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Provincia di LECCO

Capoluogo: Lecco

Scheda

 
Stemma della provincia Lecco
   

Provincia di Lecco - Ambiti

DEFINIZIONE È possibile ripartire la circoscrizione lecchese in cinque ambiti, individuati in base a caratteri territoriali e urbanistici e sulla base dell'analisi della capacità di attrazione e del raggio d'influenza dei suoi centri principali: l'Area metropolitana, che trova il suo naturale punto di aggregazione nel capoluogo di provincia; la Brianza, definita su base storica e geografica; il Lario orientale, che riunisce i comuni distribuiti nella fascia pedemontana che, da Colico a Varenna, si specchia nel lago; la Valsassina e la Valle San Martino. Nonostante l'evidente omogeneità orografica, che nei secoli le ha configurate come compagini storico-naturalistiche autonome, nella Valsassina e nella Valle San Martino non sono emersi poli in grado di esercitare un'attrazione socio-economica tale da contrastare la forza centrifuga, che fa gravitare i due ambiti in parte sul capoluogo di provincia (Valle San Martino e Valsassina meridionale), in parte su Bellano (Valsassina settentrionale).

Area metropolitana : Abbadia Lariana, Ballabio, Civate, Galbiate, Garlate, Lecco, Lierna, Malgrate, Mandello del Lario, Morterone, Olginate, Oliveto Lario, Pescate, Valgreghentino, Valmadrera.

Brianza : Airuno, Annone di Brianza, Barzago, Barzanò, Bosisio Parini, Brivio, Bulciago, Calco, Casatenovo, Cassago Brianza, Castello di Brianza, Cernusco Lombardone, Cesana Brianza, Colle Brianza, Costa Masnaga, Cremella, Dolzago, Ello, Garbagnate Monastero, Imbersago, Lomagna, Merate, Missaglia, Molteno, Montevecchia, Monticello Brianza, Nibionno, Oggiono, Olgiate Molgora, Osnago, Paderno d'Adda, Perego, Robbiate, Rogeno, Rovagnate, Santa Maria Hoè, Sirone, Sirtori, Suello, Verderio Inferiore, Verdenio Superiore, Viganò.

Lario orientale : Bellano, Colico, Dervio, Dorio, Esino Lario, Introzzo, Perledo, Sueglio, Tremenico, Varenna, Vendrogno, Vestreno.

Valsassina : Barzio, Casargo, Cassina Valsassina, Cortenova, Crandola Valsassina, Cremeno, Introbio, Margno, Moggio, Pagnona, Parlasco, Pasturo, Premana, Primaluna, Taceno.

Valle San Martino : Calolziocorte, Carenno, Erve, Monte Marenzo, Torre de' Busi, Vercurago.

AREA METROPOLITANA

Territorio. Lecco si presenta con i suoi dintorni asserragliata fra aspre montagne, che dal ramo orientale del Lario si ritraggono a formare coste intagliate da brevi vallate, cosparse di abitati. Qui il lago assume la forma di un fiordo, di una lunga insenatura, stretta e ramificata, che si distende in un ampio bacino (dominato dal contrafforte delle Grigne, dal brullo e arido San Martino e dalla cresta del Resegone), che si restringe laddove l'Adda riprende il suo corso per allargarsi nuovamente nel lago di Garlate e continuare poi nella pianura milanese. Qui sfociano le valli montane (la Valsassina a nord e la valle San Martino appena oltre i suoi confini) ma si aprono anche lunghi corridoi, lungo lo stesso solco dell'Adda, attraverso la Valmadrera e fino alle colline brianzole. In ragione della sua collocazione strategica, all'incontro fra un antichissimo percorso pedemontano e la via di traffico un tempo rappresentata dal lago e dall'Adda, la zona è sempre stata densamente abitata e punteggiata da opifici e officine (un tempo azionate dalle acque del Gerenzone), che costituiscono notevoli esempi di archeologia industriale e testimoniano una lunga tradizione artigiana e commerciale.

