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PARCO NATURALE DELL'ADAMELLO

Approfondimento

Approfondimento: PARCO NATURALE DELL'ADAMELLO

La valle di Madonna di Campiglio è l'asse portante del Parco Naturale Adamello-Brenta, istituito nel 1967 su 61.864 ettari e collegato con il Parco Nazionale dello Stelvio e con quello svizzero dell'Engadina a formare una vastissima riserva naturale. A est di Madonna di Campiglio, che appartiene al comune di Pinzolo (TN), il territorio protetto comprende l'intero gruppo di Brenta, mentre a ovest racchiude parte dei gruppi dell'Adamello e della Presanella, tra le cui cime si incunea la Val di Genova, di origine glaciale, teatro di spettacolari presenze e giochi d'acqua tra cui spicca la bella cascata di Nardis, con il suo salto di oltre 100 metri. A nord di Madonna di Campiglio un'ampia fascia di fondovalle funge da 'ponte' tra le due zone consentendo interscambi di fauna. Qui le montagne si presentano in tutto il loro splendore, a partire dall'Adamello, con la sua vetta di 3.554 metri: il massiccio è di natura granitica e presenta una conformazione a raggiera, con ghiacciai centrali da cui si dipartono creste e catene montuose. Anche il gruppo della Presanella, che culmina nella cima omonima a 3.556 metri, è caratterizzato da graniti plasmati in creste alte, aguzze e dentellate. Il gruppo di Brenta, invece, è noto per essere l'unica formazione dolomitica a ovest dell'Adige ed è formato da una catena principale e da una secondaria, parallela ad est; severo e suggestivo nell'aspetto, a differenza degli altri gruppi, è caratterizzato da grandi pareti, spigoli affilati e torri squadrate, che spiccano sullo sfondo di uno scenario grandioso in grado di riempire lo sguardo ovunque lo si rivolga. La dualità geologica del parco, con graniti su un versante e dolomia sull'altro, abbinata ad un'escursione altimetrica di 3.000 metri dal fondovalle alle vette, è motivo di notevolissime variazioni ambientali a cui corrisponde un'estrema varietà di paesaggi: fino a 900 metri si estende la fascia dei boschi di latifoglie, che lascia poi spazio all'abete rosso e più in alto al larice; oltre il limite degli alberi ampie zone sono occupate dai pascoli, dalle splendide fioriture, alternate a macchie di rododendri e mughi. Nei boschi sono molto diffusi il capriolo e il cervo, mentre il camoscio fa la sua comparsa in alta quota; la marmotta e la lepre alpina si trovano invece dappertutto. Molto ridotte sono purtroppo le presenze di stambecco, reintrodotto in anni recenti, e di orso bruno, per il quale i boschi di Brenta sono stati a lungo l'ultimo rifugio sulle Alpi (ora la specie sta dando segni di ripresa con l'arrivo di esemplari dai parchi della Slovenia). La fauna avicola è ricchissima, e vede nell'aquila reale, facile da scorgere in volo, e nel gallo cedrone i suoi rappresentanti di spicco. Sono frequenti soprattutto gli incontri con specie di taglia inferiore, come la pernice bianca o la numerosa schiera degli uccelli silvani che animano le foreste del parco. Altrettanto ricco è il patrimonio naturale ed umano delle zone circostanti, specialmente la Val Rendena con i suoi masi e baite, i ricordi storici e le tradizioni popolari.

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