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OLBIA (OT)

 
Stemma del comune non disponibile
 

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Comune di Olbia - Storia

L'origine dell'attuale toponimo, verosimilmente preromana, risalirebbe al greco “Olbios”, ‘felice', probabilmente fatto seguire, per similitudine, a un preesistente nome fenicio “Olba” o “Elbi”. Nel corso dei secoli venne denominata PHAUSIANA, CIVITA e TERRANOVA PAUSIANA. Benché fosse abitata sin dalla preistoria, le prime notizie storiche sul suo insediamento risalgono al 259 a.C., al tempo della prima guerra punica. Già prima, però, il suo porto era stato fortemente valorizzato dai punici, grazie alla sua posizione chiave nel Mediterraneo –lo storico Dionigi Panedda, nella sua opera “Olbia attraverso i secoli”, sostiene che i ritrovamenti archeologici dimostrano che fu fondata dai cartaginesi verso il 350 a.C.–. Nel periodo romano la sua posizione di porto più vicino al Lazio ne fece il centro più rilevante della costa orientale. Ma con il crollo di Roma e il sopraggiungere delle invasioni barbariche, anch'essa decadde. Scacciati gli arabi nell'XI secolo, divenne capoluogo del Giudicato di Gallura, per poi trovarsi sotto il governo di Pisa, in seguito al matrimonio tra il pisano Lamberto Visconti ed Elena, figlia di un ignoto ultimo giudice, successore di Barisone. Il pronipote di Lamberto è quel “giudice Nin gentil”, che Dante cita nella Divina Commedia. Nel XIV secolo si organizzò in libero comune e, nel 1326, divenne possedimento aragonese. Un secolo più tardi fu feudo di Francesco Carroz. Con la dominazione dei Savoia riprese a prosperare come un tempo e, nel 1839, con l'abolizione del feudalesimo, divenne uno dei principali porti della Sardegna. Tra i monumenti figurano: la chiesa di San Simplicio, costruita interamente in granito; la chiesa Primaziale; la necropoli composta da centinaia di tombe a pozzo; il complesso nuragico di Cabu Abbas; le mura puniche; l'acquedotto di Sa Rughittula e la fattoria di S'Imbalconadu, entrambi di età romana; le grotte del Papa, del Bue Marino, dei Fiori d'Arancio e dei Contrabbandieri; il castello di Pedres; il pozzo sacro di Sa Testa.

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