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Regione UMBRIA

Capoluogo: Perùgia

Scheda

 
Stemma della regione Umbria
   

Regione Umbria - Statistiche

"Cuore verde d'Italia", si estende per 8.456 chilometri quadrati nella parte centrale della penisola e presenta la particolarità di essere l'unica regione peninsulare italiana a non possedere alcuno sbocco al mare. Una fittissima trama di insediamenti, collegati da una ragnatela di tracciati viari che si snodano sinuosi su dolci declivi collinari, conferiscono un'impronta caratteristica al territorio di questa nobile e antica regione, segnata fin dal Medioevo dalla forza proliferante degli aggregati urbani. Non a caso, infatti, l'inconfondibile fisionomia del paesaggio umbro, che richiama subito alla memoria la pittura rinascimentale, è il risultato di quel cruciale periodo storico conosciuto come "età dei comuni". È dunque il Medioevo a dominare il paesaggio, con le affascinanti architetture dei borghi fortificati, i castelli perfettamente conservati, le chiese affrescate e le torri isolate nella verde campagna o sulle alture. Definita talvolta "regione-non regione", per gli scarsi elementi di disomogeneità con le limitrofe Toscana, Marche e Lazio, questa splendida terra è riuscita nondimeno a costruirsi nel corso dei secoli una solida identità culturale. Conscia del valore delle proprie tradizioni, intrattiene una fitta trama di relazioni con l'esterno, cui di recente hanno dato impulso il turismo religioso e culturale nonché l'agriturismo.

Collegamenti. Lungo il confine occidentale della regione corre l'autostrada A1 del Sole (Milano-Roma-Napoli), da cui si stacca il raccordo autostradale Perugia-Bettolle, ma il vero tessuto connettivo del territorio umbro è rappresentato dall'estesa rete di strade statali, vitali per l'economia e la mobilità delle popolazioni umbre, oltre che per il cospicuo flusso turistico. Queste disegnano sul territorio una rete a maglie ortogonali, formata dall'incrocio di arterie con giacitura nord-sud e di importanti assi trasversali. Tra le prime spiccano la statale n. 3 Flaminia e la n. 3 bis Tiberina (E45), che percorrono parallele l'intero territorio regionale seguendo i corridoi naturali della Valle Umbra, a est, e della valle del Tevere, a ovest; nella parte occidentale della regione si sviluppa con tracciato longitudinale anche la statale n. 71 Umbro-casentinese-romagnola. Fra le arterie viarie con giacitura est-ovest si segnalano la strada statale n. 79 Reatina, la n. 204 Ortana, la n. 448 di Baschi, la n. 77 della Val di Chienti e la n. 75 Centrale Umbra. Una funzione turistica importante, inoltre, è demandata alle strade statali di rilievo comprensoriale, fra cui meritano una menzione particolare la n. 209 Valnerina, la n. 444 del Subasio, la n. 298 Eugubina e la n. 559 del Trasimeno Inferiore. La rete ferroviaria è ben sviluppata e si articola su sei tratte, due di rilievo nazionale (la Roma-Firenze-Bologna e la Orte-Falconara Marittima), due interregionali (la Terontola-Perugia-Foligno e la Terni-Rieti-L'Aquila-Sulmona) e due in concessione (la Terni-Perugia e la Perugia-Sansepolcro). Ubicata in posizione baricentrica rispetto ai litorali tirrenico e adriatico, per i traffici marittimi la regione fa capo tanto al porto commerciale di Civitavecchia (RM), nel Lazio, quanto a quello mercantile, turistico e militare di Ancona, nelle Marche; provvista dell'aeroporto "Adamo Giuglietti" di Perugia, da cui si effettuano collegamenti di linea con Milano Linate, gravita sull'aeroporto di Roma/Fiumicino per i voli intercontinentali diretti. Oltre ai capoluoghi di provincia, costituiscono centri di gravitazione per il commercio, i servizi e le esigenze burocratiche i comuni di Città di Castello, Foligno, Marsciano, Narni, Orvieto, Spoleto e Todi.