Comunicazioni. L'analisi della mobilità evidenzia l'attrazione esercitata dal capoluogo sui comuni della sua area metropolitana e l'aumento degli spostamenti in senso trasversale fra le polarità emergenti nell'area briantea e il nodo di Lecco; il sistema viario di cui dispone è caratterizzato dalla prevalenza delle direttrici nord-sud convergenti su Milano (n. 36 del lago di Como e dello Spluga, n. 639 dei laghi di Pusiano e di Garlate, n. 538 Lariana, n. 342 Briantea e n. 342 diramazione Briantea); risulta, pertanto, in molti punti inadeguato rispetto alle esigenze del traffico: i collegamenti trasversali, infatti, possono contare su percorsi stradali scarsi e discontinui. Le linee ferroviarie (Como-Lecco, Milano-Tirano, Calolziocorte-Rovato) completano il quadro delle infrastrutture di trasporto.

Storia. Il primo documento in cui viene menzionato il capoluogo lariano risale alla prima metà del IX secolo d.C. ed è una disposizione testamentaria. Prima di questa data la storia della città e del suo circondario non può essere ricostruita se non molto lacunosamente attraverso i reperti archeologici venuti alla luce nel territorio e l'etimologia di alcuni toponimi, che rimandano alla presenza di insediamenti nella zona già per l'età del bronzo; la presenza romana è ampiamente documentata e sembra essersi concretizzata in un insediamento stabile solo in età tardo-imperiale. Mancano testimonianze dell'invasione dei goti e della guerra greco-gotica (535-553 d.C.): nello stesso periodo il Cristianesimo comincia a diffondersi in questo lembo di terra lariana e in Valsassina. Lecco dovette essere uno dei capisaldi della resistenza bizantina alla pressione longobarda e, dopo la conquista franca del territorio milanese e la divisione di quest'ultimo in cinque contadi, sede comitale del contado omonimo. Nella guerra decennale (1118-1127) tra Milano e Como quasi tutti i borghi disseminati lungo il lago e Lecco con la sua flotta sostennero la città ambrosiana, contro la quale si schierarono, nella seconda metà del XII secolo, dopo essersi alleati con Federico Barbarossa; quest'ultimo, tuttavia, dopo la pace di Costanza (1183) riconobbe a Milano la piena giurisdizione su Lecco. Nel corso della aspre contese che, nel XIII secolo, opposero i Visconti ai Torriani (che risiedevano in Valsassina) il capoluogo lariano parteggiò sempre per questi ultimi: distrutto per rappresaglia nel 1295 da Matteo Visconti, fu definitivamente assoggettato alla nobile famiglia milanese da Azzone, che promosse la costruzione di un ponte che univa la sponda sinistra dell'Adda al resto del territorio milanese. La fine della signoria viscontea segnò l'inizio di uno dei periodi più tragici della storia di Lecco, che fu coinvolta negli scontri tra gli ultimi Visconti e la Serenissima e nelle contese tra Gian Giacomo de' Medici, detto il Medeghino, e Francesco Sforza, che, infine, divenne signore incontrastato di Milano, della Brianza e del lago di Como. Intorno alla metà del XVI secolo, quando la regione milanese passò alle dirette dipendenze della Spagna, Lecco fu ceduta al governatore di Milano Alfonso d'Avalos. Il XVIII secolo inaugurò un periodo di conflitti ininterrotti, cui posero fine, a partire dal XIX secolo, l'imperatrice Maria Teresa d'Austria e il figlio Giuseppe II, che diedero impulso a un'intensa attività riformatrice volta a risollevare le sorti di terre stremate dalle vessazioni degli eserciti stranieri, causa di carestie e pestilenze. Con l'istituzione della repubblica cisalpina Lecco divenne capoluogo del Dipartimento della Montagna. Tornata in mano agli austriaci dopo la breve parentesi napoleonica, partecipò attivamente ai moti risorgimentali e nel maggio 1859 insorse spontaneamente proclamando la sua adesione al governo di Vittorio Emanuele II. Il XX secolo segna il decollo dell'industria locale e la realizzazione di numerose iniziative in campo sociale.

