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VILLAMARZANA (RO)

 
Stemma del comune non disponibile
 

Servizi

  • Stazione ferroviaria: ad Arquà Polesine
  • Porto: a Chioggia (VE)
  • Aeroporto: a Verona/Villafranca e a Milano/Malpensa
  • Carabinieri: ad Arquà Polesine
  • Guardia di finanza: a Rovigo
  • Vigili del fuoco: a Rovigo
  • Corte d'Appello: a Venezia
  • Tribunale: a Rovigo
  • Farmacia: a Villamarzana
  • Ospedale: a Rovigo
  • Scuole: a Villamarzana
  • Biblioteche: a Villamarzana
  • Musei: a Villamarzana
  • Uff.Postale: a Villamarzana
 

Località

   

Comune di Villamarzana - Storia

Numerosi rinvenimenti archeologici hanno permesso di ipotizzare l’esistenza di insediamenti umani, lungo il corso del ramo superiore del Po, a partire dall’età del bronzo finale. Il toponimo è un composto di “villa” e di “Marziana”, che può riflettere un latino MARTIANA, formazione aggettivale dal personale MARTIUS con l’aggiunta del suffisso -ANUS, -ANA. In epoca romana sorgeva all’incrocio tra due assi viari di notevole importanza: la strada Adria-Trecenta e quella Lendinara-Ficarolo. Nel X secolo fu concessa da papa Martino al vescovo di Adria. Successivamente fu sotto la giurisdizione degli estensi anche se, insieme a tutto il Polesine, fu continuamente oggetto di contesa tra i veneziani e i carraresi per il controllo sui traffici che si svolgevano sui fiumi Po e Adige. Nel XV secolo scoppiò, tra gli estensi e i veneziani, la “guerra del sale” (che interruppe bruscamente l’opera di bonifica della zona nota con il nome di Ritratto della Frattesina) al termine della quale Villamarzana passò per ben tre secoli nelle mani della repubblica di Venezia. Nel XVIII secolo il Polesine fu sotto il dominio francese per poi subire l’invasione napoleonica e, successivamente, la dominazione austriaca. Annessa al Regno d’Italia nel 1866 partecipò attivamente sia alla prima che alla seconda guerra mondiale: nel corso di quest’ultima quarantaquattro partigiani furono trucidati dai nazifascisti. Tra i monumenti di maggior pregio storico-architettonico vanno segnalati il Sacrario, che ricorda le vittime della strage fascista e, accanto ad esso, l’oratorio di San Pietro; la chiesa parrocchiale intitolata a Santo Stefano Martire, costruita in epoca romanica e successivamente rimaneggiata; la casa padronale Labia con il parco e villa Cagnoni-Boniotti, del XVI secolo.

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