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Regione EMILIA-ROMAGNA

Capoluogo: Bologna

Scheda

 
Stemma della regione Emilia-Romagna
  • Superficie: 22.451,29 Kmq
  • Abitanti: 4.356.180
  • Densità: 194,03 ab./Kmq
  • Codice ISTAT: 08
  • Numero province: 9
  • Numero comuni: 348
   

Regione Emilia-Romagna - Storia

Non vi sono dubbi circa la presenza umana sul territorio regionale fin dall’età del bronzo. Nel corso del secondo millennio a.C. nella pianura padana si insediò la cosiddetta civiltà delle Terramare (il nome non ha nulla a che vedere con il mare ma deriva dalla terra marna, cioè grassa, utilizzata come fertilizzante e in cui si celano i resti dei villaggi terramaricoli). Gli scavi archeologici (il più importante è in provincia di Reggio nell’Emilia), hanno portato a ritenere che i villaggi terramaricoli fossero composti inizialmente da capanne circolari di circa 10 mq di superficie, occupate da famiglie di 5 o 6 persone, poste su palafitte circondate dall’acqua; successivamente, in seguito all’interramento delle palafitte, i villaggi vennero ricostruiti sui resti dei precedenti con l’aggiunta di opere di difesa e arginatura. Gli abitanti delle terramare erano dediti all’agricoltura e all’allevamento, sapevano lavorare il bronzo e furono i primi, in queste regioni, a praticare il rito funebre della cremazione. Alla civiltà delle terramare seguì, nella prima età del ferro, la cosiddetta civiltà Villanoviana, dal nome della località di Villanova, in provincia di Bologna, dove si concentrarono prevalentemente i nuovi insediamenti umani. Le caratteristiche dell’abitato villanoviano, a differenza di quello terramaricolo, appaiono più semplici e prive di opere di difesa. Anche i villanoviani praticano l’incinerazione, presentano una religiosità intensa e affascinante, sanno modellare i metalli e praticano l’agricoltura. La regione fu abitata dagli etruschi che avviarono le prime opere di bonifica dell’acquitrino padano, dai celti ( liguri e galli) e poi dai coloni e dalle legioni di Roma. La traccia dell’occupazione romana è profonda e importante: la fondazione di città come Ariminum (Rimini) e Parma, la realizzazione della via Emilia, la centuriazione dell’agro padano, l’inaugurazione della via Flaminia nel 220 a. C.. La campagna coltivata fu poi teatro di gesta epiche: il guado del Rubicone da parte di Giulio Cesare, le scorribande di Attila e dei suoi Unni, dei Visigoti di Alarico e degli Eruli di Odoacre, che nel 476 spodesterà Romolo Augustolo mettendo fine all’Impero Romano d’Occidente. Nasce a Ravenna il primo Regno d’Italia, nel 493, con la vittoria di Teodorico su Odoacre; sempre a Ravenna si stabilirà la sede dell’esarca, rappresentante dell’impero bizantino artefice della sconfitta dei Goti; ancora oggi splendide opere d’arte testimoniano la presenza bizantina in quell’area. L’esarcato sarà rovesciato da parte dei longobardi di Alboino, al termine di una lunghissima resistenza che segna anche la nascita del toponimo di “Romania” (terra romana), oggi Romagna, per distinguerla dalla “Longobardia”, oggi Lombardia, terra dei longobardi. Questi hanno lasciato invece una diversa organizzazione del potere, con la creazione nelle città di un duca, sostituito dalla figura del conte quando ai longobardi hanno fatto seguito i franchi di Carlo Magno, grazie ai quali l’esarcato è stato donato alla Chiesa. Il medioevo è un periodo travagliato in tutta la regione, afflitto dalle lotte per il potere, dalla contrapposizione tra guelfi e ghibellini, da scontri sanguinosi e dalla celebre epidemia di peste che decimò le popolazioni nel Trecento. Esso è segnato dalle vicende storiche dei feudi, dei comuni e delle maggiori casate; si ricordano i Dal Verme, i Da Henzola, i Gonzaga, i Farnese; tuttavia, tra quelle che ebbero il maggiore radicamento locale spiccano i riminesi Malatesta e la gloriosa casata d’Este, che ha dominato per secoli su buona parte della regione. I primi si insediano in Rimini nel 1295 con Malatesta da Verucchio e saranno protagonisti della storia romagnola: è un Malatesta il protagonista dell’episodio di Paolo e Francesca celebrato da Dante nella Divina Commedia; è Sigismondo Pandolfo Malatesta, nel Quattrocento, a interpretare il momento di maggiore splendore della signoria riminese, grazie all’abilità con cui intesseva relazioni con gli Sforza e con la Santa Sede. In questo periodo si esprime nel contado riminese la maestria artistica di Leon Battista Alberti, Piero della Francesca, Agostino di Duccio. Con il pontificato di Enea Silvio Piccolomini, noto come Pio II, i rapporti tra i Malatesta e la Chiesa si incrinano e inizia una fase che si chiuderà con la cacciata da Rimini, nel 1528, di Pandolfo IV e la fine della dinastia malatestiana. La casata d’Este inaugura di diritto il dominio sul ducato ferrarese con Azzo VI nel 1209; nel XIV secolo gli Estensi sono signori anche di Modena e Reggio e la loro signoria si estenderà anche su Parma. Nicolò II d’Este, signore di Ferrara e di Modena, artefice della pace del 1369 con i Visconti, ospitò a corte il Petrarca nel 1370; il fratello Alberto V fondò l’Università di Ferrara nel 1391. Ercole I, secondo duca di Ferrara, Modena e Reggio, fu il promotore di una politica di pace fra le casate nobiliari, fondata soprattutto su sapienti scelte matrimoniali che lo imparentarono con gli Sforza, i Borgia, gli aragonesi e i Gonzaga. La morte di Cesare, sesto e ultimo duca, segna la fine della signoria; dal 1628 al 1796 il ducato Estense, che si era sviluppato fino a comprendere Modena, Reggio, Rovigo, la Garfagnana e il circondario di Lugo (RA), diventa Legazione Pontificia, la quale comprende però una parte meno vasta di territori. Divisa tra lo Stato pontificio e i possedimenti borbonici, la regione attraversa il Settecento in condizioni di relativa prosperità che vedono fiorire le attività agricole e industriali. L’Ottocento segna l’avvio dei moti riformatori e insurrezionalisti che porteranno all’unificazione. Il XX secolo è costellato di pagine importanti e dolorose durante la guerra (la resistenza, gli eccidi, le deportazioni nei campi di sterminio nazisti) ma è anche il secolo della definitiva acquisizione del benessere economico e della qualità della vita che fanno della regione -che fino al 1948 si chiamava Emilia- un punto di riferimento in ambito nazionale.

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