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SOLIERA (MO)

 
Stemma del comune non disponibile
 

Servizi

  • Stazione ferroviaria: a Carpi
  • Porto: a Ravenna
  • Aeroporto: a Bologna/Borgo Panigale e a Milano/Malpensa
  • Carabinieri: a Soliera
  • Guardia di finanza: a Modena
  • Vigili del fuoco: a Carpi
  • Corte d'Appello: a Bologna
  • Tribunale: a Modena
  • Farmacia: a Soliera
  • Ospedale: a Carpi
  • Scuole: a Soliera
  • Biblioteche: a Soliera
  • Musei: a Soliera
  • Uff.Postale: a Soliera
 

Località

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  • Casa Coccolesi, 
  • Casa Sternieri, 
  • Cascina Rossi, 
  • Castello, 
  • Croce Lama, 
  • Grande Rosa, 
  • Limidi, 
  • Nazario Sauro, 
  • Secchia, 
  • Sozzigalli. 
   

Comune di Soliera - Storia

I primi insediamenti nella zona (il cui toponimo è riconducibile, oltre che al sole, a solarium, ‘solaio, luogo aperto usato in tempi antichi per essiccare il grano’), risalgono all’età del bronzo; a questi subentrarono stanziamenti di liguri friniati, etruschi e romani, ai quali si devono i primi tentativi di bonifica del territorio, successivamente promossi dai monaci benedettini. Superato il degrado del periodo altomedioevale, caratterizzato da ripetute carestie, epidemie e alluvioni e dal conseguente spopolamento del luogo, già nella prima metà dell’undicesimo secolo fu sotto la signoria estense, seguita da quella matildea e dall’annessione al comune di Modena. Sulla scia delle vicende modenesi, fu coinvolta in aspre lotte tra opposte fazioni, passando dagli Estensi a Passerino Bonalcolsi e da questi allo stato pontificio. Venuta in possesso dei Pio, fu da questi governata fino alla fine del XVI secolo, quando vi si ristabilì il dominio degli Estensi che la trasformarono in marchesato e, nel 1636, ne affidarono la guida ai nobili Campori, che la governarono fino all’abolizione delle proprietà feudali voluta da Napoleone alla fine del XVIII secolo. Alle occupazioni francese e austriaca e al definitivo crollo del ducato estense, seguì l’annessione al Regno d’Italia, caratterizzato dal dilagare delle proteste sociali a causa del progressivo peggioramento delle condizioni di vita dei lavoratori, col conseguente sviluppo dei movimenti di matrice socialista, delle leghe bracciantili e delle cooperative di consumo. Nel patrimonio storico-architettonico spiccano: le ville Boschetti, Casarini e Boccolari; le chiese di San Michele Arcangelo e San Giovanni Battista; il castello detto “Rocca Campori”; la chiesa di San Pietro, a Limidi; la parrocchiale di San Bartolomeo, a Sozzigalli.

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