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MERETO DI TOMBA (UD)

 
Stemma del comune non disponibile
 

Servizi

  • Stazione ferroviaria: a Basiliano
  • Porto: a Latisana: loc. Aprilia Marittima e a Trieste
  • Aeroporto: a Trieste/Ronchi dei Legionari e a Milano/Malpensa
  • Carabinieri: a Basiliano
  • Guardia di finanza: a Udine
  • Vigili del fuoco: a Udine
  • Corte d'Appello: a Trieste
  • Tribunale: a Udine
  • Farmacia: a Mereto di Tomba
  • Ospedale: a Udine
  • Scuole: a Mereto di Tomba
  • Biblioteche: a Mereto di Tomba
  • Musei: a Mereto di Tomba
  • Uff.Postale: a Mereto di Tomba
 

Località

   

Comune di Mereto di Tomba - Storia

Abitata già in tempi molto antichi, stando ad alcuni manufatti dell’età del ferro e ai resti di un castelliere preistorico scoperti nei pressi del torrente Corno, dal II secolo a.C. fu colonizzata dai romani, di cui pure sono pervenute varie testimonianze. Il toponimo, attestato dalla fine del Duecento, deriva dal latino MELERETUM (da MELUM), che significa ‘luogo ove si producono le mele’; la specificazione “di Tomba”, entrata ufficialmente nell’uso con un regio decreto del 1939, va riportata al latino TUMBA, ossia ‘tumulo’, riferito ai rialzi di terra, di forma circolare, frequenti nelle zone pianeggianti. Dopo la caduta dell’impero romano iniziò il triste periodo delle invasioni barbariche, che devastarono tutta la pianura friulana, costringendo, nel X-XI secolo, il patriarca di Aquileia a ripopolare le campagne con immigrazioni forzate di gente slava. Nel corso del Medioevo fu dotata di opere difensive e coinvolta nelle lotte tra le potenti casate che cercavano di assicurarsi il controllo sul territorio. Infeudata, durante la dominazione patriarcale, alla famiglia dei Valvasone, i quali, nella prima metà del XV secolo, si sottomisero spontaneamente alla Repubblica Veneta, sul finire del Quattrocento conobbe il flagello delle incursioni turche, che lasciarono la regione in uno stato di grande miseria. Acquistata l’autonomia amministrativa, all’inizio dell’Ottocento, a seguito delle riforme napoleoniche, con la restaurazione austriaca entrò a far parte del regno lombardo-veneto e fu annessa all’Italia nel 1866. Dopo la disfatta di Caporetto, del 1917, fu occupata dai tedeschi, che la invasero di nuovo durante la seconda guerra mondiale. Tra i monumenti figurano: la chiesa di San Michele Arcangelo, del XVIII secolo, e la cinquecentesca chiesa dei Santi Daniele e Agostino, più volte rimaneggiata.

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