Michele Farina

Santuario dell'Incoronata

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L'imponente complesso del Santuario dell'Incoronata (o Maria Santissima dell'Incoronata), si trova in posizione molto elevata rispetto alla frazione Torchiati di Montoro, raggiungibile dopo una serie di tornanti. Di origine probabilmente longobarda, se ne hanno notizie certe a partire dalla seconda metà dell'VIII secolo, quando venne considerata "grancia", ossia dipendenza, di un'Abbazia fondata da Arechi II a Salerno. Secondo gli archivi Vaticani era anche definita, siamo nel 1309, Santa Maria de Coronato . La storia del Santuario è molto intensa: nel 1495 venne donata dal Re Alfonso d'Aragona al nipote Luigi Cardinale, in seguito passò alla nobile famiglia napoletana Mormile (metà del '500), per poi finire in dote a Laura Mormile, che sposò Federico Pignatelli, Duca di Montecalvo. Nel 1680 le pessime condizioni della Chiesa richiesero un immediato restauro; qualche anno più tardi (1689) L'11 febbraio 1689 venne deciso che l'unico forno funzionante dovesse essere quello presente presso la Chiesa di Santa Maria Incoronata, per cui solo la bottega della Chiesa poteva vendere il pane, con tutte le altre botteghe che non erano autorizzate. Il il 7 agosto 1886 i Pignatelli vendettero la grancia a Gennaro Mastrangelo. In seguito ai Patti Lateranensi del 1929 impose che il bene venisse restituito alle autorità religiose: seguì una lunga lite giudiziaria e solo nel 1936 la famiglia Mastrangelo si arrese a rispettare il concordato tra Stato e Santa Sede. Il 23 marzo 1941 il Santuario venne affidato dall'Arcivescovo di Salerno Nicola Mantecrisi, con regolare Convenzione, ai Frati Minori della Provincia religiosa salernitano-lucana. Ad oggi rappresenta il punto d'arrivo per le celebrazioni della festa della "Madonna di Torchiati", che si tiene il Martedì successivo alla Santa Pasqua, quando si svolge un sentito Pellegrinaggio che un tempo richiamava fedeli da tutta la Campania con carri addobbati di fiori di carta e immagini dell'Incoronata, trainati da cavalli, asini o buoi, che raggiungevano la meta e per tradizione effettuavano tre giri intorno al santuario; a questo rituale seguiva poi la benedizione e un successivo picnic accompagnatoda balli della tradizione e musica popolare. Durante l'anno è invece un luogo molto riservato ed intimo, dove rigenerarsi di aria buona in un luogo ameno e silenzioso.

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