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NUXIS (CI)

 
Stemma del comune non disponibile
 

Servizi

  • Stazione ferroviaria: a Siliqua
  • Porto: a Cagliari
  • Aeroporto: a Cagliari/Elmas e a Roma/Fiumicino
  • Carabinieri: a Nuxis
  • Guardia di finanza: a Iglesias
  • Vigili del fuoco: a Iglesias
  • Corte d'Appello: a Cagliari
  • Tribunale: a Cagliari
  • Farmacia: a Nuxis
  • Ospedale: a Carbonia: loc. Sirai
  • Scuole: a Nuxis
  • Biblioteche: a Nuxis
  • Musei: a Nuxis
  • Uff.Postale: a Nuxis
 

Località

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  • Acquacadda, 
  • Crabì, 
  • Is Pinnas, 
  • Is Pittaus, 
  • Is Santus, 
  • Pilisi, 
  • S'Acqua Callenti De Basciu, 
  • S'Acqua Callenti De Susu, 
  • Su Peppi Mereu. 
   

Comune di Nuxis - Storia

Il toponimo corrisponde, nella dizione locale, a ‘noci’, dal latino NUX, NUCE; NUXIS, “il luogo degli alberi di noce”, è così chiamato probabilmente perché si trattava di una pianta particolarmente diffusa in questa località del Sulcis. Il nome ha subìto numerose trasformazioni: nelle carte medievali il luogo era segnato col nome di “Nugis”, o “Nucis”; nel XII secolo con quello di “Nughes” e infine, con l’arrivo nell’isola dei Catalano-Aragonesi, con quello attuale. Di origine nuragica, solo dopo il Mille subì un notevole influsso abitativo grazie alla presenza sul territorio dei monaci benedettini. Nel XV secolo appartenne alla famiglia d’Argall e quindi, nel 1492, ai Gessa. Nel XVIII secolo divenne uno dei più importanti “Boddeus Sulcitani”, cioè case agricole pastorali molto modeste realizzate in piena campagna che si erano sviluppate in tutto il Sulcis ricadendo nella provincia di Iglesias. Dopo il 1853 divenne una località del nuovo comune di Santadi; solo nel 1958 divenne comune autonomo. Il patrimonio archeologico è ricchissimo. Degna di nota è la necropoli nella grotta di “S’Acqua Cadda”, risalente alla civiltà prenuragica di Monte Claro (età del rame). In questa grotta furono rinvenute sepolture umane con le ossa bruciacchiate perché poste al di sopra di uno strato di carbone, secondo un rito funerario che serviva per la purificazione delle tombe. Grossa testimonianza dell’età nuragica è il pozzo sacro, edificato attorno all’XI secolo a.C. Si tratta di un tempio a pozzo per il culto delle acque per soddisfare la credenza religiosa degli antichi popoli del circondario. In località Pranedda, inoltre, sono state individuate due domus de janas chiamate “Is Gruttixeddas”. Alla civiltà bizantina e al periodo dell’alto Medioevo risale la chiesa di Sant’Elia, risalente al I millennio d.C. L’edificio, restaurato recentemente, ha una pianta a croce quadrifida. Altri edifici religiosi sono: la chiesa di San Giorgio, di cui oggi rimangono solo i ruderi; la chiesa di San Pietro Apostolo, situata al centro del borgo, costruita nella metà del XIX secolo con il materiale ricavato dalla distruzione della chiesa precedente.

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