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Provincia di BARLETTA-ANDRIA-TRANI

Capoluoghi: Àndria, Barletta, Trani

Scheda

 
Stemma della provincia non disponibile
   

Provincia di Barletta-Andria-Trani - Descrizione

Territorio. La provincia di Barletta - Andria - Trani è stata costituita staccando 10 comuni: sette dalla provincia di Bari e tre (Margherita di Savoia, San Ferdinando di Puglia e Trinitapoli) da quella di Foggia. Si tratta del primo caso in Italia di provincia con tre capoluoghi (congiuntamente: Barletta, Andria e Trani). La legge che l'ha istituita è la n. 148 dell'11.06.2004. La sigla di individuazione, BT, è stata sancita con Decreto del Presidente della Repubblica n. 133 del 15.02.2006. Con D.P.R. del 25.06.2008, infine, sono stati delimitati i trenta collegi elettorali della nuova provincia, consentendo, così, lo svolgimento delle prime elezioni del Consiglio provinciale, tenutesi il 6 e 7 giugno 2009. Atto conclusivo per la nascita della nuova entità territoriale è stato l'insediamento del primo prefetto, il primo settembre dello stesso anno. Il territorio della neonata provincia occupa una parte della Puglia settentrionale, immediatamente a sud del golfo di Manfredonia, a confine: con la provincia di Foggia, a nord-ovest; con il Mare Adriatico, a nord-est; con la provincia di Bari, a sud-est; con la provincia di Potenza (Basilicata), a sud. Le aree che lo costituiscono sono tre: a nord, la valle dell'Ofanto con una parte della piana del Tavoliere; a est, la fascia costiera adriatica compresa tra la foce dello stesso fiume e la provincia di Bari; a sud una parte dell'Altopiano delle Murge, che degrada progressivamente verso la costa, qui bassa e piatta. Il suo profilo altimetrico appare prevalentemente pianeggiante e collinare. La costa, lunga circa 45 km e bagnata dal Mare Adriatico, presenta caratteristiche diverse man mano che si procede da nord verso sud: prevalentemente sabbiosa fino al territorio di Barletta, bassa e rocciosa da Trani a Bisceglie. L'entroterra, invece, è caratterizzato dalla presenza dei rilievi murgiani (Murge di nord-ovest), che imprimono al paesaggio leggere ondulazioni e avvallamenti, in cui compaiono evidenti fenomeni carsici. Procedendo verso la provincia di Foggia, l'altopiano digrada dolcemente verso la Valle dell'Ofanto, uno dei maggiori fiumi del Sud Italia e il più lungo della regione. Qui si trova la zona delle saline (tra le più grandi d'Europa), a ridosso della foce del fiume, resa ancor più suggestiva dalla fauna migratoria che la popola. Altri corsi d'acqua sono di carattere minore torrentizio e sono per lo più affluenti dell'Ofanto. Il clima varia dalle caratteristiche più tipicamente marittime, con inverni miti ed estati temperate, a quelle, leggermente più aspre, della zona delle Murge. Gli inverni sono in genere piovosi, con precipitazioni nevose sui rilievi e, talvolta, anche sulle coste. La piovosità raggiunge valori più elevati sui rilievi ma è mediamente piuttosto scarsa quasi ovunque e in particolare nella fascia pianeggiante bagnata dal mare. Barletta, Biscèglie e Trani sono poli di gravitazione per i comuni costieri; Andria e Canosa di Pùglia lo sono per quelli dell'interno. Lo stemma ufficiale della Provincia ancora non è stato ufficialmente adottato (marzo 2010); per la sua ideazione e realizzazione è stato pubblicato un bando di concorso di idee nel settembre 2009.

Comunicazioni. La rete viaria si compone di un buon numero di strade statali, di una regionale e della viabilità provinciale, oltre che di due autostrade, varie ferrovie e una ricca infrastrutturazione portuale. Il territorio, del resto, si presta pienamente a essere utilizzato per i trasporti, come avevano ben compreso già gli antichi romani, che vi avevano costruito la via Traiana e la via Appia. Delle strade statali: la SS n. 16 Adriatica funge da tangenziale per le città di Barletta, Trani e Bisceglie, collegandole con Bari e Foggia; la SS n. 93 Appulo-Lucana collega Barletta con Potenza. Completano il reticolo: la SS n. 159 delle Saline, la n. 170 diramazione Castel de1 Monte e la n. 544 di Trinitapoli. La Strada Regionale n. 6 della Murgia Centrale collega il casello autostradale di Canosa di Puglia con le città di Minervino Murge e Spinazzola. La SP n. 231 Andriese-Coratina (ex Strada Statale 98), infine, collega Andria con Bari. Le due autostrade sono: la A14 Bologna-Taranto e la A16 Napoli-Canosa. Ricca anche la dotazione ferroviaria: alla Bari-Bologna si affiancano la Barletta-Bari e la linea a carattere locale Rocchetta Sant'Antonio / Lacedonia-Gioia del Colle (sostituita da servizio autobus). Dalla Stazione di Barletta, infine, si diparte la Ferrovia Barletta-Spinazzola, che congiunge i comuni di Canosa e Minervino Murge con Barletta. L'aeroporto di riferimento per l'intera provincia è quello di Bari/Palese; per le linee intercontinentali dirette ci si serve di quello di Napoli/Capodichino. Grazie alla particolare posizione in buona parte costiera, ricca è la dotazione portuale: il porto turistico di Trani, quello turistico e peschereccio di Biscèglie e quello peschereccio di Margherita di Savoia si affiancano a quello mercantile di Barletta, importante sbocco al mare oggi ma ancor più prima della scoperta dell'America. Per i traffici di più vasta portata si fa riferimento al porto polisettoriale di Bari.

