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NùORO (NU)

 
Stemma del comune non disponibile
 

Servizi

  • Stazione ferroviaria: a Nùoro
  • Porto: a Olbia (SS)
  • Aeroporto: a Olbia/Costa Smeralda e a Roma/Fiumicino
  • Carabinieri: a Nùoro
  • Guardia di finanza: a Nùoro
  • Vigili del fuoco: a Nùoro
  • Corte d'Appello: a Sassari
  • Tribunale: a Nùoro
  • Farmacia: a Nùoro
  • Ospedale: a Nùoro
  • Scuole: a Nùoro
  • Biblioteche: a Nùoro
  • Musei: a Nùoro
  • Uff.Postale: a Nùoro
 

Località

   

Comune di Nùoro - Storia

Il toponimo, che nella dizione locale assume la forma di “Nùgoro”, è attestato per la prima volta nel 1341, sebbene il toponimico “Nugor“ è menzionato anche in documenti più antichi. Le forme documentate sono “Nuor” e “Norium”, derivanti dallo strato linguistico protosardo. Fantasiosa è l’interpretazione secondo cui il suo etimo è da rintracciare nella voce orientale “Nugor”, ‘luce, fuoco, dimora’. Da rilevare è la tendenza alla pronuncia italiana Nuòro, invece del locale Nùoro, per influsso analogico di uò italiano, suono aperto. Abitata sin dall’età nuragica, il nucleo urbano si formò con l’arrivo di alcuni uomini provenienti dall’Asia minore, in fuga dai romani. La loro prima base fu la valle di Seuna, da cui ha preso il nome il più antico quartiere di Nuoro. Nel Medioevo fu aggregata alla curatoria di Ottana e dal XII secolo fu sede vescovile. Con il governo di Alessandro VI la sua diocesi venne annessa a quella di Cagliari: non solo fu privata del vescovato, ma decadde anche come città. In questi anni numerose furono le famiglie che si contesero il governo feudale: i Carroz, i Massa di Licano, i Cancanti, i Portuzal, i De Silva. Sotto Filippo II di Spagna divenne beneficio di Caterina De Silva, quindi dei Fadriguez Ferdinandez. Nel periodo della dominazione piemontese, dal 1848 al 1859, fu nominata capoluogo delle tre circoscrizioni amministrative della Sardegna; divenne capoluogo di provincia nel 1927. Tra le vestigia del suo passato figurano: tombe rupestri e domus de janas; il nuraghe Tanca Manna, visibile perfino dall’alto colle di Sant’Onofrio; la cattedrale di Santa Maria della Neve, del 1800, al cui interno è conservata una tela del pittore Tiarini; la chiesa di Nostra Signora della Solitudine, dove riposano le spoglie di Grazia Deledda; la chiesa delle Grazie e quella di Valverde, del 1600; la piazza Sebastiano Satta, opera del Nivola; la statua del Redentore, alta sette metri, posta in cima al monte Ortobene, opera dell’artista Vincenzo Ierace.

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