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Regione VENETO

Capoluogo: Venèzia

Scheda

 
Stemma della regione Veneto
  • Superficie: 18.391,22 Kmq
  • Abitanti: 4.885.548
  • Densità: 265,65 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 05
  • Numero province: 7
  • Numero comuni: 581
   

Regione Veneto - Storia

Il Veneto è sempre stato un punto strategico in Europa come principale zona di transito tra l’area del Mediterraneo e l’Europa settentrionale e orientale. Per questo il territorio regionale era già occupato in epoca preistorica, come dimostrato dal ritrovamento, in epoca recente, della mummia Otzi. È nel secondo millennio a.C. che si insediarono gli euganei e quindi, provenienti dalla lontana Paflagonia (l’attuale Turchia) la popolazione di origine indoeuropea dei veneti, di indole pacifica e con una civiltà caratterizzata da una propria lingua e cultura e da una forte religiosità. Nel 200 a.C. l’intera zona fu colonizzata dai romani e fu latinizzata, quindi, sotto l’imperatore Augusto, entrò a far parte dell’impero col nome DECIMA REGIO VENETA ET HISTRIA. Per circa 300 anni, sotto l’impulso della civiltà romana, l’intero territorio godette di prosperità e di un notevole sviluppo artistico. Le città si ingrandirono e cambiarono aspetto per i numerosi edifici in pietra mentre sorsero altri importanti centri, tra i quali la splendida e potente Aquileia, nell’attuale Friuli. Il cristianesimo trovò in questi territori un’accoglienza entusiastica e si diffusero abbazie e monasteri. Caduto l’impero romano d’occidente nel 476 d.C., la regione fu invasa e saccheggiata dai popoli barbari (goti, eruli, unni e longobardi), che spinsero le popolazioni indigene a rifugiarsi nei centri lagunari costieri (come Chioggia, Caorle, Grado e Venezia) mentre il resto del territorio cadde sotto il dominio dei feudatari, contando solo su un’economia di sussistenza. L’unica città libera rimase Venezia, che iniziò, proprio in un periodo oscuro per il resto della regione, la sua avventura sul mare, pur dovendo continuare a difendersi dagli attacchi di franchi, slavi, ungari e normanni. Già al tempo della prima crociata (1100 d. C. ) Venezia è, con la rivale Genova, con Amalfi e Pisa, una delle quattro gloriose repubbliche marinare. Venezia divenne una città ricca e prestigiosa grazie al fiorente commercio tra l’oriente (Costantinopoli, Egitto, Terra Santa) l’Italia e il Nord Europa. Con il viaggiatore Marco Polo si inaugurò anche un commercio con la sconosciuta Cina. Più tardi i veneziani Giovanni e Sebastiano Caboto esploreranno le coste del Nord e Sud America e il vicentino Pigafetta accompagnerà Magellano nel giro del mondo. Nell’entroterra intanto le città si liberarono a poco a poco del dominio feudale e si costituirono in liberi comuni travagliati però da continue lotte che opposero Padova a Treviso, Treviso a Belluno e Verona a Vicenza. Fu una facile impresa per Venezia riunire verso il 1400 sotto il suo dominio, dopo mille anni, tutto l’antico territorio della X REGIO romana. Verso il 1500 la Serenissima Repubblica di Venezia, governata dai Dogi, era al massimo del suo splendore e scatenava gli attacchi degli altri stati europei, gelosi della sua potenza. Con la lega di Cambrai mezza Europa era in guerra contro la Serenissima che, pur sconfitta, riuscì a non capitolare del tutto. Al contempo era impegnata contro i turchi dell’impero ottomano, con i quali guerreggiava e commerciava contemporaneamente. Nella famosa battaglia di Lepanto la flotta cristiana distrusse definitivamente quella turca e il contributo della flotta veneziana fu decisivo. Seguirono due secoli di pace e prosperità per tutta la Repubblica di San Marco e il territorio veneto e le arti conobbero una fioritura straordinaria. Si ricordano la pittura della scuola veneta (Giorgione, Tiziano, Veronese, Canaletto, Tiepolo), l’architettura con il Palladio, creatore delle famose ville venete, la letteratura con Goldoni e Casanova, la scultura con Canova, la musica con Vivaldi, Monteverdi e Tartini. All’apice dello splendore artistico e culturale corrispose l’inizio di una lenta decadenza che culminò con l’arrivo delle milizie di Napoleone, che brutalmente pose fine alla millenaria Repubblica veneziana, depredandola e cedendola poi all’Austria. Per circa 60 anni e nonostante epiche rivolte, il Veneto fu sotto la dominazione austriaca. Memorabile fu la difesa di Venezia accerchiata e bombardata nel 1849 e difesa strenuamente dal patriota Daniele Manin, israelita veneziano. Dopo il 1866 il Veneto entrò a far parte del Regno d’Italia. La grave crisi economica tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, con le successive due guerre mondiali (nella prima in particolare il contributo in vite umane pagato da questa regione fu altissimo) e la seconda persa cedendo l’Istria, portò nella regione, essenzialmente agricola, una forte depressione economica. Ciò fu causa di una forte emigrazione che spinse molti veneti a cercare migliori condizioni di vita e di lavoro prima in Argentina e Brasile e poi negli Stati Uniti, Canada, Australia e vari paesi europei, dove, con la caratteristica laboriosità che li contraddistingue, si sono fatti onore. Solo a partire dagli anni ‘60 il Veneto ha cominciato a risollevarsi, raggiungendo in poco tempo un diffuso e solido benessere economico.

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