L’origine del toponimo potrebbe essere celtica, col significato di ‘Triforcazione’. L’antica TRIDENTUM o TRIDENTE, infatti, fu fondata dai celti o dai reti in un sito popolato fin dall’età della pietra. Conquistata dai romani nel 222 a.C., nel medioevo fu evangelizzata da S. Vigilio; fu quindi sede di ducato longobardo, poi di marchesato e contea del regno dei franchi; nel 952 l’imperatore Ottone I l’aggregò al Sacro Romano Impero Germanico; nel 1004 divenne feudo vescovile e nel 1027 fu eretta al rango di capoluogo dell’omonimo principato ecclesiastico. Nel 1363, quando i possedimenti dei conti del Tirolo, vassalli dei principi vescovi trentini, furono ceduti agli Asburgo, duchi di Austria e in seguito imperatori, passò sotto l’influenza di questa potente casata. Nel 1407 fu teatro di una insurrezione guidata da Rodolfo Belenzani, tesa a ottenere le libertà comunali; in seguito, con l’aiuto degli Asburgo, riuscì a resistere all’espansionismo veneziano (nel 1416 e nel 1487). Coinvolta nelle lotte provocate dalla riforma luterana e nella rivolta dei contadini del 1525, fu sede dal 1545 al 1563 del Concilio Tridentino, indetto da papa Paolo III. Nel 1703, durante la guerra di successione spagnola, fu devastata dalle truppe francesi del generale Vendôme e alla fine dello stesso secolo fu invasa dall’esercito napoleonico; nei primi anni dell’Ottocento, con l’abolizione del principato ecclesiastico, divenne dominio austriaco. Dopo essersi invano ribellata all’Austria nel 1848 e nel 1866, passò all’Italia nel novembre 1918. Del suo ricchissimo patrimonio storico-architettonico non si può fare a meno di ricordare il duomo di S. Vigilio, sede di tutte le sedute del Concilio di Trento, eretto in epoca paleocristiana, ricostruito nel XII secolo in forme romanico-gotico-lombarde e ancora rimaneggiato in seguito, e il castello del Buonconsiglio, di fondazione duecentesca con aggiunte successive, residenza dei principi vescovi fino al XIX secolo e poi trasformato in fortezza-caserma –nel 1916 vi furono giustiziati i patrioti Damiano Chiesa, Fabio Filzi e Cesare Battisti–.