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MOTTAFOLLONE (CS)

 
Stemma del comune non disponibile
 

Servizi

  • Stazione ferroviaria: a San Marco Argentano
  • Porto: a Vibo Valentia e a Taranto
  • Aeroporto: a Lamezia Terme/Sant'Eufemia
  • Carabinieri: a San Sosti
  • Guardia di finanza: a Castrovillari
  • Vigili del fuoco: a Castrovillari
  • Corte d'Appello: a Catanzaro
  • Tribunale: a Castrovillari
  • Farmacia: a Mottafollone
  • Ospedale: a Lungro
  • Scuole: a Mottafollone
  • Biblioteche: a Mottafollone
  • Musei: a Mottafollone
  • Uff.Postale: a Mottafollone
 

Località

   

Comune di Mottafollone - Storia

Identificata da alcuni con l’antica Aryntha, sorse intorno al secolo XI, nei pressi del monastero basiliano esistente alle pendici della montagna la Mula. La zona però risulta abitata già molto prima, come testimoniano le necropoli, di età ellenistica, rinvenute nel territorio. Il toponimo, che in documenti del Trecento compare nelle forme Mottafellone e Mottafullone, è un composto di “motta”, avente il significato di ‘rialzo del terreno, mucchio di sassi, di terra o sabbia’, e del termine calabrese “fuddune”, ‘giaciglio, covo di animale’, o di un derivato del latino FULLO, -ONIS, ‘gualcheraio’, oppure del nome di persona Fullo. Proprietà di un’omonima famiglia normanna, nel XIV secolo fu assegnata ai Sangineto, ai quali subentrarono i Sanseverino, gli Arcella, i Pescara, i Firrao, i della Cava, i Telesio e i Van den Eynden. Verso la metà del Settecento, pervenne ai Carafa, principi di Belvedere Marittimo, sotto la cui signoria rimase fino all’abolizione del feudalesimo. Comune del cantone di Acri, ai tempi della Repubblica Partenopea, col nuovo ordinamento amministrativo disposto dai francesi, all’inizio del XIX secolo, fu elevata a capoluogo dapprima di un governo, comprendente diverse università, e poi di un circondario. I Borboni, tornati sul regno di Napoli, all’indomani del congresso di Vienna, l’aggregarono a San Sosti, da cui fu separata nel 1843, recuperando l’autonomia. Entrata a far parte dell’Italia unita, partecipò alle successive vicende nazionali e internazionali seguendo il resto della provincia. Tra le testimonianze storico-architettoniche figurano: i ruderi del castello medievale; la chiesa dell’Addolorata, in cui sono custoditi preziosi paramenti sacri, e le chiese di San Giovanni Battista e Santa Maria della Purificazione.

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