologna. Queste attraversano il territorio provinciale nelle due direzioni (nord-sud ed est-ovest).

Storia. Si presume vi siano passati gli etruschi (i reperti rinvenuti documentano soltanto rapporti stretti con l'Etruria, databili al V secolo a.C.). Posseduta dai galli cenomani agli inizi del IV secolo d.C., fu sottoposta ai romani, in conseguenza della vittoria di Casteggio (222 a.C.), e, in seguito, a visigoti, longobardi e franchi. Alla fine del X secolo fu capitale dei territori sottoposti a Matilde di Canossa e nel secolo XII fu teatro delle continue lotte fra i rappresentanti delle diverse fazioni dei comuni: quello fu comunque un periodo di sviluppo per la zona. La fine del XII secolo segnò gli inizi dei lavori di irreggimentazione del corso del Mincio, che ebbero come conseguenza la creazione di quel sistema di laghi intorno all'insediamento urbano del capoluogo provinciale, importante sia per la bonifica di Mantova, sia per la sua funzione difensiva. Nei secoli XII e XIII prese parte all'alleanza nota come lega lombarda. Con l'avvento dei Bonacolsi (fine XIII secolo) ebbe inizio un periodo di pace. Agli inizi del XIV secolo il loro governo fu soppiantato da quello dei Gonzaga, che avrebbero dominato per più di tre secoli: il primo esponente del casato (Luigi) fu nominato capitano del popolo e ottenne da Ludovico il Bavaro il vicariato imperiale su Mantova (cui avrebbe aggiunto quello su Cremona, Reggiolo e Asola). Da lì ebbe inizio la costituzione del marchesato di Mantova (inizi del XV secolo), con cui entrarono a far parte dei suoi possedimenti numerosi altri borghi del territorio mantovano. Venezia e il milanese costituirono sempre le spine al fianco del nuovo Stato, che dovette adottare una politica difensiva contro le due potenze, con frequenti mutamenti di alleanze. Acerrimi nemici dei Visconti, i mantovani furono in seguito loro alleati contro Venezia, finché persero Asola (che passò ai veneziani), in seguito alla pace di Cremona (1441). Altri mutamenti nell'assetto territoriale dello Stato furono impressi dal testamento di Luigi il Turco (che lo divise in numerosi feudi) e dalla guerra di Ferrara (metà XV secolo), cui seguì un'alleanza franco-veneta, che minò dalle fondamenta l'esistenza stessa dello Stato. L'accorta politica dei Gonzaga (di vicinanza all'imperatore) fu superata quella crisi, cui fece seguito un periodo fortunato per tutta la zona. L'ultimo esponente del casato appartenne a un ramo cadetto, quello dei Gonzaga Nevers (importante risulta la figura di Isabella, moglie di Francesco I Gonzaga, con la quale ebbe inizio un periodo di splendore anche dal punto di vista artistico, di cui esponente di spicco è senz'altro Andrea Mantegna). Nella metà del XV secolo nel capoluogo si tenne la dieta di Mantova, nel corso della quale si riunirono (per la prima volta in un'occasione diversa da un concilio) le rappresentanze di molti stati europei: il papa Pio II ne avviò i lavori per proclamare una crociata contro i Turchi; ebbe, però, un debole appoggio da francesi e tedeschi. Comunque, profondamente impressionato dalla caduta di Costantinopoli (1453), non smise mai di avversare gli infedeli. Il Congresso di Mantova del 1512, invece, fu tenuto dai membri della Lega Santa, in seguito alla cacciata dei francesi dall'Italia. Nel '600, dopo la discesa dei lanzichenecchi, fu tormentata dalla peste. Unita allo stato di Milano nel 1745, fu possedimento dei francesi di Napoleone dal 1797 al 1814; nel 1815 vi subentrarono gli austriaci, che l'avrebbero conservata fino al 1866. Nel periodo risorgimentale fu coinvolta in numerosi avvenimenti: la battaglia di Curtatone e Montanara, l'episodio dei martiri di Belfiore, la battaglia di Solferino. La reazione dei mantovani e la conseguente partecipazione agli avvenimenti del Risorgimento furono generate anche dall'introduzione nel Quadrilatero (di cui costituiva la fortezza di sud-ovest). In provincia ebbero i natali i poeti Virgilio (nell'antica Andes, oggi Pietole, nel comune di Bagnolo San Vito) e Sordello da Goito (a Goito, appunto) e il letterato Teofilo Folengo. Sia Virgilio che Sordello sono ricordati con grande affetto da Dante nella Divina Commedia.

Struttura socio-economica. Il settore primario costituisce ancora un'importante voce dell'economia della provincia (il 10% del Pil proviene da esso e per i 3/4 dalla zootecnia); alle produzioni principali di foraggio e frumento vanno aggiunte quelle di riso e di uve da vino. Connessa alla coltivazione del foraggio è la zootecnia, cui conferiscono importanza particolare gli allevamenti di bovini da latte e di suini (rilevante risulta la produzione di insaccati in genere; in particolare, il prosciutto con denominazione "di Parma" proviene anche dagli allevamenti mantovani): questi ultimi vengono alimentati in gran parte dai residui dell'industria lattiero-casearia. Dal punto di vista della produzione industriale si individuano cinque zone: l'alto mantovano, dove si distingue Castiglione delle Stiviere; il medio mantovano, dove più importanti risultano Castelgoffredo e Canneto sull'Oglio; il viadanese, con fulcro in Viadana, e l'Oltrepò, i cui poli più importanti sono Suzzara e Poggiorusco; a questi va, ovviamente, aggiunta Mantova con il suo circondario. Sono rappresentati soprattutto i comparti tessile e dell'abbigliamento (in particolare la produzione di calze) nonché quelli alimentare, per la lavorazione del legno, metalmeccanico e per la produzione di giocattoli.

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