GOCèANO:
Regione della Sardegna centrale, che si estende tra l'altopiano di Buddusò e la catena del Marghine e comprende l'alta valle del fiume Tirso. È costituito da una zona montuosa, continuazione del Marghine, ricoperta da boschi di lecci e da pascoli sulle pendici, e da una parte bassa, bagnata dal fiume, dove è sviluppata l'agricoltura. Fra la selvaggina sono presenti, in buon numero, cinghiali, pernici, volpi, lepri. I comuni principali (Burgos, Bono, Baltei) si allineano lungo le pendici montuose. Nella remota antichità il Goceano faceva parte del centro dell'isola pressoché inviolato nei secoli, sia per la natura impervia del suolo, sia per quella non meno fiera dei suoi abitanti. Ha infatti scritto Diodoro Siculo che gli iolei vivevano rintanati nelle loro montagne, che potrebbero anche identificarsi con quelle del Goceano. Da un'osservazione dello storico Pais si potrebbe arguire che gli abitatori del Goceano e del Marghine, al pari di quelli insediati nella conca di Torralba, meglio di ogni altro abbiano resistito agli invasori. Lo storico delle antiche civiltà rileva che i nuraghi che si ritrovano in quelle località sono fra i più grandi, belli e perfetti; di qui l'ipotesi che i territori anzidetti non siano stati mai occupati dai cartaginesi, che intrapresero il disarmo dell'isola con la demolizione delle fortezze nuragiche e trasformarono le colture, imponendo la distruzione delle foreste, che servivano la pastorizia, e rendendo invece obbligatorie le colture cerealicole.