Struttura socio-economica. Antichissime tradizioni commerciali e manifatturiere sono alla base dell'intenso processo di urbanizzazione e di concentrazione industriale che ha interessato l'area metropolitana. I comparti siderurgico, meccanico, elettrochimico, cartario, tessile e alimentare occupano un elevato numero di addetti, mentre le industrie seriche -un tempo assai famose- sono quasi del tutto scomparse. I principali punti di forza della realtà industriale lecchese possono essere individuati nella presenza di una cultura imprenditoriale diffusa, in capacità tecniche esclusive, nell'elevata qualità del prodotto e nella capacità di dialogare con i mercati. Un certo rilievo economico va riconosciuto al turismo, favorito dal rilevante patrimonio paesistico, da una discreta attrezzatura ricettiva e da numerose iniziative in campo culturale.

BRIANZA

Territorio. Tra i fiumi Seveso (a ovest) e Adda (a est) si estende la Brianza, una zona collinare appartenente ai grandi anfiteatri morenici lasciati dai ghiacciai circa due milioni di anni fa. Compresa tra la pianura monzese (a sud) e la linea pedemontana tra Como e Lecco (con esclusione delle due città) che passa per il Piano d'Erba (a nord), è punteggiata dai laghi di Annone, il più grande dei laghi briantei, diviso in due dalla penisoletta di Isella, Pulserio, di cui è emissario il Lambro, e Garlate. Una percentuale ragguardevole del territorio è rappresentato da aree tutelate, individuate allo scopo di salvaguardarne il patrimonio faunistico e botanico, geologico e geomorfologico: il Parco della Valle del Lambro, il Parco di Montevecchia e Curone, il Parco dell'Adda Nord e il Parco del Monte Barro. Il Parco della Valle del Lambro segue il corso del fiume Lambro e si estende tra i laghi di Alserio e Pusiano (a nord) e il Parco della Villa Reale di Monza (a sud); agli altopiani, coperti da modeste zone boschive e da grandi estensioni di prati, si alternano piccole valli scavate da fiumi e torrenti. Ricco di aree archeologiche, il Parco di Montevecchia e Curone comprende la valle del torrente Curone e il rilievo di Montevecchia nonché l'area pianeggiante attraversata dal torrente Molgora e dai suoi affluenti; nonostante la costante pressione del fronte urbanizzato presenta ancora notevoli caratteristiche geologiche e geomorfologiche, idrologiche e vegetazionali: il fondovalle è ricoperto da formazioni boschive discontinue, mentre i versanti interni del Curone e della Molgoretta ospitano una vegetazione prevalentemente forestale, nella quale si alternano querceti, castagneti cedui e pinete di pino silvestre. Dalle pendici boscose del gruppo di alte colline sopra la valle di Rovagnate si risale fino al monte di Brianza, disseminato di casali e antichi borghi e lambito dal fiume Adda che, dopo aver formato i laghi di Garlate e Olginate, si snoda tra due rive profonde; l'ambiente è fortemente antropizzato e conserva solo pochi frammenti dell'originaria copertura vegetale. È particolarmente ricco dal punto di vista architettonico e monumentale: grande interesse assumono le opere di ingegneria idraulica e le centrali idroelettriche realizzate agli inizi del XX secolo: un'ardita realizzazione di alta ingegneria meccanica è il ponte sull'Adda a Paderno. Dal lago di Garlate un antico percorso romano conduce al gruppo montuoso del monte Barro, che si eleva solitario nella regione collinosa compresa tra la Brianza e l'area metropolitana di Lecco, a ridosso del lago di Como. La vista spazia dai laghi prealpini al Lario fino ad abbracciare Lecco, il massiccio delle Grigne e i Corni di Canzo. È caratterizzato dalla presenza di estesi boschi di querce, tigli, aceri, castagni e robinie ed è popolato da numerose specie animali.

Comunicazioni. La qualità dei collegamenti è di buon livello e dispone di una rete di strade statali diffusa e articolata (n. 342 Briantea, n. 342 diramazione Briantea, n. 36 del lago di Como e dello Spluga, n. 639 dei laghi di Pusiano e di Garlate), che garantisce i collegamenti locali e con i capoluoghi lombardi. Il trasporto su rotaia può contare su una rete ferroviaria altrettanto fitta e articolata (Milano-Tirano, Como-Lecco, Molteno-Monza, Milano-Asso, Bergamo-Treviglio, Ponte San Pietro-Carnate Usmate, Seregno-Carnate Usmate).

