I primi insediamenti nella zona risalgono a tempi preistorici, come testimoniano i reperti archeologici, di età neolitica, rinvenuti in località Le Petrose. Si presume fondata, tra il XIV e il XV secolo, dagli abitanti dei casali di Aliano e Pasano, costretti ad abbandonare le loro case, a causa delle incursioni saracene. Il toponimo potrebbe derivare dalla base prelatina “sab, sap”, avente il significato di ‘fosso’, o da un personale latino, forse SABUS o SABO. Popolata da albanesi (ha fatto parte della cosiddetta “Albania salentina”), giunti in Puglia al seguito del condottiero Giovanni Castriota Skanderbeg, venuto in soccorso del re di Napoli, Ferdinando I, contro i baroni pugliesi in rivolta, fu assegnata ai nobili del Tufo. Passata ai Mayro, che ne conservarono il possesso fino alla prima metà del Cinquecento, pervenne poi ai Prato, cui rimase fino all’estinzione del casato, nel XVII secolo. Possedimento dei gesuiti, verso la metà del Settecento, ebbe come ultimo feudatario il nobile Giuseppe De Sinno. Acquistata l’autonomia amministrativa, nel 1812, partecipò alle successive vicende del resto della provincia. Tra i monumenti figurano: l’ex palazzo baronale, sede municipale, costruito dai Prato, nel XVI secolo; la seicentesca parrocchiale, dedicata a San Giovanni; la chiesa Mater Domini, del Cinquecento; quella di San Francesco; la guglia del Protettore, realizzata verso la fine del XIX secolo, e il settecentesco santuario della Madonna di Pasano, contenente, tra l’altro, un’icona della Vergine, di stile bizantino.