Sacrestia lignea - Chiesa di Santa Maria degli Angeli meglio nota come il “Crocefisso”.

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Secondo la storiografia locale questo bellissimo lavoro di ebanisteria fu realizzato da Fra’ Diego da Monteleone, e vi è pure una iscrizione posta nella parte centrale dell’opera che ce lo conferma dove si legge la seguente frase: “Fr. Didacus a Monteleone fecit 1663”. L’attività di questo monaco è documentata proprio dal 1663 al 1666. Nonostante questa evidenza storica alcuni studiosi esperti del settore hanno qualche dubbio sulla paternità dell’opera classificandola ancora oggi come di “autore sconosciuto”. Dando invece per scontato l’attribuzione a Fra’ Diego possiamo dire che fu il frate francescano a intagliare in legno di castagno e noce la grande sacrestia dividendola in diversi riquadri distinti secondo una elaborazione semplice e lineare nella parte inferiore, ed una lavorazione, invece, riccamente decorata nell’ordine superiore. Una ricca cornice ornamentale, completata da una leggera e fine cimasa completa l’imponente rappresentazione scultorea. I pannelli figurati sviluppano i temi della fede cristiana di cui qui riportiamo una breve descrizione affinché si possa meglio comprendere l’opera. La prima figura è quella della Vergine Immacolata, qui rappresentata coronata di stelle e attorniata dai “tituli” dei suoi attributi tratti dalle Litanie Lauretane. L’istituzione della chiesa viene poi testimoniata da altre immagini impregnate di misticismo e sacralità con le figure del Beato Salvatore, Santa Chiara, Santa Elisabetta e con la raffigurazione del trionfo del martirio dei sette martiri francescani, guidati da San Daniele. Al centro, in un’articolata edicola fra due colonne scanalate con basi e capitelli corinzi, viene rappresentata la figura solenne del Cristo mentre consegna a Pietro, genuflesso, le chiavi della Chiesa. A lato della nicchia, inframezzate da pannelli floreali, le figure di San Francesco d’Assisi, eretto fra le due chiese stilizzate di San Damiano e Santa Maria degli Angeli, e Sant’Antonio di Padova raffigurato con la chiesa del Santo e la torre degli Ezzelini. Su un piano più avanzato e fuori dal riquadro la Civitas Dei ed il Templum Dei. Per finire in un altro pannello compare la Stella Maris, altro titulus della Vergine Maria che di solito appare sul proprio manto ma che si identifica in questo contesto con Miriam, significato della forma ebraica del suo nome e le figure di altri santi francescani come Ludovico da Tolosa e Pietro d’Alcantara Da SPQVIBO

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