Storia. I rinvenimenti archeologici testimoniano l'esistenza, già per l'età del bronzo, di insediamenti palafitticoli lungo le sponde dei laghetti brianzoli: il materiale archeologico (ceramica nerastra di rozza fattura -con forme a tazze carenate e anse a staffa-, oggetti ornamentali e di uso comune in legno e in corno) è riconducibile alla cultura di Polada, che ricava il nome dall'insediamento palafitticolo di Polada, nella zona meridionale del lago di Garda. Occupata dai celti e colonizzata dai romani , la Brianza fu sede dei complessi fortificati di goti e longobardi, primo nucleo di una barriera fortificata di torri e castelli, che per secoli avrebbe identificato il confine del ducato di Milano. Annessa al contado della Martesana in epoca longobardo-franca, subì le disastrose conseguenze della guerra che, dal 1118 al 1127, oppose Como a Milano e dei violenti scontri tra le fazioni rivali dei Torriani e dei Visconti, che nel XIII secolo favorirono l'ascesa di questi ultimi nella città ambrosiana. La morte di Filippo Maria Visconti, ultimo esponente della nobile casata, scatenò le velleità espansionistiche di Venezia, che, nel tentativo di strappare territori sempre più ampi al ducato milanese, con i suoi eserciti devastò le terre brianzole. La pace di Lodi pose fine alle ostilità e sancì l'annessione al ducato di Milano dei territori lungo la riva destra dell'Adda. Il XVII secolo segnò l'inizio della dominazione spagnola, nel corso della quale i lanzichenecchi, diretti a Milano, si riversarono nel contado lecchese e in Brianza, scatenando carestie e pestilenze. L'avvento degli austriaci e le riforme di Maria Teresa e Giuseppe II inaugurarono un periodo di prosperità caratterizzato da una ripresa economica, che si concretizzò nel rinnovato sviluppo della produzione siderurgica e dell'industria della seta. Dopo la parentesi napoleonica e il breve periodo della Restaurazione, fu investita dalle vicende legate ai moti risorgimentali, per essere poi annessa al Regno d'Italia.

Struttura socio-economica. La Brianza è l'area economicamente più vitale, maggiormente infrastrutturata e caratterizzata complessivamente da una rilevata qualità ambientale e paesistica: vanta, infatti, una struttura industriale articolata in diversi settori (industria del legno e dei prodotti in legno, industria del mobile, fabbriche di prodotti in metallo e di apparecchi meccanici, industria tessile), una cultura industriale e del lavoro marcata, un alto livello tecnologico delle imprese, un buon livello di internazionalizzazione delle aziende, la vicinanza alla metropoli milanese e al sistema degli aeroporti di Linate e Malpensa e la disponibilità di aree per l'avvio di nuove attività industriali e terziarie. Il rilevante patrimonio paesistico e naturale, la qualità del clima e le splendide dimore patrizie, costruite o ampliate, in prevalenza, nel XVII secolo, hanno contribuito, inoltre, allo sviluppo del turismo e hanno fatto dei colli brianzoli la sede d'elezione della seconda casa per gli abitanti della città metropolitana milanese.

