GUERRA DI SUCCESSIONE AUSTRIACA:
Iniziata nel 1740 e terminata con la pace di Aquisgrana nel 1748, fu causata dalla morte di Carlo VI, risalente all'ottobre di quell'anno. Il sovrano era stato successore del fratello Giuseppe I e sin dal 1713 si era preoccupato di stabilire (con la Prammatica sanzione) che i propri eredi, anche se femmine, godessero del diritto di successione al trono, contro quello dei figli di Giuseppe. Nel 1717 ebbe una figlia, Maria Teresa, in favore della quale si impegnò, in tutte le cancellerie europee, per ottenere il riconoscimento della propria deliberazione. Alla sua morte, però, i generi di Giuseppe I, Carlo Alberto di Baviera e Federico Augusto III, accamparono diritti sul trono austriaco; gli altri sovrani, dal canto loro, approfittavano della situazione per procurarsi vantaggi a spese della ventitreenne regina. Federico II di Prussia, infatti, occupò la Slesia nel dicembre del 1740; don Carlos, re di Napoli con il nome di Carlo III, reclamò i suoi diritti sulla Toscana e i ducati di Parma e Piacenza, appoggiato dalla Spagna; la Francia proseguì con il suo consueto atteggiamento antiasburgico. Soltanto Carlo Emanuele III di Savoia e l'entusiasmo dei sudditi ungheresi, che nel 1741 avevano ricevuto un'ampia autonomia, furono le armi della regina. Nel 1742, caduto il governo filofrancese del Walpole e subentrato William Pitt il vecchio, l'Inghilterra intervenne in favore dell'Austria, per evitarne un tracollo, pericoloso per l'equilibrio europeo. Se su terra l'aiuto degli inglesi fu poco rilevante, sicuramente determinante risultò nella lotta sui mari e per l'apporto di provvidenziali finanziamenti. Teatro delle operazioni di guerra furono i più disparati ambiti: quello coloniale come l'Italia, i Paesi Bassi austriaci come la Boemia e la Baviera. Il peso finanziario cominciava a farsi sentire per tutti, mentre per nessuno appariva chiara la soluzione della guerra. La pace si rendeva necessaria per entrambe le parti: ancora una volta fu improntata al principio dell'equilibrio. Francesco Stefano e Maria Teresa venivano riconosciuti come imperatori; Federico II conservava il possesso della Slesia; a Carlo Emanuele III venivano assegnate Vigevano, Voghera e l'alto novarese, con le sponde occidentali del lago Maggiore; don Filippo di Borbone, secondogenito di Filippo V di Spagna e di Elisabetta Farnese, otteneva dall'Austria Parma e Piacenza; in ambito coloniale Inglesi e Francesi ristabilivano sostanzialmente il precedente stato di dominazioni. Se la Prussia aveva tratto i maggiori vantaggi, la Francia, in sostanza, aveva inutilmente dilapidato le sue forze a tutto vantaggio di Federico II. La situazione italiana era modificata leggermente: si era costituito il nuovo stato borbonico di Parma e Piacenza e i Savoia avevano ottenuto modesti vantaggi.