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SALARA (RO)

 
Stemma del comune non disponibile
 

Servizi

  • Stazione ferroviaria: a Bondeno (FE): loc. Stellata
  • Porto: a Chioggia (VE)
  • Aeroporto: a Verona/Villafranca e a Milano/Malpensa
  • Carabinieri: a Ficarolo
  • Guardia di finanza: a Castelmassa
  • Vigili del fuoco: a Rovigo
  • Corte d'Appello: a Venezia
  • Tribunale: a Rovigo
  • Farmacia: a Salara
  • Ospedale: a Trecenta
  • Scuole: a Salara
  • Biblioteche: a Salara
  • Musei: a Salara
  • Uff.Postale: a Salara
 

Località

   

Comune di Salara - Storia

Il toponimo deriva dal latino SALARIA, ‘pertinente al sale', e sembra riferirsi al traffico di sale o alla presenza di un deposito di questo materiale. Ritrovamenti archeologici testimoniano la sua origine romana, tuttavia il primo documento in cui è citata è un libro dei Censi dovuti alla Chiesa del XII secolo. Dominio dei monaci agostiniani per ben sette secoli, i suoi territori vengono divisi, nel 1252, con la famiglia degli Estensi, grazie all'intervento del duca di Ferrara Azzone VII e di suo figlio Aldobrandino. Ercole e la duchessa Eleonora d'Este, nel 1476, ottengono da papa Sisto IV di sostituire i canonici agostiniani con i monaci benedettini della Congregazione di Santa Giustina da Padova. Si apre così una lite giudiziaria tra il convento e la popolazione per il dominio sui territori: nel 1664, un paio di centinaia di coloni si uniscono per avversare la condotta benedettina; nel 1729 il cardinal Ruffo conferma i diritti ai monaci, ma dal 1748 i terreni del monastero vengono lentamente venduti ai privati. Nel 1597, insieme al ducato di Ferrara, per devoluzione, passa allo Stato della Chiesa. Nel 1866 entra a far parte del Regno d'Italia. è stata colpita nel 1686 da una piena del Po e nel 1951 da un'alluvione disastrosa. La parrocchiale è ora dedicata a San Valentino (fino al XVI secolo era intitolata a San Leone); documenti ecclesiastici ne testimoniano l'esistenza già nel 1592. Restaurata nel 1602, risulta consacrata per la prima volta nel 1610. L'edificio odierno, voluto da don Antonio Garbellini, risale alla seconda metà del 1700; ha tre navate e pregevoli altari in marmo e in legno; all'interno due tele di rilievo, il Crocefisso con San Valentino e San Bartolomeo di Ercole Sarti di Ficarolo, del Seicento, nonché una Madonna con Bambino, San Giuseppe e San Francesco di Paola del ferrarese Braccioli, del Settecento. A fine ‘800 ha subito un grande spopolamento per una grande emigrazione in Brasile.

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