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SEGARìU (VS)

 
Stemma del comune non disponibile
 

Servizi

  • Stazione ferroviaria: a Samassi
  • Porto: a Cagliari
  • Aeroporto: a Cagliari/Elmas e a Roma/Fiumicino
  • Carabinieri: a Furtei
  • Guardia di finanza: a San Gavino Monreale
  • Vigili del fuoco: a Cagliari
  • Corte d'Appello: a Cagliari
  • Tribunale: a Cagliari
  • Farmacia: a Segarìu
  • Ospedale: a San Gavino Monreale
  • Scuole: a Segarìu
  • Biblioteche: a Segarìu
  • Musei: a Segarìu
  • Uff.Postale: a Segarìu
   

Comune di Segarìu - Storia

Il toponimo, attestato nell’anno 1346 come “de Seguariu”, è di origine non chiarita. Secondo qualche studioso il luogo sarebbe così chiamato perché è intersecato dal fiume. Ma l’ipotesi non è stata confermata. I primi insediamenti umani risalgono al periodo paleolitico (3200-2700 a.C.). Nel Medioevo appartenne al regno di Cagliari e fece parte della curatoria della Trexenta. Dopo la caduta del Giudicato venne annessa al regno di Arborea al quale rimase per quarant’anni finché venne ceduta al comune di Pisa. Nel 1324 passò agli Aragonesi, ma nel 1396 questi la concessero in feudo ai Pisani, unitamente alle altre ville delle curatorie della Trexenta e di Gippi. Nel 1414 fu compresa nella baronia di Furtei e infeudata a Michele Sanjust. Nel corso del Quattrocento andò progressivamente decadendo e nella seconda metà del Cinquecento era ormai disabitata; risorse nel corso del Seicento e nel 1678 venne attestata la sua appartenenza alla baronia di Furtei, feudo dei Sanjust, dai quali venne riscattata in epoca sabauda dal fisco regio. Interessanti sotto il profilo storico-architettonico sono le chiese di San Giorgio Martire e di Sant’Antonio da Padova. Quest’ultima, eretta nel XII secolo in stile romanico, in origine faceva parte di un monastero benedettino. Della struttura originaria restano i muri laterali e l’abside, decorati con archetti romanici a doppia ghiera. La facciata, costruita in blocchi di pietra, è ornata nella parte superiore da una fila di archetti e sormontata da un bel campanile a vela. L’interno è a navata unica, nel pavimento si trova un’apertura che porta a un ipogeo, dove si trovava una fonte d’acqua terapeutica. I porticati ai lati della facciata, che servivano per ospitare i pellegrini, sono un’aggiunta del XIV secolo, come anche la tettoia sul davanti.

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