BARIGADU:
Regione storica della Sardegna, in provincia di Oristano, da cui oggi prende il nome una Comunità montana. La zona del Barigadu, immersa nel bacino idrogeologico del fiume Tirso, si presenta, nelle sue parti più elevate, attraverso una grande formazione trachitica di colore rosso mattone che raggiunge uno sviluppo superficiale notevole nell'altopiano di Samughèo. La parte inferiore del bacino è costituita in prevalenza da zone pianeggianti, caratterizzate da sottofondo ghiaioso ricoperto da un considerevole strato di argilla. Il Tirso, il cui alveo è mediamente incassato, scorre in una zona pianeggiante, Chiara di Ula, per incassarsi nuovamente presso Fordongiànus dove riceve le acque di un altro importante affluente, il Flumineddu di Allai, più a monte chiamato Araxisi. Nel tratto di fiume compreso tra la diga di Santa Chiara e il tratto arginato si trovano la diga di Busachi, con un invaso di un milione di metri cubi con scopi idroelettrici, e la diga di Santa Vittoria, con modestissimo invaso che serve alla derivazione dell'acqua su diversi canali di irrigazione. La storia di questa parte di territorio conserva i segni di antichissime presenze che vanno dal periodo preistorico e nuragico al romano, al paleocristiano, al bizantino e al medievale. La sua circoscrizione, a partire dal Giudicato di Arborea, comprendeva centri di rilievo. La situazione non subì particolari modifiche nel XV secolo, quando, sotto gli Aragonesi, Ardàuli, Neonelli, Nughedu e Ula Tirso rientrarono nella "encontrada di parte Barigado Suso" e Allai, Busachi e Fordongianus in quella "di parte Barigado Josso". Successivamente Busachi divenne centro di una vasta baronia, poi marchesato, sino all'abolizione dei feudi decretata dai Savoia. Nella zona si rileva la più alta frequenza di resti monumentali della civiltà nuragica, alcuni dei quali tra i più spettacolari della Sardegna. L'attività industriale è quasi assente. Di un certo rilievo sono l'artigianato, in particolare quello tessile, e alcune attività di prima lavorazione (concerie e lavorazione del legno e della pietra). Le attività economiche principali dell'agricoltura, della pastorizia o dell'allevamento sono condotte con sistemi tradizionali. È un'area che presenta limitati segni di vivacità economica.