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POSADA (NU)

 
Stemma del comune non disponibile
 

Servizi

  • Stazione ferroviaria: a Olbia (SS)
  • Porto: a Olbia (SS)
  • Aeroporto: a Olbia/Costa Smeralda e a Roma/Fiumicino
  • Carabinieri: a Posada
  • Guardia di finanza: a Siniscola: loc. La Caletta
  • Vigili del fuoco: a Nuoro
  • Corte d'Appello: a Sassari
  • Tribunale: a Nuoro
  • Farmacia: a Posada
  • Ospedale: a Olbia (SS)
  • Scuole: a Posada
  • Biblioteche: a Posada
  • Musei: a Posada
  • Uff.Postale: a Posada
 

Località

   

Comune di Posada - Storia

Il toponimo è attestato, dal 1341, con le forme “Bossada”, “Possata” e “Posata”, ed è attribuibile al catalano-spagnolo “Posada”, ‘sosta, fermata’, entrato come prestito nella lingua logudorese e campidanese. La denominazione sembra fare riferimento al riparo offerto dalla profonda insenatura allo sbocco del fiume Posada, sebbene non tutti gli studiosi convengano con una simile interpretazione, data la precocità delle attestazioni. Fondata in età preistorica, subì la dominazione romana, durante la quale assunse il nome di Feronia e cominciò ad essere considerata un punto di riferimento importante, sia per la presenza di un porto naturale, sia per la sua posizione che domina tutta la vallata. In epoca medievale fece parte della curatoria di Montalbo. Svolse funzioni di diocesi e il suo nome comparve in una bolla papale dell’XI secolo in riferimento al rinnovo di una concessione a favore dei Benedettini. Nel 1298 passò al comune di Pisa e nel 1323 fu conquistata dagli Aragonesi e ceduta in feudo al viceré Nicolò Carroz. La sua posizione sul mare la espose sempre agli attacchi pirateschi, in particolar modo a quelli dei tunisini che, nel 1623, la devastarono. Tra le vestigia del suo antichissimo e glorioso passato figurano: gli importanti nuraghi Monte Idda e Pizzinnu, nei cui pressi sono stati trovati interessanti elementi di sculture databili tra la fine dell’età del bronzo antico e la prima metà del ferro, tra cui la scultura bronzea dell’”Ercole di Posada”; la parrocchiale della Madonna del Soccorso; l’imponente castello della Fava, risalente ai secoli XII-XIII e legato alla leggenda di uno stratagemma: presi d’assedio durante un’incursione barbaresca, i suoi abitanti fecero ingoiare l’ultima fava rimasta a un piccione viaggiatore con un messaggio fuorviante che attestava che gli assediati avrebbero resistito a lungo grazie alle abbondanti provviste d’acqua; letto il messaggio e trovando la fava nella gola dell’uccello, i nemici decisero di togliere l’assedio e rinunciare alla conquista.

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