Territorio. La morfologia della regione è essenzialmente montuosa e collinare ma presenta caratteristiche di asperità e quote elevate solo nella zona sud-orientale, in corrispondenza dei monti Sibillini, al confine con le Marche: le quote oscillano da un minimo di 48 metri, a ridosso del confine laziale, a un massimo di 2.448 metri, raggiunti dalla Cima del Redentore nella catena dei Sibillini. Le principali estensioni pianeggianti si concentrano invece lungo la valle del fiume Tevere, in corrispondenza di Città di Castello, Umbertide e Todi, nella Valle Umbra, tra Torgiano e Spoleto, intorno alla depressione del lago Trasimeno, nella conca di Terni e nei pressi di Norcia (altopiani di Castelluccio). La vegetazione che ammanta i rilievi è ancora rigogliosa e varia: oltre il limite altimetrico dei coltivi si incontrano dapprima arbusteti (macchie di noccioli, carpini, cisti e ginestre), poi dense formazioni di lecci, corbezzoli, cerri, castagni, roverelle, carpini neri, faggi, pini d'Aleppo e abeti; le zone umide ospitano inoltre boschi ripari di salici, ontani e pioppi, mentre le erbose radure di montagna sono screziate di ranuncoli, genzianelle, astragali, narcisi, stelle alpine, scarpette di Venere e potentille, nonché dalla rara FRITILLARIA ORSINIANA. Sono state sottoposte a vincoli di tutela ambientale, oltre alla zona umbra del Parco nazionale dei monti Sibillini, sei aree di grande interesse naturalistico: i Parchi regionali del monte Cucco, del monte Subasio, del lago Trasimeno e di Colfiorito (Foligno), nella provincia di Perugia, il Parco fluviale del fiume Nera, nella provincia di Terni, e il Parco fluviale del fiume Tevere, a cavallo delle due circoscrizioni. Il lago Trasimeno, il più esteso dell'Italia peninsulare, e quelli di Corbara e di Piediluco, insieme ai fiumi Tevere, Velino e Nera, costituiscono gli elementi fondamentali dell'idrografia regionale, che trae alimento dalle numerose e copiose sorgenti ubicate alle falde dei rilievi appenninici. Questi ultimi sono stati plasmati nel corso dei secoli dalle molte manifestazioni del carsismo, che nel massiccio del monte Cucco ha dato vita a due imponenti sistemi ipogei: la grotta del monte Cucco (-929 m), che, esplorata solo in minima parte, si sviluppa nelle viscere della montagna per oltre 20 chilometri, e quella del monte Maggio, poco più a meridione. Il sottosuolo abbonda di torba, tufi, marne da cemento e travertino, nonché di lignite, la cui estrazione è ormai cessata.

Clima. Imponenti catene montuose separano nettamente il territorio umbro dal mar Adriatico e l'allineamento delle dorsali subappenniniche riduce l'influsso marino anche sul versante tirrenico, dove pure i rilievi presentano altitudini molto più contenute. Ne deriva in complesso un clima sub-continentale, caratterizzato da: escursioni annue della temperatura media (circa 20° centigradi tra inverno ed estate) più accentuate della corrispondente fascia costiera; rilevanti escursioni diurne (intorno ai 5° centigradi in inverno e ai 10° in estate), con frequenti gelate notturne nei mesi invernali (circa 20 giorni) e a volte anche in primavera e in autunno; temperature diurne assai elevate in estate (in media intorno ai 29° centigradi), specie nei fondovalle. Si misurano mediamente circa 1.500 millimetri di precipitazioni annue, distribuite in circa 100 giorni per anno. Le temperature medie invernali sono comprese tra 4° e 6° centigradi, quelle estive tra 26° e 28°. I venti dominanti, a parte quelli generati dalle configurazioni bariche a grande scala, sono rappresentati dalle brezze di monte e di valle, causate dal diverso grado di riscaldamento diurno e notturno delle cime montane e delle valli.

