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SAN POSSIDòNIO (MO)

 
Stemma del comune non disponibile
 

Servizi

  • Stazione ferroviaria: a Mirandola
  • Porto: a Ravenna
  • Aeroporto: a Bologna/Borgo Panigale e a Milano/Malpensa
  • Carabinieri: a Concordia sulla Secchia
  • Guardia di finanza: a Mirandola
  • Vigili del fuoco: a Carpi
  • Corte d'Appello: a Bologna
  • Tribunale: a Modena
  • Farmacia: a San Possidònio
  • Ospedale: a Mirandola
  • Scuole: a San Possidònio
  • Biblioteche: a San Possidònio
  • Musei: a San Possidònio
  • Uff.Postale: a San Possidònio
 

Località

   

Comune di San Possidònio - Storia

I primi insediamenti nella zona, il cui toponimo si deve alla diffusione del culto di San Possidonio e al rilievo assunto nei secoli dalla chiesa dedicata al Santo numida –discepolo e biografo di Sant’Agostino–, risalgono alla tarda età del Bronzo; seguirono insediamenti romani, come testimoniato dai numerosi reperti archeologici rinvenuti. Nel corso del Medioevo, dopo essere stata inserita nel distretto di Reggio nei decenni del dominio longobardo ed essere passata ai marchesi di Toscana nell’undicesimo secolo, entrò a far parte dei possedimenti della contessa Matilde di Canossa e della casata dei Manfredi, sotto i quali al rilievo assunto dalla chiesa del Santo Patrono, che fu elevata a prepositurale, fece seguito lo sviluppo del borgo. Tuttavia, a partire dal XIV secolo, l’affermarsi della vicina Mirandola, di cui il borgo seguì le sorti, portò a un progressivo declino della pieve di San Possidonio. Annessa per più di due secoli alla contea di Concordia sulla Secchia, entrò nel Settecento tra le proprietà della famiglia reggiana dei Tacoli, registrando una singolare crescita economica, grazie in particolare ad Achille Tacoli, che tentò di razionalizzare lo sfruttamento delle terre e promosse la ristrutturazione della parrocchiale. Dopo l’occupazione francese e austriaca e la partecipazione ai moti risorgimentali, durante i quali si distinse il carbonaro don Giuseppe Andreoli, divenne comune autonomo, a seguito della caduta del ducato estense e dell’unità d’Italia. Tra i monumenti figurano: la parrocchiale a tre navate, che al suo interno ospita il Sacrario ai Caduti; il monumento a Giuseppe Andreoli, la cui casa natale –villa Bernini– sorge alla periferia settentrionale dell’abitato; villa Bellini; villa Varini, coeva alla ricostruzione della parrocchiale promossa da Achille Tacoli; villa Bellini, a Forcello.

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