LARIO ORIENTALE

Territorio. Il lago di Como, l'antico Lario dei romani, spinge il suo vertice all'ingresso della Valchiavenna e della Valtellina, verso i passi innevati dello Spluga, del Maloja e dello Stelvio, secolari chiavi d'accesso alla Renania e al Tirolo. Il lago si apre in uno stretto corso, divaricando a Bellagio (CO) i suoi due rami, che abbracciano i rilievi brianzoli e le colline che precedono Milano e la sua industriosa pianura; scende come un canyon asserragliato fra le scoscese e ripide pareti montuose del Legnone e delle Grigne, intagliati dal corso dei torrenti Varrone, Pioverna ed Esino. Lungo la linea pedemontana, sui fertili e verdi pendii di origine morenica e alluvionale, e lungo la complessa rete viaria costiera, che segue il profilo del Lario, movimentato da promontori e insenature, si articola ancora oggi l'abitato, ancora oggi guardato da torri e castelli, che rimandano alla validità strategica di un percorso a lungo conteso. Il clima mite, che consente colture tipicamente mediterranee, e la bellezza dei luoghi furono scoperti dai nobili milanesi, che, già nel XVIII secolo, cominciarono a costruirvi le loro ville, e da viaggiatori stranieri, artisti e letterati, affascinati dal profilo aspro delle cime scoscese, che si addolciscono nei terrazzamenti su cui prosperano la vite e l'olivo o si frantumano in grotte e orridi in cui precipitano spumeggianti cascate.

Comunicazioni. Dalla strada statale n. 36 del lago di Como e dello Spluga, che da Milano, attraverso i rilievi brianzoli, costeggia la sponda orientale del Lario fino a spingersi in Valchiavenna per raggiungere il passo dello Spluga, si diparte la strada statale n. 38 dello Stelvio, che garantisce i collegamenti con Sondrio e l'alta Valtellina fino al passo dello Stelvio. Le linee ferroviarie Milano-Tirano e Colico-Chiavenna completano il quadro delle infrastrutture di trasporto.

Storia. Ai coloni romani è ascritta la sistemazione del territorio, che ha restituito tracce consistenti di villaggi rustici e ville, di cui una attribuita per tradizione a Plinio il Giovane. La scoperta del lago e della validità strategica del percorso fu dei mercanti e dei barcaioli medievali, che favorirono la realizzazione di una fitta rete viaria e il moltiplicarsi di borghi, disseminati di torri e castelli. Subì le disastrose conseguenze della decennale guerra che oppose Como a Milano e delle violente contese tra le famiglie rivali dei Visconti e dei Torriani. Entrò a far parte del ducato di Milano nel XIV secolo: con la morte di Filippo Maria Visconti e la conseguente estinzione del ramo maschile del casato, Venezia approfittò del vuoto di potere e occupò i territori del ducato che facevano da confine fra il Milanese e la Serenissima. La guerra tra Milano e la repubblica veneta si concluse nel 1454 con la pace di Lodi, che assegnò questi territori a ovest dell'Adda a Francesco Sforza, che era diventato signore di Milano. Alle scorrerie delle truppe al soldo di Gian Giacomo de' Medici, detto il Medeghino, e alle lotte per la successione al ducato di Mantova e del Monferrato (seguite alla morte dell'ultimo Gonzaga) seguì il disastroso passaggio dei lanzichenecchi (guidati da Rambaldo di Montalto, luogotenente di Alberto di Wallenstein), che saccheggiarono e diffusero la peste nei territori che attraversavano. Alla dominazione austriaca, interrotta dalla breve parentesi napoleonica, seguì la partecipazione ai moti risorgimentali e l'annessione al Regno d'Italia.

Struttura socio-economica. Uno dei punti di forza dell'economia è rappresentato dal turismo, che si avvale di paesaggi suggestivi, della salubrità del clima e di adeguate strutture ricettive. L'agricoltura ha perduto da molto tempo il ruolo di protagonista nel mondo produttivo, vedendosi sottrarre le superfici migliori per lasciare spazio a uno sviluppo industriale esplosivo, che ha favorito il proliferare e il moltiplicarsi degli stabilimenti metalmeccanici e dell'industria tessile. Le favorevoli condizioni climatiche (dovute alla barriera naturale costituita dai monti circostanti, che rendono il clima temperato per tutto l'anno), hanno dato, tuttavia, notevole impulso alla viticoltura e all'olivicoltura, affiancate dalla pesca nel lago e dall'allevamento (quest'ultimo favorito dalla conformazione del territorio).

