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QUARTO D'ALTINO (VE)

 
Stemma del comune non disponibile
 

Servizi

  • Stazione ferroviaria: a Quarto d'Altino
  • Porto: a Quarto d'Altino
  • Aeroporto: a Venezia/Tessera e a Milano/Malpensa
  • Carabinieri: a Meolo
  • Guardia di finanza: a San Donà di Piave
  • Vigili del fuoco: a Venezia: loc. Mestre
  • Corte d'Appello: a Venezia
  • Tribunale: a Venezia
  • Farmacia: a Quarto d'Altino
  • Ospedale: a Venezia: loc. Mestre
  • Scuole: a Quarto d'Altino
  • Biblioteche: a Quarto d'Altino
  • Musei: a Quarto d'Altino
  • Uff.Postale: a Quarto d'Altino
 

Località

  • Salta elenco località
  • Altino, 
  • Azienda "le Trezze", 
  • Ca' Corner, 
  • Carafia, 
  • Le Crete, 
  • Le Trezze, 
  • Osteria Palazzetto, 
  • Porte Grandi, 
  • San Michele, 
  • San Michele Vecchio, 
  • Trepalade. 
   

Comune di Quarto d'Altino - Storia

La prima parte del toponimo indica il quarto miglio sulla via romana per Treviso partendo dall'antica ALTINUM, che è invece toponimo preromano. L'ambiente era lagunare e reperti archeologici confermano che era attiva e dedita ai traffici commerciali già nella seconda metà del VII secolo a.C. grazie allo sfruttamento delle vie d'acqua incanalate e arginate per mezzo di tecniche complesse. Durante l'impero romano conobbe una fortissima espansione conseguente anche alla costruzione della via Annia, nel 131 a.C., strada di collegamento tra Roma e Rimini. Dopo l'editto di Costantino del 313, con la diffusione del cristianesimo, fu sede episcopale con Eliodoro, il primo vescovo divenuto poi patrono, che combattè duramente l'eresia ariana. Subì le devastazioni di Attila, re degli unni, e si spopolò quando Rotari, re dei longobardi (che nel 568 aveva sottomesso il Veneto), la mise a sacco. Tra il X e l'XI secolo venne abbandonata ogni coltivazione e la sua fortuna tramontò inesorabilmente. Si riprese solo nel XV secolo con l'assoggettamento della Marca Trevigiana alla repubblica di Venezia, ma ormai era decaduta a semplice villaggio e mutò la denominazione in San Michele al Quarto. Fece parte del napoleonico Regno d'Italia e del Regno del Lombardo-Veneto. Dal 1946 riprese il suo originario toponimo. La sua storia seguente non mostra avvenimenti di particolare rilievo e segue quella dei territori circostanti. Il museo raccoglie importanti reperti che testimoniano solo in minima parte il suo splendore in epoca romana e preromana: una stele venatica, statue votive, tombe ad incenerazione, mosaici, vasi del VII secolo, iscrizioni, tratti di pavimentazione, tutti simboli del suo glorioso passato.

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