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PONTECURONE (AL)

 
Stemma del comune non disponibile
 

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Località

   

Comune di Pontecurone - Storia

Il toponimo si riferisce chiaramente a un ponte sul Curone. La località era, almeno inizialmente, chiamata semplicemente “ponte”, costituendo un punto di guado sul torrente. La documentazione presenta un’oscillazione nell’uso del determinante, che ora compare come genitivo di specificazione, PONS CORIONIS, ora come aggettivo, PONTE CURONO. Altre varianti sono: “Pontecoirono”, “Pontecurione” e “Pontecorone”. Fondata in epoca romana, come è dimostrato dalla sua pianta rettangolare, dall’ordinata disposizione degli elementi urbanistici e dalle tombe ritrovate nella zona, è menzionata per la prima volta nel 958, in un documento di Ottone I che sigla il suo passaggio al monastero di San Pietro in Ciel d’or. L’imperatrice Adelaide la donò, successivamente, alla chiesa di Tortona. In virtù di questo passaggio venne inglobata nei possedimenti tortonesi finché, con l’assedio del Barbarossa, non entrò nei domini di quest’ultimo. In quello stesso periodo il borgo venne notevolmente ingrandito, utilizzando le macerie della distrutta Tortona. Ma presto l’imperatore fu costretto a restituirla a chi l’aveva sottratta. Nel 1392, quando Tortona passò ai Visconti, Gian Galeazzo rafforzò il suo castello e vi fece costruire una torre. In seguito, Filippo Maria Visconti la cedette a Guasco Isnardi: da questo momento iniziò un continuo susseguirsi di signori feudatari. Francesco Maria Sforza la elevò a contea per la famiglia Moroni; nel 1656 divenne feudo degli Spinola. La terribile peste del 1630 la sfiorò solamente, e nel 1635, venne saccheggiata dall’esercito del duca di Parma. Tra le vestigia del passato figurano: la torre del castello, edificato nel XIII secolo, andato distrutto; la parrocchiale di Santa Maria Assunta, in stile gotico-romano, avente una pianta basilicale a tre navate, al cui interno si possono ammirare numerosi affreschi; la casa parrocchiale, costruita sulla chiesa di San Giovanni Battista, probabilmente risalente XIII secolo; l’oratorio di San Francesco e l’annessa confraternita di San Biagio.

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