Paolo Pasquale

Castello di Macchiagodena

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Il Castello di Macchiagodena si erge sulla viva roccia, dalla quale sembrano emergere le due torri più grandi. Di sicura origine longobarda, il castello costituiva un'importante strumento di avvistamento e di controllo del confine tra la contea di Isernia e quella di Boiano e, soprattutto, del tratturo Pescasserroli-Candela. Il feudo fu mantenuto da diverse famiglie, tra le quali ricordiamo i Barras, i Pandone e, nel XVI secolo dai Caracciolo, che lo vendettero ai Centomani i quali furono l'ultima famiglia ad abitare stabilmente l'antica fortezza. La stessa famiglia che agli inizi dell'Ottocento apportò importanti ristrutturazioni al castello, che assunse così la forma che possiamo ammirare attualmente. La pianta del castello è di forma poligonale e si sviluppa intorno ad un corpo di fabbrica di forma quadrata. Molto interessanti sono alcuni particolari riguardanti l'ingresso, come ad esempio il vano di forma rotonda che si trova all'estremità della seconda rampa di accesso. Le scale portano al piano nobile, nel quale erano presenti, ma oggi purtroppo non più visibili, tavole dipinte, fregi, un focolare alla romana ed una finestra gotica. Oggi gli ambienti interni invece si caratterizzano per la semplicità dell'arredamento e nella sola biblioteca sono presenti arredi ottocenteschi e scaffali ricchi di antichi e pregiati volumi, soprattutto di genere medico. Nei sotterranei, oggi chiusi, probabilmente doveva essere presente una via di fuga, che portava ad una zona della roccia sottostante chiamata "del precipizio" (addirittura una leggenda popolare vuole che diverse anime ancora infestino il castello proprio in questi cunicoli). [Fonte: http://www.regione.molise.it/]

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