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PAùLI ARBARèI (VS)

 
Stemma del comune non disponibile
 

Servizi

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  • Porto: a Cagliari
  • Aeroporto: a Cagliari/Elmas e a Roma/Fiumicino
  • Carabinieri: a Lunamatrona
  • Guardia di finanza: a San Gavino Monreale
  • Vigili del fuoco: a Cagliari
  • Corte d'Appello: a Cagliari
  • Tribunale: a Cagliari
  • Farmacia: a Paùli Arbarèi
  • Ospedale: a San Gavino Monreale
  • Scuole: a Paùli Arbarèi
  • Biblioteche: a Paùli Arbarèi
  • Musei: a Paùli Arbarèi
  • Uff.Postale: a Paùli Arbarèi
   

Comune di Paùli Arbarèi - Storia

Il toponimo compare nella dizione dialettale con “paui sizanus”, che riflette la denominazione più antica “Pauli Sizzanos”, specificazione che allude al nome di un villaggio distrutto da tempo. Secondo qualche studioso, l’aggiunta “Arbarei” è dovuta ai molti alberi da cui era circondato l’abitato. “Arbarei” rappresenta, comunque, un derivato del sardo “arbore”, nel significato di ‘albero’, con il suffisso –EI. “Pauli”, invece, riflette il sardo “pauli”, ma anche “paule, padule”, inteso come ‘palude, gran pozza d’acqua’, dal latino PALUS, PALUDE, cioè ‘palude, acquitrino’. Ritrovamenti di abitazioni e capanne nuragiche testimoniano la presenza nel territorio di insediamenti umani fin dai tempi più remoti. L’esistenza del borgo è attestata nei documenti fino alla seconda metà del Settecento. La palude venne prosciugata alla fine dell’Ottocento, a iniziativa dei nobili Francesco Maria ed Emanuele Paderi, che l’acquistarono dal demanio. In tal modo vennero recuperati all’agricoltura circa duecento ettari di terra. A seguito della conquista aragonese la villa venne inglobata nel marchesato di Quirra sotto la giurisdizione feudale della famiglia Valenzana dei Carroz. Tra gli edifici di particolare valore artistico spiccano: la chiesa parrocchiale di San Vincenzo, un edificio in stile rinascimentale risalente alla metà del XVII secolo con pianta ad aula, cappelle laterali, presbiterio sopraelevato e volta a botte; la chiesa di Sant’Agostino, a pianta a tre navate con copertura a tetto in legname con archi a tutto sesto; la facciata è arricchita da un portale ogivale incorniciato da colonne. Interessanti sono anche i siti archeologici presenti sul territorio. Tra questi occorre menzionare il nuraghe Bruncu Mannu, che sorge a una quota di 203 metri. Il complesso, leggibile con qualche difficoltà a causa della mancanza assoluta d’indagini di scavo, è costituito da un bastione trilobato e da un avancorpo turrito. Sul terreno è possibile osservare la presenza della grossa torre centrale, costruita non sulla sommità, ma sul declivio ovest con ingresso rivolto a est, verso il pianoro sommitale. Essa ha svolto il ruolo di mastio al quale si è addossato un avancorpo allungato in direzione nord-sud composto da due torri aggiunte per addizione laterale, che sul versante est determinano una cortina che racchiude e protegge anche l’ingresso al vecchio mastio. Una capanna circolare mostra chiaramente il suo perimetro a doppio paramento nel pianoro a sud del nuraghe, ma appare isolata e l’associazione topografica non è sufficiente a unirla alle strutture nuragiche.

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