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GALLURA

Approfondimento

Approfondimento: GALLURA

Regione posta nella zona nord-orientale della Sardegna. Confina con il basso corso del fiume Coghinas, a sud-ovest, con le pendici settentrionali del gruppo dei monti Limbara e Nieddu, a sud, e con il mare, a nord. Le sue coste, molto frastagliate, sono incise da "rias" e sono fronteggiate da molte isole note, come La Maddalena e Caprera. Dal punto di vista fisico il territorio è costituito per la maggior parte da terreni granitici, che ne caratterizzano la morfologia, in cui a terrazzi orografici si mescolano brevi dorsali e piccoli ripiani recanti blocchi granitici. Le emergenze orografiche sono date dal monte Limbara (la cui Punta Balestrieri raggiunge i 1.362 metri di altitudine), dal monte Nieddu (di 971 metri) e dal monte Salici (che raggiunge i 911 metri). La zona è attraversata da fiumi, fra i quali i principali sono: il Coghinas, il Loscia e il Padrogiano. La vegetazione si distingue per la diffusione della macchia mediterranea e per i lecceti, cui si affiancano boschi di querce da sughero. Fra i quattro giudicati fu quello di Gallura, che già verso il 687 il leggendario Gialeto di Cagliari (nominatosi re) avrebbe assegnato al fratello Inerio, in seguito a una divisione dell'isola. Le scorrerie e le invasioni saracene dei secoli VIII-IX lasciarono indenne la Gallura, il cui magistrato ricevette l'investitura da Pisa a partire dal secolo XI. Nello stesso secolo Barisone d'Arborea, dopo esserne stato giudice, lo accorpò agli altri giudicati; a lui seguì con ogni probabilità Andrea, cui subentrò in seguito Costantino I. Tra il 1173 e il 1200 ne fu giudice Barisone II, la cui figlia, Elena, sposò Lamberto Visconti di Pisa, giudice di Gallura; per legami matrimoniali, dunque, il figlio di Federico II, Enzo, venne in possesso della circoscrizione. A causa delle mire espansionistiche concomitanti di genovesi e pisani sulla Gallura e su tutte le altre regioni sarde, il titolo di giudice di un giudicato fu spesso soltanto l'indicazione di un potere effimero, cui non corrispondeva un'autorità effettiva; ciò soprattutto a partire dal 1258. Nel 1238, in particolare, il giudicato di Gallura era stato accorpato a quello di Torres, dal quale si sarebbe reso autonomo nel 1257, con Chiano dei Visconti di Pisa; a questi seguì il figlio Ugolino (Nino), cui fa riferimento Dante nell'VIII canto del Purgatorio (vv. 61-81), trattando delle vicende della sua successione. In seguito al matrimonio fra Nino e Beatrice (sorella di Azzo VIII d'Este), il giudicato di Gallura fu trasmesso alla loro figlia Giovanna, che sposò Rizzardo da Camino. Ma, in forza delle seconde nozze di Beatrice con Galeazzo Visconti, la regione passò ad Azzone Visconti (fratello di madre di Giovanna), signore di Milano. Dagli inizi del XIV secolo i Doria di Genova si impossessarono della Gallura, sulla quale, però, continuarono a rivendicare i diritti i Visconti di Milano; nel 1447 questi li lasciarono agli Aragonesi.

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