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Regione UMBRIA
Capoluogo: Perùgia
Scheda
- Superficie: 8.456,04 Kmq
- Abitanti: 894.222
- Densità: 105,75 ab./Kmq
- Codice ISTAT: 10
- Numero province: 2
- Numero comuni: 92
Regione Umbria - Storia
La presenza umana nella regione è attestata fin dal paleolitico, come testimoniano numerosi ritrovamenti archeologici concentrati per lo più sull'altopiano di Norcia, nei dintorni del lago Trasimeno e nel Perugino. Tra l'età del rame e la prima età del bronzo si sviluppò inoltre l'importante cultura di Rinaldone, cui si riferiscono le sepolture affiorate a Belvedere di Cetona (SI), in Toscana, nei dintorni delle acciaierie di Terni, ad Amelia e a Colfiorito (Foligno). Alla tarda età del bronzo (XII secolo a. C.) risalgono il giacimento archeologico di Gualdo Tadino, l'origine dell'importante necropoli di Monteleone di Spoleto e il ricco ripostiglio di Piediluco, che gli archeologi considerano un vero e proprio forziere. L'età del ferro (fine del II millennio a. C. e inizio del I), vide il costituirsi di tre aree geografiche e culturali distinte: una alla destra del fiume Tevere, influenzata dagli etruschi e molto affine al Lazio settentrionale e alla Toscana; una localizzata nella conca di Terni e strettamente connessa con la cultura sabina; una terza, infine, nell'area appenninica, collegata con la cultura picena. L'inizio della fase storica è fortemente caratterizzata dal contrasto fra le genti etrusche, a occidente e meridione del Tevere, e quelle umbre, a oriente e settentrione. Si ha notizia di due soli insediamenti umbri di una certa importanza, Gubbio e Todi, mentre la zona d'influenza etrusca, dalla struttura urbana più sviluppata e complessa, aveva i suoi centri principali in Orvieto e Perugia. La conquista romana della regione, dopo una prima guerra contro gli etruschi (392-391 a. C.), ebbe inizio a partire dagli ultimi anni del cruciale IV secolo a. C., quando le legioni romane sconfissero presso Perugia la coalizione umbro-etrusca (310 a. C.), e si concluse con la battaglia combattuta nel 295 a. C. a Sentino (Camerino), nelle Marche, che vide schierata contro le legioni di Roma e definitivamente sconfitta una coalizione di umbri, etruschi, sanniti e galli: l'Umbria fu da allora sotto il controllo di Roma, pur perdurando le ostilità a causa dell'indomabile opposizione della città etrusca di VELZNA o VELSZUNA (Orvieto), protrattasi fino al 264 a. C., allorché questa venne rasa al suolo. Nel 241 a. C. venne dedotta la colonia romana di SPOLETIUM (Spoleto) e nel 220 a. C. fu aperta la via Flaminia, grazie alla quale si compì la definitiva romanizzazione della regione. Durante gli anni terribili della seconda guerra punica (219-202 a. C.) e del passaggio di Annibale, vittorioso nella battaglia del Trasimeno (maggio 217 a. C.), le genti umbre, a differenza degli etruschi, rimasero fedeli a Roma. Con la riorganizzazione amministrativa augustea dell'Italia, fu costituita la REGIO VI (UMBRIA), che comprendeva: il territorio a oriente e a settentrione del Tevere, da Otricoli e dalla valle del fiume Nera fino all'Adriatico, con l'esclusione di Narni, inserita nella REGIO V (PICENUM). Il territorio a occidente del corso del Tevere venne invece inglobato nella REGIO VII (ETRURIA). La caduta dell'impero romano e le invasioni barbariche ebbero ripercussioni violente sull'assetto socio-economico della regione, che conobbe, tra il V e il VII secolo, gli orrori della guerra greco-gotica e una profonda decadenza. Nel 568 i longobardi, guidati da re Alboino, calarono in Italia e, in una data imprecisata tra il 574 e il 584, un capo militare di nome Faroaldo conquistò Spoleto e ne fece la capitale del suo ducato. I bizantini, invece, rimasero padroni di un vero e proprio corridoio lungo la strada che da Roma conduceva a Ravenna, in Emilia-Romagna, attraversando Amelia, Narni, Todi, Perugia e Gubbio; perno di questo territorio era Perugia, capitale amministrativa delle città bizantine dell'Umbria, entrate in seguito a far parte del DUCATUS PERUSINUS. Alla morte dell'ultimo duca, Ildebrando (774), il ducato di Spoleto, che si era reso indipendente dal regno longobardo, fu incorporato da Carlo Magno nella Longobardia del nord; tra l'889 e l'894 Guido, duca di Spoleto, divenne re d'Italia e cinse la corona imperiale; identica sorte toccò al figlio Lamberto tra l'895 e l'898. L'alba dell'anno mille vide la nascita di realtà locali autonome, i comuni, che tentarono, con alterne fortune, di affrancarsi dal dominio del papa e dell'imperatore: un forte incremento demografico e una rinascita prodigiosa dell'economia interessarono numerosi borghi fortificati. Furono Assisi, Foligno, Gubbio, Città di Castello, Montefalco, Todi, Orvieto, Spello, Terni e Perugia i comuni che più influenzarono la vita politica della regione. Tra l'XI e il XV secolo le città umbre divennero motivo di contesa tra pontefici, imperatori e comuni autonomi -particolarmente cruenti furono gli scontri tra Federico II di Svevia e il pontefice Gregorio IX-. Il consolidarsi del Patrimonio di San Pietro nella seconda metà del Trecento, grazie alla politica diplomatica e alle conquiste militari del cardinale Albornoz, le guerre tra i comuni guelfi e quelli ghibellini, guidate da importanti famiglie nobiliari (Atti, Cesi, Trinci e Vitelli), oltre che da capitani di ventura, come Braccio da Montone, indebolirono l'istituto comunale che, all'alba del XVI secolo, con l'avvento del dominio della Santa Sede, scomparve -Perugia fu l'ultima città a capitolare alle truppe pontificie, nel 1540-. L'età comunale vide, inoltre, la nascita di uno dei massimi esponenti della spiritualità cristiana, Francesco d'Assisi (1182-1226), e del movimento dei suoi seguaci, tra i quali va ricordata Chiara d'Assisi. La regione, d'altro canto, era stata, con Benedetto da Norcia, culla del monachesimo occidentale. I lunghi secoli di dominio pontificio determinarono l'isolamento dell'Umbria e una tendenza all'autosufficienza, che ebbe durature e negative ripercussioni sugli sviluppi economici della regione. In seguito all'annessione dello Stato Pontificio all'impero francese (1809), l'Umbria entrò a far parte per cinque anni dei possedimenti francesi, col nome di Dipartimento del Trasimeno. La restaurazione pontificia si trovò a dover contrastare i moti risorgimentali -la partecipazione alla seconda guerra d'indipendenza causò la dura reazione pontificia, che condusse alla strage di Perugia del 20 giugno 1859-. Il 18 settembre 1860 l'intera regione veniva occupata dalle truppe piemontesi, per poi essere annessa l'anno successivo al regno d'Italia. Inizialmente faceva parte del territorio umbro anche l'ex delegazione pontificia di Rieti, che nel 1923 venne aggregata al Lazio; nel 1927, inoltre, l'unica provincia iniziale fu sdoppiata nelle attuali circoscrizioni di Perugia e Terni.
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