PREFETTI DI VICO:
Antica famiglia romana, forse discendente dai duchi di Spoleto, che prese il nome dalla carica di prefetto di Roma, a lungo ricoperta dai suoi membri. Proprietaria del castello di Vico, presso l'omonimo lago, esercitò per quattro secoli il proprio potere sulla parte di Tuscia romana compresa tra Viterbo e Civitavecchia. Il primo esponente illustre di cui si hanno notizie è Pietro (vissuto nel X secolo), che fu tra i capi della rivolta che cacciò papa Giovanni XIII da Roma. Nei secoli XII e XIII, durante le lotte tra Chiesa e impero, i membri della casata aderirono inizialmente al partito filoimperiale, ottenendo potere e privilegi; in seguito parteggiarono ora per il papa, ora per l'imperatore: sostenitore della Santa Sede contro Federico II di Svevia fu, ad esempio, Pietro III, che ottenne "vita natural durante" la città di Civitavecchia (RM) dal pontefice Alessandro IV; suo figlio Pietro IV, invece, per non restituire la città alla Chiesa, si alleò con Manfredi di Hohenstaufen ma poco prima della battaglia di Benevento fece atto di sottomissione al papa Clemente IV (che gli confermò il possesso di tutti i suoi beni) e nel 1268 partecipò alla battaglia di Tagliacozzo a fianco dei franco-pontifici di Carlo I d'Angiò. La potenza del casato si accrebbe notevolmente nel XIV secolo con Manfredi, condottiero al servizio degli imperatori Arrigo VII e Ludovico IV il Bavaro, che nel 1313 conquistò Orvieto (TR), in Umbria, e raggiunse il culmine con suo figlio Giovanni III, che approfittando dell'esilio avignonese dei papi, occupò Viterbo, Vetralla (VT) e altre città del Patrimonio di San Pietro in Tuscia, allo scopo di crearsi un regno indipendente -tuttavia, l'azione del cardinale Albornoz rovinò il suo progetto-. Il casato cominciò a decadere a partire dalla prima metà del XV secolo, quando Giacomo, che si era unito ai Colonna contro papa Eugenio IV, fu fatto decapitare a Soriano nel Cimino (VT) dal futuro cardinale Giovanni Vitelleschi (1435).