VALSASSINA

Territorio. Percorsa per una trentina di chilometri dal torrente Pioverna (che strapiomba poi nell'orrido di Bellano e si allunga nelle acque lecchesi del lago di Como), è costituita principalmente dal lungo corridoio vallivo che, attraversando la parte settentrionale della provincia, divide i bacini dei torrenti Pioverna e Grigna, tributari del lago di Como; storicamente abbraccia anche i bacini dei torrenti Varrona ed Esino, che sfociano nel fiume Brembo. La valle scorre tra i gruppi montuosi prealpini, lambendo le dolomie delle Grigne; sull'altro versante si ergono alti massicci che diramano nelle valli bergamasche e svettano nel Pizzo dei Tre Signori. Nelle Grigne (rocce di sedimentazione marina), dove i calcari sono più puri, salgono verticali le pareti, le guglie e i pinnacoli, si sprofondano doline, pozzi e cavità, rocce fessurate da grotte e da pozzi permeabili che conducono le acque per vie sotterranee. Attraverso la val di Casargo, fra ampie praterie e boschi di castagni e faggi, si passa alla Valvarrone, dove il fiume Varrone scorre profondamente incassato fra boscosi e ripidissimi pendii e sottolineato, a settentrione, dalle Alpi Orobie, dominate dal Legnone, vetta più alta della provincia. Negli anfiteatri montani, che offrono al botanico una ricca flora (come l'androsace, foreste di castagni, larici e faggi, funghi di ogni tipo), si aprono miniere di ferro, galena, piombo, argento e barite.

Comunicazioni. Le principali direttrici del traffico sono rappresentate dalle strade statali n. 36 del lago di Como e dello Spluga e n. 639 dei laghi di Pusiano e di Garlate: quest'ultima segue il corso dell'Adda, costeggia il lago di Garlate e si spinge in Valsassina, dove segue il corso del torrente Pioverna. Il territorio è attraversato, inoltre, dai tracciati ferroviari Como-Lecco e Milano-Tirano.

Storia. La vocazione all'industria del ferro nel territorio lecchese risale al periodo romano, durante il quale esisteva un'attività estrattiva particolarmente fiorente; gli elementi che maggiormente hanno favorito la nascita precoce di questa attività sono sintetizzabili nella presenza in Valsassina di vene metallifere e di un patrimonio boschivo in grado di alimentare i forni fusori. I giacimenti metalliferi, anticamente di diritto pubblico, furono affittati e infeudati a molti signori: fra questi gli Arrigoni, i Manzoni, i Marnico, i Monti, che accumularono in questo modo patrimoni tali da raggiungere e occupare posti di primo piano nella vita politica milanese. Forse questa fu pure la causa dell'importanza assunta dai Torriani di Primaluna, capaci di governare Milano nel Duecento e di contendere la signoria ai Visconti. Dopo anni di violente e sanguinose contese, i Visconti annientarono i Torriani e dettero nuovo impulso all'attività estrattiva in Valsassina, che fu infeudata, nel XV secolo, a Facino Cane, condottiero al servizio degli Scaligeri prima, dei Carraresi e dei Visconti poi. Alla morte di Facino Cane tutti i suoi possedimenti furono ereditati da Filippo Maria Visconti (che aveva sposato la vedova del condottiero), ultimo esponente della nobile casata milanese, la cui morte creò un vuoto di potere, di cui approfittò Venezia per sottrarre territori sempre più ampi alla città ambrosiana. La pace di Lodi decretò la fine delle ostilità e l'assegnazione di questi territori a Francesco Sforza, nuovo signore di Milano. Fu vittima delle scorrerie del Medeghino e dei lanzichenecchi e, nel XVII secolo, fu venduta dagli spagnoli (che contravvennero al precedente impegno assunto con le popolazioni locali di non infeudare le terre della Valsassina) a Giulio Monti di Lecco. Con la dominazione austriaca e le riforme economiche di Maria Teresa e Giuseppe II la siderurgia della Valsassina ricevette un nuovo impulso: furono incentivate le innovazioni tecnologiche, aboliti i dazi interni e potenziate le vie di comunicazione. I moti risorgimentali inaugurarono una nuova fase della storia della Valsassina, che, dopo un'attiva partecipazione alle lotte per l'indipendenza, fu annessa al Regno d'Italia.