Storia. Fu abitata già in tempi preistorici, come testimoniano le caverne (risalenti agli uomini primitivi) e i dolmen (monumenti sepolcrali o comunque legati al culto dei morti), riportati alla luce nel territorio provinciale. Antichissimi sono anche gli ipogei ritrovati, alcuni dei quali risalenti all'età del bronzo (II millennio a.C.). Al I millennio a.C. risalgono, invece, gli insediamenti dei dauni che raggiunsero il massimo splendore nel VI-IV secolo a.C., qualcuno, o nel IV-III secolo a.C., qualche altro. Altri insediamenti antichi furono quelli degli apuli e degli illiri; questi ultimi, provenienti dalla sponda opposta dell'Adriatico, nel III secolo a.C. fondarono le saline. Al IV e al III secolo a.C. risalgono le più significative vicende legate alla presenza romana sul territorio dell'attuale provincia: nel 318 a.C. i romani la occuparono, nel III secolo a.C. furono pesantemente sconfitti dai cartaginesi di Annibale. Bizantini, longobardi, saraceni si alternarono nei secoli successivi, fin quando vi si insediarono più stabilmente i normanni, seguiti, quindi, dagli svevi: svevo è appunto il notissimo Castel del Monte, a pianta ottagonale, fatto costruire da Federico II nel Duecento nei pressi di Andria. La sua immagine è riprodotta sulla moneta da cinque centesimi di euro. Fu quindi la volta degli angioini e, poi, degli aragonesi. Dall'inizio del Cinquecento fu assoggettata agli spagnoli, agli Asburgo e ai Borboni. Nel XVIII secolo subì devastazioni a opera dei francesi e nel XIX finì in mano a Gioacchino Murat, per tornare, infine, sotto il dominio dei Borboni dopo la parentesi napoleonica. La sua popolazione non mancò di dare il suo contributo alla causa risorgimentale, partecipando, per esempio, all'impresa garibaldina. A partire dal periodo post-unitario conobbe una crescita progressiva, grazie soprattutto alla bonifica delle terre, una volta paludose e malariche, e al conseguente sviluppo dell'agricoltura. Un tempo zona umida e paludosa, è stata interessata da una vasta opera di bonifica, con conseguente grande sviluppo delle attività agricole e pastorali. Alla crescita economica e all'incremento demografico registrati dalla fine del 1800, grazie anche alla suddivisione dei latifondi, ha fatto seguito, nel secondo dopoguerra del XX secolo, una grave crisi economica, con grande disoccupazione e forte esodo emigratorio, con un sensibile calo del numero degli abitanti. Per la vera rinascita bisognerà attendere gli ultimi decenni.

Struttura socio-economica. La provincia è fra quelle italiane a più alta concentrazione demografica. La città più popolosa è Andria, che è anche sede del Consiglio provinciale (provvisoria), della questura, della polizia stradale e dell'Azienda sanitaria locale BAT (provvisoria). La prefettura, invece, ha sede a Barletta, insieme con l'ufficio territoriale del governo e il comando provinciale della guardia di finanza. A Trani, infine, hanno sede il Tribunale e il comando provinciale dei carabinieri. Abbastanza statica appare la situazione in agricoltura, con un tasso di occupazione in linea con quello regionale e una persistente parcellizzazione della struttura fondiaria. A ciò si accompagna una crescente specializzazione delle attività riferite alle grandi imprese, con esperienze fortemente positive nel settore ortofrutticolo e della trasformazione vinicola ed olearia, nonché una crescita in termini di produttività, che consente di raggiungere valori superiori al dato medio regionale. Più critica appare invece la situazione nel settore industria, dove al rafforzamento delle attività edili si contrappone un crescente depotenziamento del manifatturiero e in particolare del tessile / abbigliamento / calzaturiero, la cui concentrazione in provincia è fortemente presente. Merita, inoltre, considerazione il processo di crescita di un settore come quello delle tecnologie dell'informazione, anche se segnato dalla presenza di microimprese. All'indebolimento del sistema industriale fa riscontro una progressiva crescita del terziario, al cui interno si distinguono le attività turistiche ma anche quelle commerciali, con una crescita che interessa maggiormente i grandi centri: Andria e Barletta figurano fra i comuni a più alta concentrazione. Questa crescita, comunque, non è riuscita a compensare la perdita di posti di lavoro registrata nell'industria. Nel complesso la provincia mostra segnali preoccupanti di declino economico. Tra il 2000 e il 2006 ha registrato una flessione del numero degli occupati, mentre nelle 37 province del sud della Penisola si registrava una fase di relativo sviluppo, con un incremento complessivo del numero degli occupati. Tra le province meridionali, il reddito pro-capite di quella di Barletta - Andria - Trani, che nel 2000 era già fra i più bassi, è quello che ha fatto registrare la crescita meno consistente. Tra le stesse 37 province, qui si registra anche il valore più basso dell'indice sintetico di competitività territoriale, un indice che, incorporando vari elementi di analisi economica e occupazionale, registra lo stato attuale di competitività dell'economia locale e le sue prospettive di evoluzione futura. Tra i motivi di questa situazione si trovano sia la tendenza negativa del settore industriale, in termini di reddito prodotto e di produttività del lavoro, sia il mancato decollo del settore terziario che, già debole nel 2000, ha fatto registrare un'ulteriore flessione tra il 2000 e il 2006. Ciò nonostante, la provincia presenta un sistema ricco di elementi costitutivi, sotto il profilo bio-ambientale, infrastrutturale, storico-culturale, sociale, economico e istituzionale. In altri termini, il suo è, almeno in potenza, un sistema sicuramente forte.

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