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PORPETTO (UD)

 
Stemma del comune non disponibile
 

Servizi

  • Stazione ferroviaria: a San Giorgio di Nogaro
  • Porto: a Monfalcone (GO) e a Trieste
  • Aeroporto: a Trieste/Ronchi dei Legionari e a Milano/Malpensa
  • Carabinieri: a Torviscosa
  • Guardia di finanza: a San Giorgio di Nogaro
  • Vigili del fuoco: a Cervignano del Friuli
  • Corte d'Appello: a Trieste
  • Tribunale: a Udine
  • Farmacia: a Porpetto
  • Ospedale: a Palmanova
  • Scuole: a Porpetto
  • Biblioteche: a Porpetto
  • Musei: a Porpetto
  • Uff.Postale: a Porpetto
 

Località

   

Comune di Porpetto - Storia

Abitata fin da tempi molto antichi da popolazioni venete, registrò in seguito stanziamenti di illiri, celti e romani. Il toponimo, che in documenti del XII secolo compare nelle forme di Porpeto e Purpedo, deriva dal termine latino POPULUS, ossia ‘pioppo’, con l’aggiunta del suffisso collettivo –ETUM, per cui va inteso nel senso di ‘pioppeto’. Inserita nell’agro aquileiese durante la colonizzazione romana, nell’alto Medioevo fu invasa dalle orde di barbari che, seminando morte e distruzione, portarono all’abbandono della pianura, ben presto trasformatasi in una vasta palude. Nella seconda metà del X secolo fu tra le terre donate dall’imperatore di Germania, Ottone I, al patriarca di Aquileia, che provvide a ripopolare le campagne friulane con immigrazioni forzate di coloni slavi. Sede di una pieve, la cui giurisdizione si estendeva su gran parte delle chiese circostanti, nel corso del Trecento fu travagliata dalle continue lotte tra i potenti feudatari della zona e tra questi e il patriarca. Nella prima metà del XV secolo entrò a far parte dei domini della repubblica di Venezia, di cui seguì le sorti. Devastata dai turchi sul finire del Quattrocento, vide ridursi progressivamente il suo territorio, col distacco di varie località. Passata, per gli affari ecclesiastici, alle dipendenze dei vescovi di Gorizia, conobbe la dominazione napoleonica e successivamente quella austriaca, sotto la quale rimase fino al termine della prima guerra mondiale, quando fu annessa all’Italia. Del patrimonio storico-architettonico fanno parte alcuni edifici di culto, tra cui spiccano: la settecentesca parrocchiale, contenente pregevoli opere d’arte, e la chiesa di San Francesco, del XVII secolo.

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