Struttura socio-economica. La principale risorsa economica della Valsassina è costituita dai giacimenti metalliferi a nord di Premana (ancora oggi polo fiorente della tipica lavorazione di forbici e coltelli) e Introbio, che hanno favorito la nascita precoce dell'attività estrattiva e hanno alimentato nei secoli la vocazione all'industria del ferro nel territorio lecchese. L'altra grande risorsa è legata ai pascoli e ai boschi: l'allevamento alimenta la produzione di carne e formaggi (questi ultimi prodotti industrialmente in grandissime quantità e commercializzati su tutta la rete di distribuzione italiana). Accanto all'attività industriale, espressa in una vasta realtà di ditte artigiane, la valle si distingue per un ambiente naturale d'eccezione, valorizzato da varie iniziative e attrezzature che hanno favorito lo sviluppo del turismo.

VALLE SAN MARTINO

Territorio. Con la costituzione della provincia la Valle San Martino è entrata nel nuovo territorio a sancire una comunione che si era realizzata già dalla metà del XIX secolo. La valle si affaccia sul lago di Garlate e sulla pianura che contorna il corso dell'Adda, che si snoda tra rive profonde e dà forma a un caratteristico paesaggio, costellato da una miriade di abitati e immortalato nelle pitture leonardesche. Solcata da antiche mulattiere e segnata da orridi, boschi e pascoli, risale alle alte muraglie del Resegone, del Tesoro e dell'Albenza. Verso Erve si restringe in una forra precipitosa (dalle cui pareti si estraevano un tempo rame e, si dice, oro), per poi allargarsi come in un catino solcato dal Galavesa e coronato dalle ripide pareti del Resegone e della Corna Camozzera. A valle del monte Tesoro si apre l'ampia e articolata Valcava, ricca di boschi di faggi e abeti, scavata nel rivestimento morenico delle alture circostanti.

Comunicazioni. Alla strada statale n. 36 del lago di Como e dello Spluga, che assicura i collegamenti con la Valchiavenna e la Valtellina, si affianca la strada statale n. 639 dei laghi di Pusiano e di Garlate, che garantisce i collegamenti con l'area brianzola e la Valsassina. La rete viaria è coadiuvata dalle linee ferroviarie Calolziocorte-Rovato e Milano-Tirano.

Storia. I sei comuni, che, con la costituzione della provincia di Lecco, sono entrati a far parte della nuova entità amministrativa, appartenevano alla provincia di Bergamo fin dai tempi della pace di Lodi (1454), che sancì la fine di un conflitto che aveva coinvolto le principali potenze d'Italia: Milano, Firenze e Genova si erano schierate contro Napoli, Venezia, Monferrato e Savoia, per contenere le velleità espansionistiche della Serenissima, che tentava di sfruttare il momento di crisi del ducato di Milano, indebolito dalle lotte per la successione scatenatesi a seguito del vuoto di potere seguito alla morte di Filippo Maria Visconti. Ai tempi del Barbarossa la valle era diventata il limite cui guardavano Milano e Bergamo nella loro fase di espansione e nel Duecento vi si erano catalizzate anche le lotte tra le opposte fazioni dei Visconti e dei Torriani. Assistette al passaggio delle truppe francesi nei primissimi anni del XVI secolo e fu testimone degli scontri tra le truppe napoleoniche e l'esercito austriaco; partecipò attivamente ai moti risorgimentali, ospitando Garibaldi e Bixio. La realizzazione delle linee ferroviarie di Bergamo (1863) e Milano (1873) inaugurò un periodo di intensi fermenti economici: si moltiplicarono le tornerie e i setifici e sorsero numerosi stabilimenti metalmeccanici.

Struttura socio-economica. Il punto di forza dell'economia è costituito dall'industria: particolarmente sviluppato è il comparto manifatturiero, specializzato nella produzione di lega leggera e di minuterie metalliche e nella tornitura e fresatura dei metalli. Le splendide vedute panoramiche, solcate da mulattiere, orridi, cascate, boschi e pascoli e punteggiate di complessi artistici di grande rilievo storico-architettonico, hanno favorito, inoltre, lo sviluppo del turismo.

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