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ROCCELLA JONICA (RC)

 
Stemma del comune non disponibile
 

Servizi

  • Stazione ferroviaria: a Roccella Jonica
  • Porto: a Gioia Tauro, a Reggio di Calabria e a Villa San Giovanni
  • Aeroporto: a Reggio di Calabria/Ravagnese
  • Carabinieri: a Roccella Jonica
  • Guardia di finanza: a Roccella Jonica
  • Vigili del fuoco: a Siderno
  • Corte d'Appello: a Reggio di Calabria
  • Tribunale: a Locri
  • Farmacia: a Roccella Jonica
  • Ospedale: a Siderno
  • Scuole: a Roccella Jonica
  • Biblioteche: a Roccella Jonica
  • Musei: a Roccella Jonica
  • Uff.Postale: a Roccella Jonica
 

Località

   

Comune di Roccella Jonica - Storia

È sorta in una zona abitata fin da epoca protostorica, come testimonia la necropoli, del IX-VIII secolo a.C., rinvenuta nei suoi dintorni. Secondo alcuni studiosi, sarebbe nata sulle rovine dell'antica Amphissa. Corrispondente forse a un Rupella citata in un documento del secolo XI, si è chiamata Roccella fino al 1863, quando un regio decreto aggiunse la specificazione, per distinguerla dalle località omonime. La prima parte del toponimo è un diminutivo del calabrese “rocca”, ‘roccia, sasso', per cui ha il significato di ‘piccola roccia'. Possedimento del nobile casato dei Collepietro, che la persero perché accusati di fellonia, nel Quattrocento fu concessa dal re Ferdinando d'Aragona ai Carafa della Spina, in segno di riconoscenza per l'aiuto ricevuto durante la congiura dei baroni. Rimasta sotto la signoria di questa famiglia fino all'eversione del feudalesimo, fu più volte attaccata dai turchi: sul finire del XVI secolo, si distinse per l'eroica resistenza opposta al pirata Pascià Cicala. Merita di essere visitato il borgo-castello, con la rocca dei Carafa, un piccolo nucleo di vecchie case ben conservate, un recinto murato, i resti del castello angioino e del settecentesco palazzo feudale, alcune chiese e una torre circolare, di origini medievali ma rifatta nel Cinquecento. Interessanti sono anche: la chiesa madre, contenente un bel crocifisso cinquecentesco; il santuario della Madonna delle Grazie, della metà del XVI secolo, con una pregevole tela, del Seicento; le due grandi colonne di porfido egiziano, che, portate in loco forse in età romana, sono state di recente collocate sul lungomare.

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