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PALLAGORìO (KR)

 
Stemma del comune non disponibile
 

Servizi

  • Stazione ferroviaria: a Cirò
  • Porto: a Crotone e a Taranto
  • Aeroporto: a Crotone/Sant'Anna e a Lamezia Terme/Sant'Eufemia
  • Carabinieri: a Verzino
  • Guardia di finanza: a Crotone
  • Vigili del fuoco: a Crotone
  • Corte d'Appello: a Catanzaro
  • Tribunale: a Crotone
  • Farmacia: a Pallagorìo
  • Ospedale: a Cariati (CS)
  • Scuole: a Pallagorìo
  • Biblioteche: a Pallagorìo
  • Musei: a Pallagorìo
  • Uff.Postale: a Pallagorìo
   

Comune di Pallagorìo - Storia

Sorta in una zona abitata fin da epoca classica, come testimoniano i reperti archeologici rinvenuti nei suoi dintorni, viene da alcuni identificata con l’antica Chone. Dopo la metà del XV secolo, fu popolata da profughi albanesi, i quali, insieme a quelli di Carfizzi e San Nicola dell’Alto, costituirono una forte isola etnica, che si conserva tuttora. Il toponimo, che in albanese è Puherìu o Puhurìu, deriva dal greco “palaioxorìon”, avente il significato di ‘vecchio villaggio’. Legata a Cariati, ne condivise le sorti, passando, nella seconda metà del Quattrocento, dai Riario ai Coppola e ai Borgia. Pervenuta, all’inizio del XVI secolo, agli Spinelli, fu poi un casale del feudo di Umbriatico, venendo assegnata ai Rovegna, che la tennero col titolo di principi. Riconosciuta indipendente e compresa nel cantone di Corigliano Calabro, ai tempi della Repubblica Partenopea, col nuovo assetto amministrativo dato dai francesi al regno di Napoli, a principio dell’Ottocento, fu inclusa tra le università del cosiddetto governo di Cirò. I Borboni la trasferirono dalla provincia di Cosenza a quella di Catanzaro e, nel 1834, la elevarono a comune autonomo. Annessa all’Italia unita, partecipò alle successive vicende nazionali e internazionali. Fa parte della provincia di Crotone da quando questa è stata istituita, nel 1992. Tra i monumenti figurano: la parrocchiale del Carmine, d’impianto seicentesco, in cui si può ammirare una statua lignea della Madonna, di pregevole fattura, realizzata da intagliatori locali, nel XVIII secolo, e la chiesa di Santa Filomena. Interessanti sono anche: le piccole cappelle poste ai bordi delle strade che conducono ai pascoli silani e i resti di costruzioni erette da profughi cosentini, verso la metà del Seicento.

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