FENICI:
Nome di origine greca con cui erano chiamati, forse dal XV secolo a. C., i cananei, antica popolazione di origine semitica che abitò fin dal III millennio a. C. la regione di Canaan, estesa lungo la costa della Siria e del Libano. Il nome PHÓINIKES, attribuito dai greci, significa 'purpurei' e allude alla loro abilità nel tingere i tessuti di rosso porpora. I fenici furono i più famosi e arditi navigatori e commercianti dell'antichità e diedero un enorme contributo allo sviluppo del grande commercio mediterraneo. Fin dalle origini la Fenicia non ebbe unità politica ma fu divisa in singole città-stato, tra le quali Sidone, Tiro, Acco (l'odierna Akko), Berito (l'odierna Beirut), Biblo o Gubli (l'odierna Jebail), Tripoli, Arado e Ugarit; il frazionamento politico si rispecchiava nella religione che, influenzata da quella egizia, era caratterizzata da innumerevoli culti locali. Nel II millennio a. C. le città-stato fenicie, governate da signori locali e controllate dai faraoni egiziani, rivaleggiarono tra di loro per affermare la supremazia politica; quindi, a partire dal XIII secolo a. C., mosse da fermenti autonomistici, mirarono a staccarsi dal potere faraonico e insorsero ottenendo l'indipendenza. Grande importanza politica ed economica raggiunsero soprattutto Sidone e Tiro, che diedero luogo ad alterne egemonie. La supremazia di Sidone terminò verso la fine dell'XI secolo e venne sostituita da quella di Tiro. Tra i re di Tiro si ricorda Pigmalione (820 circa-774), la cui sorella Elissa (Didone per i latini) è legata alla leggenda sulla fondazione di Cartagine (fine del secolo IX a. C.). Infatti, soprattutto dal IX all'VIII secolo a. C., con la loro potente flotta, i fenici di Tiro fondarono numerose colonie commerciali in Africa settentrionale (Cartagine, Ippona e Utica), in Sicilia (Palermo, Trapani, Erice e Solunto), in Sardegna (Cagliari, Sulci, Tharros e Nora), nelle Baleari, a Malta e lungo le coste meridionali della Spagna (Malaga, Cartagena e Cadice); in seguito queste colonie divennero autonome e si organizzarono sotto il predominio di Cartagine. La Fenicia, minacciata dal XII-IX secolo a. C. dalla progressiva espansione degli assiri, che nel 677 distrussero Sidone, nel 605 si piegò alla potenza babilonese. Da allora conobbe molte dominazioni: dopo la caduta di Babilonia nel 539, divenne parte dell'impero persiano; conquistata nel 333 da Alessandro Magno e contesa in età ellenistica tra Tolomei e Seleucidi, nel 64 a. C. venne a far parte della provincia romana di Siria. Il popolo fenicio assimilò la cultura dei dominatori greci e romani e la sua importanza commerciale decadde progressivamente a causa della concorrenza dei greci, dei cartaginesi e degli etruschi. Dopo le guerre puniche (264-146 a. C.) anche le colonie fenicie del Mediterraneo iniziarono a perdere l'indipendenza.