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Descrizione

Centro collinare, di antiche origini, con un’economia di tipo agricolo e industriale. I vezzanesi presentano un indice di vecchiaia molto elevato e sono distribuiti soprattutto tra il capoluogo comunale, in cui si registra la maggiore concentrazione demografica, numerosissime case sparse e le località di La Vecchia, Pecorile, Casaratta e Rio Buracci. Il territorio, comprendente anche i nuclei abitati di Bettola, Cà Caprari, Cà di Rosino, Case Martini, Casoletta, il Poggio, La Fornace, Marmazza, Paderna, Pedergnano, Possione, Riolo, Scarzola, Villa, Vindè e Vronco, presenta un profilo geometrico piuttosto irregolare, con quote che vanno dai 153 ai 738 metri, ed offre un panorama basso-collinare molto suggestivo, con estesi pascoli e vigneti e alture ricche di gesso. L’abitato, interessato da una forte crescita edilizia, ha un andamento plano-altimetrico vario.

Storia

Abitata fin da epoche antiche, come testimoniato dal rinvenimento nella zona di alcuni reperti archeologici dell’età del ferro e romana, secondo alcuni studiosi deriva il toponimo (Vezzano fino al 1862) dalla presunta esistenza di un tempio dedicato al dio Giano e secondo altri dalla nobile casata romana dei Vetii; non manca neppure chi fa riferimento alle diffuse colture di veccia che servirono a sfamare i vezzanesi in tempi di carestia. Dotata di fortificazioni, fece parte dei possedimenti dei Canossa, ai quali fu confermata dall’imperatore Federico Barbarossa sul finire del XII secolo. Poco più tardi giurò fedeltà al comune di Reggio, di cui seguì le sorti, venendo coinvolta in duri scontri tra le potenti famiglie che si contendevano il dominio sui castelli del circondario. Dopo un periodo di reggenza da parte dei Fogliani passò nuovamente ai Canossa, che nella prima metà del Quattrocento fecero atto di sottomissione agli Estensi, i quali ne divisero il territorio in più circoscrizioni feudali poste sotto l’influenza di Modena e Reggio. Assegnata ai Cassoli agli inizi del Settecento e devastata dal passaggio di eserciti stranieri, sul finire del secolo aderì alla Repubblica reggiana. Durante il dominio napoleonico e la restaurazione austro-estense subì altre suddivisioni, assumendo l’attuale assetto territoriale con l’annessione al Regno d’Italia: nel 1872 perse però la località di Mucciatella, che scelse di unirsi al comune di Quattro Castella. Passato il ventennio fascista, nel 1944 fu teatro di una feroce rappresaglia dei tedeschi. Tra i monumenti, oltre ai resti di alcune case-torri, figurano la parrocchiale di San Martino, ricostruita nel Seicento, e le recenti chiese di La Vecchia e Montalto.

Economia

Nell’economia locale l’agricoltura, pur registrandosi un forte calo degli addetti a questo settore, conserva un ruolo importante: si coltivano cereali, frumento, foraggi, frutteti e vigneti; parte della popolazione si dedica anche alla zootecnia, prediligendo l’allevamento di bovini e suini. L’industria è costituita da più aziende che operano nei comparti alimentare, edile, metalmeccanico, dell’abbigliamento, dei materiali da costruzione e della fabbricazione di articoli in plastica, giochi e giocattoli. Il terziario si compone di una discreta rete commerciale e dell’insieme dei servizi, che comprendono quello bancario. Priva di servizi pubblici particolarmente significativi, non presenta strutture sociali di rilievo. Le strutture scolastiche garantiscono la frequenza delle classi dell’obbligo e non mancano alcune biblioteche per l’arricchimento culturale. Le strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione e in minor misura anche di soggiorno; quelle sanitarie assicurano il servizio farmaceutico; per altre prestazioni è necessario rivolgersi altrove.

Relazioni

Oltre a non figurare tra le mete turistiche più celebrate della zona, pur offrendo a quanti vi si rechino la possibilità di trascorrervi rilassanti soggiorni, è poco frequentata anche per lavoro, in quanto le sue attività produttive assorbono in prevalenza manodopera locale; non manca però il pendolarismo verso le aree maggiormente industrializzate e in particolare verso il capoluogo provinciale. I suoi rapporti con i comuni vicini, ai quali la popolazione si rivolge per l’istruzione secondaria di secondo grado e i servizi non forniti sul posto, sono piuttosto rilevanti, benché non si registrino particolari manifestazioni legate a tradizioni folcloristiche o religiose che potrebbero richiamare, periodicamente, numerosi visitatori dai centri limitrofi. Il Patrono, San Martino, si festeggia l’11 novembre.

Località

Al Poggio, Bettola, Ca' Caprari, Ca' di Rosino, Casaratta, La Vecchia, Marmazza, Monchio, Paderna, Pecorile, Possione, Riolo, Scarzola, Villa, Vindè, Vronco

INFO
  • Popolazione 4.259
  • Lat 44° 35' 56,2'' 44.59889444
  • Long 10° 32' 38,57'' 10.54404722
  • CAP 42030
  • Prefisso 0522
  • Codice ISTAT 035043
  • Codice Catasto L820
  • Altitudine slm 162 mt
  • zona clim./gradi giorno
    Riscaldamento: dal 15/10 al 15/04 per 14 ore/giorno
    E/2503
  • Superficie 37.64 Km2
  • Densità 113,15 ab/Km2
  • Sismicità Zona 3
  • Alba 07:37
  • Tramonto 16:35
Contatti
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