Attività produttive. La regione ha conosciuto lo sviluppo di uno spirito imprenditoriale forte e moderno. L'industria è concentrata con i suoi apparati produttivi "storici" soprattutto nel bacino ternano-narnese, dove ha trovato eccellenti condizioni di insediamento sia per la facilità dei collegamenti sia per l'ampia disponibilità di risorse idroelettriche, e nel Perugino, dove, a partire dagli anni Sessanta, ha conosciuto un'irresistibile ascesa l'industria leggera -altri poli industriali, di dimensioni più modeste, sono rappresentati da Umbertide, Marsciano, Gualdo Tadino, Foligno e Bastia Umbra, nella provincia di Perugia-. La crescita dell'industria pesante e degli stabilimenti manifatturieri non ha soffocato l'artigianato preesistente: le piccole aziende di produzione di ceramiche, mobili, merletti, pelletteria e oggetti in ferro battuto e rame rappresentano quasi la metà delle imprese presenti nella regione. L'agricoltura è stata investita negli ultimi tre decenni da un radicale processo di trasformazione, che ha causato una contrazione della manodopera agricola e un esodo rurale piuttosto pronunciato; attualmente occupa un posto subordinato nell'economia regionale, benché continui a rappresentare una delle anime di questa terra. Le produzioni agricole più importanti sono quelle dell'olivo e della vite: la prima è giustamente famosa per l'alta qualità del prodotto, anche se, a causa delle rese unitarie piuttosto basse e degli elevati costi della manodopera, la sua coltivazione risulta spesso antieconomica; anche la viticoltura produce vini di grande pregio (Orvieto, Torgiano, Colli del Trasimeno, Colli Martani e Amerini, Montefalco), cui è andato a ragione il riconoscimento del marchio Doc. A queste produzioni vanno aggiunte le colture industriali del tabacco e dei seminativi, tra i quali rivestono una notevole importanza il girasole e il frumento, nonché la produzione del famoso tartufo nero di Norcia e Spoleto, che pone l'Umbria ai primi posti in Italia. Il patrimonio zootecnico ha visto da un lato contrarsi il numero dei bovini, dall'altro crescere il comparto ovinicolo e soprattutto quello suinicolo, che alimenta numerose industrie di trasformazione. Il terziario ha conosciuto negli ultimi due decenni uno sviluppo leggermente inferiore a quello registrato nelle regioni più evolute della penisola ma grazie al turismo, in costante crescita, si sono schiuse rosee prospettive per l'immediato futuro. Fra le risorse occupazionali, inoltre, merita una menzione particolare la sfera della pubblica amministrazione, che dà lavoro a circa un sesto degli occupati dell'intera regione.

Analisi statistica. Area sociale. Sebbene occupi il terzo posto nella graduatoria delle regioni italiane per grado d'istruzione, l'Umbria presenta nel complesso valori inferiori alle medie nazionali nelle statistiche culturali e sociali varie; occupa inoltre appena il dodicesimo posto nella graduatoria della spesa pro-capite per spettacoli, manifestazioni sportive e trattenimenti vari ed è solo quattordicesima per indice di diffusione dei periodici. Le statistiche sanitarie la vedono al nono posto nella graduatoria degli istituti pubblici ma addirittura all'ultimo posto in quella degli istituti privati. Quanto al sistema pensionistico, l'Umbria detiene il primato fra le regioni italiane, con una percentuale di pensioni erogate sulla popolazione pari al 47, 8%, contro il valore nazionale del 34,8%. Area economica. L'apporto più consistente al Prodotto Interno Lordo è dato dal terziario, con una percentuale inferiore alla media nazionale, mentre al di sopra dei valori medi sono le percentuali relative ai settori industriale e agricolo. Il dato pro-capite del Prodotto Interno Lordo vede l'Umbria collocarsi al dodicesimo posto della graduatoria italiana con valori inferiori alla media. Di poco inferiori alla media sono le percentuali relative agli occupati e ai consumi per abitante. Area demografica. Il 70% dei comuni ha una popolazione non superiore ai 5.000 abitanti e la classe di ampiezza demografica che va dai 1.000 ai 2.000 abitanti è quella che comprende il maggior numero di comuni (25). La città più popolosa è il capoluogo regionale, che supera i 145.000 abitanti. Nella graduatoria della vita media la regione occupa il terzo posto per gli uomini (74,5 anni rispetto alla media italiana di 73,4) e il quarto posto per le donne (80,6 anni rispetto alla media italiana di 80,0). L'indice di vecchiaia (155,5) è superiore alla media nazionale (96,57). Area ambientale. La superficie territoriale, pari al 2,8% del territorio nazionale e con una densità demografica di 98 abitanti per chilometro quadrato, presenta una composizione prevalentemente collinare (70,7%), di gran lunga superiore alla media nazionale (41,6%); il 29,3% di superficie montuosa (contro il 5,2% nazionale) completa l'estensione territoriale della regione. Oltre l'80% del territorio, con più dell'86% della popolazione, è a media sismicità.

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