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SANTARCàNGELO DI ROMAGNA (RN)

 
Stemma del comune non disponibile
 

Servizi

  • Stazione ferroviaria: a Santarcàngelo di Romagna
  • Porto: a Ravenna
  • Aeroporto: a Bologna/Borgo Panigale e a Milano/Malpensa
  • Carabinieri: a Santarcàngelo di Romagna
  • Guardia di finanza: a Rimini
  • Vigili del fuoco: a Rimini
  • Corte d'Appello: a Bologna
  • Tribunale: a Rimini
  • Farmacia: a Santarcàngelo di Romagna
  • Ospedale: a Santarcàngelo di Romagna
  • Scuole: a Santarcàngelo di Romagna
  • Biblioteche: a Santarcàngelo di Romagna
  • Musei: a Santarcàngelo di Romagna
  • Uff.Postale: a Santarcàngelo di Romagna
 

Località

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Comune di Santarcàngelo di Romagna - Storia

I rinvenimenti archeologici nella vallata del Marecchia e nella valle dell’Uso datano all’età villanoviana i primi insediamenti. Contemporaneamente alla centuriazione del territorio riminese, negli ultimi decenni del III sec. a.C., fu disboscato e centuriato anche quello santarcangiolese, nei pressi del quale correva la via Emilia. Sorta presso una pieve di San Michele Arcangelo, fondazione paleocristiana del VI sec., già nel secolo XI risulta ubicata sul monte Giove e sottoposta al vescovo di Rimini. Nel 1164 Federico Barbarossa, in CASTRO SANCTI ARCANGELI, sottoscrive un diploma: l’attuale toponimo deriva dalla basilica SANCTI ARCHANGELI, ricordata in un codice databile fra VII e IX sec., e sostituisce quello di CASTRUM, ‘castello’, assegnato al borgo dopo la costruzione della cinta muraria. Sotto il Regno d’Italia ha mutato due volte la sua denominazione ufficiale: da Sant’Arcangelo in Sant’Arcangelo di Romagna (1863), poi in Santarcangelo di Romagna (1913). Il comune di Rimini ne assunse il possesso nella seconda metà del XIII sec. e lo detenne fino alla seconda metà del XIV, quando i pontefici vi instaurano un governo vicariale, che affidarono ai Malatesta; nel corso del Cinquecento passò da Cesare Borgia ai veneziani e, infine, ai Pallavicino. Scalzato per un breve periodo dalle armate francesi e poi ristabilitosi, il potere ecclesiastico cade definitivamente col risorgimento. Un’unica grande arcata resta del ponte romano che scavalcava il fiume Uso nei pressi dell’antica pieve dei Ss. Vito e Modesto -e perciò detto di San Vito-, distrutto nel Quattrocento dalle piene del fiume. L’impronta architettonica e urbanistica che il nucleo più antico dell’abitato ancora conserva risale all’epoca malatestiana; al XVIII secolo è datata, invece, la costruzione della chiesa Collegiata, all’interno della quale sono conservati un Crocifisso del pittore Pietro da Rimini e un polittico del veneziano Jacobello di Bonomo, entrambi del XIV secolo. Al XVIII sec. risale anche la realizzazione dell’Arco -cui seguirà nel secolo successivo quella della piazza, recentemente ristrutturata- con cui i santarcangiolesi rendevano omaggio al cardinale Lorenzo Ganganelli di Santarcangelo, divenuto pontefice col nome di Clemente XIV.

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