Porta Conte D'Apice

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Una delle 5 porte medievali d’accesso al borgo fortificato di Monteleone. Come era già avvenuto nel periodo Magno Greco anche in epoca medievale la città fu cinta di mura. Più precisamente il Governatore Ermingano di Sabrano (Conte d'Apice), inviato a Monteleone da Carlo II per difenderla e preservarla, decise nel 1289 di costruire una cittadella fortificata con mura e quattro porte d'accesso. L’estensione di dette mura che incominciavano con una torre triangolare e finivano con un’altra di uguale forma, superava i mille passi; vi erano qua e là parecchie torri intermedie e quattro Porte oltre a quella del Castello detta Porte Grande. Le porte si chiamavano: Porta S. Antonio, i cui ultimi avanzi scomparvero con la costruzione di casa Solari, ora Casa della Carità; Porta Piazza; Porta Conte d’Apice ed un’altra tra questa e Porta Piazza. Le uniche due testimonianze ancora rimaste intatte della cittadella fortificata sono la Porta Piazza, più comunemente nota come Arco di Marzano o Porta Lamia e la Porta Conte d’Apice. La porta Conte d'Apice è una torre cilindrica risalente al 1289, adiacente alla chiesetta della Madonna dei Poveri; oggi rimane solo la così detta porta, in muratura mista, definita superiormente da un arco depresso. Da poco restaurata con l’adiacente piazza è uno dei luoghi più suggestivi del centro storico soprattutto quando è illuminata di sera. Documenti: SPQR

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