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Regione TOSCANA
Capoluogo: Firenze
Scheda
- Superficie: 22.990,18 Kmq
- Abitanti: 3.707.818
- Densità: 161,28 ab./Kmq
- Codice ISTAT: 09
- Numero province: 10
- Numero comuni: 287
Regione Toscana - Storia
La regione è ricca di reperti archeologici e testimonianze storiche, a partire dal periodo eneolitico; un ruolo principale nell'evoluzione storica della Toscana e dell'intero Paese è legato tuttavia al popolo etrusco, protagonista di una colonizzazione che varcò i confini dell'attuale regione e fondatore di una civiltà che, fino al III secolo a.C., ha lasciato tracce importanti. Alla dominazione romana si accompagnò invece un declino socio-economico che condizionò gli abitanti della Tuscia (così si chiamava la Toscana sotto Diocleziano) fino all'età dei comuni, attraverso le dominazioni dei Longobardi (568-774) e dei Franchi che divisero il territorio in contee. A partire dal Medioevo si affermano le grandi famiglie dei Guidi, degli Aldobrandeschi, dei Malaspina mentre la nuova organizzazione della vita cittadina porta con sé il rifiorire dei traffici e dell'economia assieme ad un considerevole incremento demografico: tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo la Toscana è l'area più urbanizzata d'Europa, ad eccezione della parte sud-occidentale, l'attuale Maremma. Una città di centomila abitanti era a quei tempi paragonabile alle nostre attuali metropoli e in Europa soltanto Parigi e Bisanzio contavano una popolazione superiore a questa soglia. Ebbene, Firenze conta allora circa 100mila abitanti; tra le 40 e le 50mila unità si attesta la popolazione degli altri tre comuni più importanti della regione: Pisa, Siena e Lucca. Dalla metà del Duecento si registra in Toscana un'espansione economica che per un periodo più limitato le valse un autentico primato nazionale in numerose attività: banche, lavorazione della lana a Prato, seta a Lucca e più tardi a Firenze; pelli e cuoio a Pisa, oro a Firenze; è il periodo delle famiglie imprenditoriali che condizionano la vita politica delle città: Buonsignori, Salimbeni, Bardi, Acciaioli, Peruzzi, Strozzi e Medici. Questo periodo di splendore si ritrova nell'architettura civile e religiosa, nella pittura, scultura e letteratura (è tra l'altro in questo momento che si afferma il dialetto toscano come lingua nazionale). Un elenco delle personalità di spicco sarebbe impossibile: basti ricordare che tra la fine del Duecento e l'inizio del Trecento nella sola Firenze ci sono figure come Giotto, Dante e Arnolfo di Cambio; nei due secoli successivi arte e letteratura in campo nazionale trovano le loro radici in Toscana. La supremazia fiorentina sulle altre città comincia ad affermarsi nel corso del XIV secolo preparando il terreno della progressiva unificazione della regione sotto l'autorità del comune gigliato; di questo processo le tappe fondamentali sono identificabili nella sottomissione di Pisa (1406) e nella lunghissima contrapposizione a Siena, a sua volta ricca di episodi. Il periodo irripetibile delle arti, della cultura, dell'economia si protrae fino alla fine del '400 sotto la guida medicea e vede in Leonardo da Vinci, Amerigo Vespucci e Giovanni da Verrazzano i suoi ultimi grandi interpreti; in questo periodo è già in corso un processo di deurbanizzazione che ha portato la popolazione fiorentina a 59.179 unità e quelle di Pisa e Arezzo rispettivamente a 9940 e 7750; le attività economiche rallentano e ciò comporta la perdita del primato a vantaggio di Spagna, Inghilterra e Francia, favorite dalla ritrovata unità e dall'apertura degli oceani; nel 1532 ormai tutta la Toscana, ad eccezione di Lucca, è unita sotto l'autorità dei Medici ma alla fine del XVI secolo e nei primi anni del XVII si afferma la proprietà ecclesiastica nelle campagne e si assiste ad un progressivo declino culturale, ad eccezione di figure straordinarie come Galileo Galilei; le grandi famiglie si trasformano in casate nobiliari che vivono di rendita sotto il granducato. Solo con i Lorena, e in particolare con il Granduca Pietro Leopoldo, si hanno segni consistenti di progresso civile e politico (fondamentali le riforme amministrative del 1775 che hanno disegnato le circoscrizioni di molti degli attuali comuni) ma ormai il periodo d'oro è finito per sempre: il cittadino toscano, forte anche di una legislazione e di un quadro sociale assai avanzato, si adagia sugli allori del passato acquistando un forte senso regionale, nel quale trova probabilmente origine il marcato campanilismo dei toscani di oggi. Si assiste ad un modesto sprazzo di vitalità nel breve periodo in cui Firenze riveste il ruolo di capitale d'Italia, poi l'identità regionale si stempera nel quadro nazionale. Il plebiscito del 1860 sull'adesione al Regno d'Italia porta alle urne 330.979 votanti, su una popolazione di poco inferiore ai due milioni, che esprimono 315.631 voti favorevoli, 11.361 contrari, 3.987 schede nulle. La fine dell'Ottocento ed i primi anni del secolo ventesimo sono caratterizzati da un'elevata tensione sociale negli ambienti operai: la nascita del movimento anarchico nel nord della regione e del Partito Comunista Italiano a Livorno nel 1921 ne sono la testimonianza. Il quadro sociale è ulteriormente sconvolto dalla guerra, con il passaggio del fronte alleato sull'Arno e poi, nel 1944-1945, sulla linea gotica: i bombardamenti fanno scempio di vite umane, attività economiche e opere d'arte, seppellendo per sempre molte delle tracce di un passato unico al mondo, mentre nei campi di sterminio di Mauthausen, Gusen, Ebensee si perdono le tracce di centinaia di sventurati, uomini, donne e bambini. Dopo il referendum del 1946 (che in Toscana assegna 1.231.082 voti alla repubblica e 507.502 alla monarchia) la regione si risolleva, col Paese, dalle macerie della guerra: è al secondo dopoguerra che risalgono le infrastrutture di quasi tutte le aree industrializzate del territorio. Un'altra prova durissima colpisce la regione ed il suo patrimonio nel 1966: il 4 novembre l'Arno rompe gli argini a Firenze e sommerge città e campagna mettendo in crisi l'economia ed i sistemi di intervento e soccorso dello Stato; nell'opera di ricostruzione la popolazione farà in gran parte da sé, conquistandosi una stima meritata e la medaglia d'oro al valor civile al gonfalone regionale.
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