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SAN VITO DEI NORMANNI (BR)

 
Stemma del comune non disponibile
 

Servizi

  • Stazione ferroviaria: a San Vito dei Normanni
  • Porto: a Brindisi
  • Aeroporto: a Brindisi/Papola Casale e a Napoli/Capodichino
  • Carabinieri: a San Vito dei Normanni
  • Guardia di finanza: a Ostuni
  • Vigili del fuoco: a Brindisi
  • Corte d'Appello: a Lecce
  • Tribunale: a Brindisi
  • Farmacia: a San Vito dei Normanni
  • Ospedale: a Ostuni
  • Scuole: a San Vito dei Normanni
  • Biblioteche: a San Vito dei Normanni
  • Musei: a San Vito dei Normanni
  • Uff.Postale: a San Vito dei Normanni
 

Località

   

Comune di San Vito dei Normanni - Storia

I primi insediamenti nella zona risalgono a tempi preistorici, come testimoniano i reperti dell’età del bronzo e del ferro rinvenuti nel territorio. Chiamata San Vito degli Schiavoni fino al 1863, quando assunse l’attuale denominazione, sarebbe stata fondata da una colonia di slavi, sul finire del X secolo; non manca però chi ritiene che le sue origini vadano riportate ai normanni e più precisamente a Boemondo d’Altavilla che, nel XII secolo, vi fece costruire una torre, attorno alla quale si sviluppò più tardi il castello. Alla presenza dei normanni nel luogo si riferisce la seconda parte del toponimo, mentre la prima si richiama al culto del Santo Patrono. Seguendo le vicende politiche e militari delle località circostanti, appartenne a diversi signori: possedimento degli Altavilla, passò in seguito ai Sambiase, cui subentrarono, nel Trecento, gli Orsini del Balzo, che ne rafforzarono le strutture difensive, cingendola di mura e facendovi erigere il fortilizio, in cui fu inglobata la torre normanna. Ultimi feudatari furono i Dentice di Frasso. Del patrimonio storico-architettonico fanno parte: il complesso del castello, in cui stabilirono la propria residenza il re Vittorio Emanuele III e il generale Badoglio, rifugiatisi a Brindisi dopo aver abbandonato Roma, nel 1943; la parrocchiale di Santa Maria della Vittoria, della seconda metà del XVI secolo; la cinquecentesca chiesa di Santa Maria degli Angeli, detta anche Chiesa vecchia o delle Anime, e l’antica chiesa di San Giovanni, ampliata nel Settecento e oggi chiusa al culto. Interessanti sono anche le grotte: la cripta di San Giovanni, contenente affreschi duecenteschi, e quella di San Biagio, con scritte in greco e un ciclo di affreschi, della fine del 1100.

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